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sabato 3 settembre 2016

Dal blog Diritti e Frontiere ad ADIF. La guerra ai migranti cancella il diritto all'informazione e si apre lo scontro interno. Un progetto di ricerca e formazione, oltre la cronaca che scompare.



Da oggi sabato 3 settembre il blog "Diritti e frontiere" si trasforma in lavoro collettivo e senza ulteriori aggiornamenti rimane nel sito dell'Associazione Diritti e Frontiere (ADIF), dove si troveranno contributi periodici, frutto di un impegno redazionale o dei singoli componenti dell'Associazione. 

http://www.a-dif.org/

http://www.a-dif.org/author/fulvio/

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AGGIORNAMENTO IMPORTANTE

Alle ore 8 del 20 settembre 2016 abbiamo ricevuto la comunicazione che a partire dal 29 settembre prossimo i link correlati ai post inseriti in questo blog non saranno più leggibili.
Chi fosse interessato alla loro consultazione ne tenga conto e provveda tempestivamente al salvataggio delle pagine e dei relativi riferimenti.

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Quando il blog è stato avviato, nel mese di dicembre del 2013, poche settimane dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre, dopo la spettacolarizzazione del dolore sulle bare allineate nell'hangar dell'aeroporto, e dopo la strumentalizzazione dell'isola come palcoscenico dei governanti europei che si dichiaravano affranti per quanto era successo, si era all'inizio dell'operazione Mare Nostrum,  ma anche della definizione del Processo di Khartoum, con il quale si voleva l'esternalizzazione  dei controlli di frontiera, con accordi con i paesi di origine e di transito.

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/10/03/news/lampedusa

In quel periodo si continuavano a praticare detenzioni prolungate, neppure definite  come trattenimenti amministrativi e del tutto privi di basi legali e di documentazione, come peraltro era già avvenuto a Lampedusa a partire dal 2004, e si eseguivano, immediatamente dopo gli sbarchi, respingimenti collettivi di persone provenienti da paesi, come l'Egitto e la Nigeria, che avevano già stipulato con l'Italia accordi di riammissione (riconsegna) forzata. Una prassi che ancora oggi si ripete uguale ad allora con voli periodici dagli aeroporti di Catania e Roma verso Il Cairo , in Egitto, e Lagos in Nigeria..

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/01/adesso-dove-potranno-andare-i-siriani.html

Alla fine del 2014 nuove intese maturate con l'Egitto e con la Turchia, con l'intervento determinante dell'Unione Europea, segnavano la fine delle rotte che da quei paesi, su navi più grandi, portavano in sicurezza verso l'Italia profughi provenienti dalla Siria, dall'Irak, dall'Afghanistan e da altri paesi dell'estremo oriente.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/12/i-mille-profughi-della-blue-sky-m.html

L'inizio del 2015 coincideva con la fine dell'operazione Mare Nostrum e l'avvio dell'operazione TRITON di Frontex, e con un aumento vertiginoso delle vittime in mare. Questa fase culminava con il naufragio del 18 aprile 2015, uno dei più grandi naufragi, tra quelli conosciuti in Mediterraneo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/19/immigrazione-naufragio-strage-nel-canale-sicilia-si-temono-700-morti/1604101/

http://www.huffingtonpost.it/2015/08/30/migranti-matteo-renzi-diritto-d-asilo_n_8060548.html

Da quel momento il falso umanitarismo propagato dai vertici dell'Unione Europea si trasformava in vere e proprie scelte di sbarramento delle rotte marittime che i migranti potevano percorrere per mettersi in salvo da guerre sempre più rivolte contro i civili e da dittature militari legittimate dalle cd. democrazie occidentali.

http://www.a-dif.org/2016/08/22/profughi-piu-muri-piu-morti-piu-trafficanti-meno-diritti/

http://www.a-dif.org/2016/07/31/leuropa-perde-la-testa/

Ad ogni tragedia dell'immigrazione, in mare, come in terra, dove si moriva anche sotto i camion o dentro i furgoni in corsa sulle strade d'Europa, si replicava soltanto con il solito richiamo al rinforzo delle misure per lottare contro l'immigrazione irregolare ( se non definita apertamente come illegale) ed alla necessità di intese con i paesi di origine e transito per sconfiggere le organizzazioni dei trafficanti. A nessuno sembrava più interessare la sorte dei migranti intrappolati nei paesi di transito o ricacciati nei paesi di origine in mano a dittature militari o in preda a conflitti sempre più sanguinosi.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/06/eu-risks-fuelling-horrific-abuse-of.html

In realtà, con questi accordi di respingimento, si cercava soltanto di scambiare danaro contro persone che questi paesi riammettevano dopo il loro ingresso "irregolare", l'unico possibile, in Europa. In quest'ottica il governo Renzi, attingendo a progetti già elaborati a Bruxelles, presentava il Migration Compact, che poi risultava l'unico documento su cui i paesi dell'Unione Europea trovavano un qualche accordo.

http://statewatch.org/news/2016/apr/eu-refugee-italian-non-papermigration-compact.pdf

http://statewatch.org/news/2016/may/eu-migration-docs.html

La risposta alla richiesta di corridoi di ingresso legale e protetto era l'Operazione militare Eunavfor Med, mentre i progetti di resettlement ( dai paesi di transito come il Libano o la Giordania) o di relocation, restavano sulla carta o riguardavano solo qualche migliaio di persone.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/docs/20160615/factsheet_relocation_and_resettlement_-_state_of_play_en.pdf

https://www.washingtonpost.com/world/europe/central-european-countries-resist-new-eu-refugee-quota-proposal/2016/05/04/5be5a32c-120e-11e6-a9b5-bf703a5a7191_story.html?tid=a_inl

Come effetto naturale di quello sbarramento si apriva la cd. Rotta Balcanica e fino al mese di ottobre del 2015 centinaia di migliaia di profughi in fuga potevano raggiungere i paesi del centro e del nordeuropa, in clima di generale allentamento dei controlli alle frontiere, soprattutto per la presenza di una grande quantità di persone, intere famiglie con donne e bambini, che riuscivano a passare dalla Turchia in Grecia e da lì a spostarsi a piedi verso settentrione.

http://frontex.europa.eu/trends-and-routes/western-balkan-route/

Il clima era destinato a cambiare presto,sia per i successi elettorali dei partiti populisti o apertamente xenofobi, come in  Norvegia, Austria ed Ungheria, che per l'incapacità dei governanti europei ad individuare una politica di equa distribuzione delle persone che arrivavano, rispettosa del principio di unità familiare e dei legami di comunità che si potevano ancora ricostituire.                                                                                                                       http://www.lastampa.it/2016/09/02/cultura/opinioni/editoriali/la-foto-sbiadita-del-piccolo-alan-5p9iBnDmylWtgNeWeQR9rM/pagina.html                                                                                                                                                                         Gli attacchi terroristici che, a partire da ottobre del 2015, colpivano alcune grandi città europee segnavano il punto di svolta, ma il cambiamento di approccio era già maturato nei mesi precedenti. Venivano conclusi molti i portanti accordi internazionali., sia pure nella forma semplificata dei memoriali di intesa ( MOU). Al punto che l'Unione Europea prevedeva anche riammissioni semplificate verso l'Afghanistan.

http://statewatch.org/news/2016/mar/eu-council-afghanistan-6738-16.pdf

Alla fine del 2015 andava a regime, con qualche evidente falla, come a Porto Empedocle (Agrigento), il cd. Hotspot Approach, con una ulteriore militarizzazione dei controlli di frontiera e l'avvio di pratiche selettive basate sull'uso della forza per il rilevamento delle impronte digitali e l'identificazione delle persone.

http://www.meltingpot.org/Hotspot-Le-Procedure-Operative-Standard-SOP.html#.V8q7bTV_f3g

Nello stesso periodo si affermava la distinzione strumentale tra migranti economici ( da respingere, magari nella clandestinità, se non in patria) e profughi o richiedenti asilo ( da confinare nei centri di accoglienza e filtrare con procedure esasperanti). Già nei porti di sbarco, in particolare a Catania, se non a bordo delle navi, cominciavano gli interrogatori e la selezione tra potenziali richiedenti asilo, minori di età, soggetti vulnerabili, migranti "economici" ( da respingere) e poi ancora, tra testimoni e scafisti. In molti casi si ricorreva ad interpreti inadeguati ed a "fogli notizia" che consentivano di travisare la effettiva volontà dei migranti e le motivazioni reali del viaggio.

http://www.a-dif.org/2015/11/10/le-parole-del-papa-possono-intaccare-la-fortezza-europa/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/12/a-palermo-vince-ancora-la.html

Mentre si intensificavano i voli congiunti di rimpatrio affidati all'agenzia Frontex, anche verso paesi ad alto rischio per i migranti che venivano rimpatriati, come la Nigeria, l'Unione Europea preparava nuovi corpi di polizia nella prospettiva di una collaborazione sempre più stretta con le polizie dei paesi di origine e di transito. Nascevano così la Guardia Costiera europea e la Polizia europea delle Frontiere. Il Regolamento Frontex del 2014 veniva sostanzialmente eluso.

http://www.statewatch.org/analyses/no-237-maritime-surveillance.pdf

http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-border-coast-guard-text.htm

Le agenzie di polizia venivano rese sempre più autonome nella stipula di intese operative con le polizie dei paesi che non rispettavano i diritti della persona anche al di fuori degli accordi approvati dal Consiglio e dal Parlamento Europeo..

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2072_en.htm

 Le operazioni di arresto, trattenimento e rimpatrio forzato dei migranti cd. irregolari venivano affidati in sostanza alla discrezionalità di polizia, in deroga alla riserva di legge ed alla riserva di giurisdizione, pilastri dello stato democratico e principi cardine della Costituzione italiana ( artt. 3, 10 e 13) con una grave violazione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione.

http://frontex.europa.eu/assets/Publications/General/Guide_for_Joint_Return_Operations_by_Air_coordinated_by_Frontex.pdf

Non si riusciva a modificare neppure il Regolamento Dublino III, mentre la relocation promessa alla fine del 2015 restava un miraggio per la maggior parte delle persone migranti che in buona fede ci avevano creduto. Come risultato di questi fallimenti europei aumentava la pressione alle frontiere interne, soprattutto a Calais, con una situazione di contrasto militare che avrebbe poi giocato un ruolo determinante nella decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea ( la cd. BREXIT, sulla quale adesso tutti sembrano frenare).

https://passeursdhospitalites.wordpress.com/

https://passeursdhospitalites.wordpress.com/2016/09/02/les-xenophobes-sifflent-le-ministre-accourt-et-ment/

L'inizio del 2016 era segnato da numerosi tentativi per sbarrare la Rotta Balcanica, fino all'accordo tra Unione Europea e Turchia del 18 marzo, un accordo che non ha visto nessuno, ma che ha prodotto effetti devastanti, soprattutto in Grecia, ed ha permesso ad Erdogan di accentuare la repressione sul suo popolo, con particolare accanimento nei confronti dell'opposizione interna e dei curdi. ed Erdogan ricatta ancora l'Unione Europea sulla questione dell'abolizione dell'obbligo di visto per i cittadini turchi che vogliono fare ingresso nell'area Schengen. Se non gli è stato ritirato il passaporto dal governo.

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/03/18-eu-turkey-statement/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/03/accordo-tra-unione-europea-e-turchia-in.html

http://www.ekathimerini.com/211659/article/ekathimerini/news/turkish-eu-minister-says-no-deal-on-migrants-without-visa-free-travel

http://www.middleeasteye.net/in-depth/features/refugees-become-army-homeless-greeces-streets-751839973

http://greece.greekreporter.com/2016/09/02/spike-in-migrants-attempting-to-cross-greece-fyrom-border/

http://www.dw.com/en/merkel-renzi-more-migrant-repatriations-needed/a-19517086

 Dopo quell'accordo, nei paesi confinanti ad est con l'Unione Europea, in particolare in Macedonia e Serbia, si è passati ad una fase che si può definire di vera e propria guerra ai migranti, con diversi episodi di controlli di frontiera che sono sconfinati in una vera  e propria caccia all'uomo (ed al bambino).

http://www.telegraph.co.uk/news/2016/08/24/afghan-migrant-shot-dead-by-hunting-party-in-serbian-woods/

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/20160615/2nd_commission_report_on_progress_made_in_the_implementation_of_the_eu-turkey_agreement_en.pdf

L'ulteriore inasprimento dei controlli alle frontiere interne, e la totale assenza di possibilità legali di transito, neppure per i minori che avevano parenti già insediati in nordeuropa, oltre ad arricchire le organizzazioni dei trafficanti di terra, determinavano un aggravamento della crisi a Calais e l'esplosione di diverse situazioni di emergenza alla frontiere dell'Italia con la Francia (Ventimiglia), Svizzera ( Chiasso) e Austria ( Udine/Tarvisio). In questa stessa fase si diffondeva la criminalizzazione degli operatori umanitari impegnati in attività di assistenza volontaria e gratuita ai migranti. Sull'esempio di quanto avvenuto alla fine dell'estate 2015 in Grecia, cominciavano a fioccare denunce in Francia, in Italia ed in Svizzera. Anche se non era previsto dai codici, si inventava il delitto di solidarietà.

http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1103724/Passatori-del-cuore--Intento-onorevole-alla-luce-delle-tradizioni-svizzere-/

http://www.internazionale.it/reportage/annalisa-camilli/2016/09/01/svizzera-respingimenti-como-migranti

http://www.a-dif.org/2016/06/15/solidarieta-a-ospiti-in-arrivo-arrestateci-tutti/

http://www.a-dif.org/2016/08/30/raccolta-fondi-a-favore-dei-volontari-indagati-di-ospiti-in-arrivo/

https://psmag.com/the-hidden-costs-of-volunteering-in-greece-7fe7248b15e4?gi=6f6a04416caa

Nell'anno in corso l'Italia definiva nuove intese con i paesi inclusi nel Processo di Khartoum, i cd. MOU, Memoriali  di intesa, di fatto sottratti a qualsiasi ratifica parlamentare, e cominciava ad eseguire vere e proprie deportazioni interne, come quelle da Ventimiglia a Taranto, e poi espulsioni con accompagnamento forzato verso paesi come il Sudan e l'Egitto. Paesi nei quali i diritti umani non venivano rispettati, dove il diritto di asilo non era riconosciuto, e dove qualunque oppositore politico, o esponente di una minoranza,  poteva avere la certezza di finire in carcere sotto tortura o di essere persino vittima di una sparizione forzata. Esattamente come succedeva a Giulio Regeni, senza che la sua terribile sorte inducesse il governo italiano a sospendere definitivamente le espulsioni ed i respingimenti verso l'Egitto, con il quale su questo fronte andava avanti una totale collaborazione.

http://www.huffingtonpost.it/luigi-manconi/ma-la-politica-estera-italiana-la-fa-ancora-il-governo-italiano_b_11814946.html

Da ultimo, sempre in nome del finto umanitarismo ( ridurre le vittime degli scafisti) e di più solidi interessi commerciali e militari, si definivano nuove intese con la Guardia Costiera della Libia Occidentale, e si operava nella direzione di replicare con la Libia gli accordi conclusi a livello europeo con la Turchia.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/04/naufragio-dopo-naufragio-vince-la.html

http://www.a-dif.org/2016/09/01/li-rivedremo-mai-deportazioni-invisibili-con-bollo-ue/

Anche in questo caso il governo italiano faceva da battipista, con le ultime dichiarazioni del ministro Gentiloni, precedute da un avviso del viceministro all'interno Bubbico, secondo il quale gli accordi di riammissione previsti dal Processo di Khartoum e dal Migration Compact avrebbero dovuto riguardare anche il Sud Sudan, paese nel quale è in corso un genocidio, come tutti dovrebbero sapere.

http://www.agi.it/international/2016/09/02/news/italy_and_libya_to_cooperate_to_control_migrant_flows-1049031/

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/09/02/italy-and-libya-agree-on-joint-operations-room_b92342d4-af86-48c5-b454-c0892d5621f2.html

http://www.ansa.it/english/news/2016/09/02/italy-has-asked-libya-to-help-on-migrants-gentiloni-2_eea59993-f614-4aa5-9222-d77c938630eb.html

https://www.libyangazette.net/2016/09/02/eu-may-supply-libya-with-ships-to-assist-with-border-patrol/

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/09/02/italy-and-libya-agree-on-joint-operations-room_b92342d4-af86-48c5-b454-c0892d5621f2.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/09/la-guardia-costiera-libica-tra-soccorsi.html?m=1

http://www.nbcnews.com/news/world/south-sudan-troops-raped-beat-foreigners-u-n-force-ignored-n630876

Per effetto della chiusura delle frontiere a nord gli arrivi in Grecia ed in Italia, che comunque proseguivano con alti e bassi, ma con cifre complessive per l'Italia sostanzialmente stabili, se considerati su base annua  (rispetto al 2014 ed al 2015), la situazione nei centri di accoglienza degenerava, sia per i numerosi casi di malagestione ( appena sfiorati dal Processo Mafia Capitale), che per il clima di crescente odio all'interno ed all'esterno delle strutture, sempre più spesso teatro di proteste sedate dall'arrivo della polizia, con il consueto contorno di denunce ed arresti.

http://www.meltingpot.org/Asilo-Precario-un-rapporto-di-MEDU-sui-CAS-ragusani.html#.V8piAzV_f3g

Il Cara di Mineo, seppure commissariato, restava nelle mani degli stessi gestori. Lampedusa tornava ad essere utilizzata come un isola prigione, anche per i minori. Decine di centri di accoglienza straordinaria sfuggivano al controllo delle prefetture e facevano parte di vere e proprie Holding dell'accoglienza circondate ( e garantite) anche da ambienti della criminalità organizzata. 

http://catania.meridionews.it/articolo/44752/cara-mineo-indagati-direttore-maccarrone-e-vertici-sisifo-ogni-giorno-35-euro-per-ospiti-che-non-cerano-piu/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/07/08/news/mineo_la_commissione_parlamentare_il_cara_va_chiuso_-143704847/

http://www.federicogelli.it/migranti-nessun-hotspot-al-cara-di-mineo/

Neppure le critiche della Commissione d'inchiesta della Camera sui centri per stranieri ( ad esempio) su Pozzallo ( Ragusa) e Lampedusa, riuscivano a restituire legalità alla gestione dei centri.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/12/msf-esce-dal-cpsa-di-pozzallo-adesso.html

http://webtv.camera.it/evento/8876

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/022bis/006/INTERO.pdf

http://www.a-dif.org/2016/03/04/passato-e-futuro-di-una-commissione-dinchiesta/

Stessa sorte per la Commissione Diritti umani del senato, che a febbraio del 2015 adottava un rapporto assai critico sul Centro di Contrada Imbriacola a Lampedusa. Ma la situazione nell'isola, alla fine dell'estate, è tornata ad aggravarsi come negli anni precedenti.

http://www.asylumineurope.org/sites/default/files/resources/senato_cie_report_2016.pdf

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/09/chi-muore-chi-arriva-e-chi-rimane.html

http://www.radiopopolare.it/2016/09/lampedusa-migranti-sindaco-nicolini/

Una situazione, quella del sistema di accoglienza in Italia, che oggi appare decisamente fuori controllo, con un tasso crescente di abbandoni da parte dei soggetti più vulnerabili come le potenziali vittime di tratta ed i minori non accompagnati. Anche la situazione nei porti viene ormai affrontata con modalità da ordine pubblico ( come già a bordo delle navi militari), si istituiscono vere e proprie zone rosse ( come nel porto di Catania) e si mettono sotto pressione gli operatori umanitari.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/09/la-guerra-ai-migranti-lo-sbarco-di.html

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In questi ultimi anni il diritto all'informazione è venuto meno. In Italia, più che in altri paesi.
Dopo i mesi successivi alla strage di Lampedusa, quando tutti i media rilanciavano le immagini della strage e l'umanitarismo di stato, si è assistito ad un progressivo appiattimento dei canali ufficiali di informazione sulle posizioni delle autorità.

http://www.a-dif.org/2016/09/03/aylan-e-la-memoria-breve/

Anche a livello europeo si è adottata una strategia comunicativa che prevede un "confenzionamento" standard delle notizie che riguardano gli sbarchi, nei quali deve sempre essere dato rilievo dominante al numero degli arresti degli scafisti, e dunque all'efficacia dell'azione di contrasto, rispetto alla sorte delle vittime ed alle tante tragedie umane che si portano dentro i migranti.

http://www.quotidianodiragusa.it/2016/07/28/cronaca/ragusa-221-migranti-arrivati-a-pozzallo-fermati-5-egiziani/25776

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=54828#.V8n5xnRyxAg

https://www.washingtonpost.com/world/europe/the-number-of-europe-bound-migrants-falls-but-death-toll-rises/2016/09/02/7a957b8e-6ef3-11e6-993f-73c693a89820_story.html

Da ultimo, persino eventi come il terrorismo o gravi calamità naturali hanno permesso di rilanciare l'immagine dei migranti come un peso per l'intera società, se non come un pericolo o un nemico interno. Si è riusciti a nascondere all'opinione pubblica italiana l'assalto subito da una nave umanitaria di MSF, poche settimane fa, da parte di una motovedetta della Guardia Costiera libica, che apparteneva proprio alle forze che si riconoscono nel governo Serraj che l'Italia sostiene in tutte le sedi. E con il quale sono in vista nuovi accordi sulla pelle dei migranti.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/09/la-guardia-costiera-libica-tra-soccorsi.html

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Il blog "Diritti e frontiere" nasceva in un periodo nel quale i mezzi di informazione italiani davano maggiore rilievo alle notizie che riguardavano i migranti, e nel quale sarebbero state possibili, tanto a livello nazionale che in sede europea, altre scelte politiche per l'accoglienza e l'inclusione dei migranti, per la soluzione politica dei conflitti da cui fuggivano, per una diversa linea economica verso i paesi dai quali erano costretti a partire o nei quali transitavano. Ma l'Unione Europea ha scelto per la "sicurezza", una sicurezza che non garantisce nessuno, per la "difesa dei confini", non delle persone, di fatto il suicidio morale e politico dell'esperienza europea.

http://www.a-dif.org/2016/08/26/la-fine-di-un-sogno-da-ventotene-a-khartoum/

In due anni l'Unione Europea, proprio a partire dal Processo di Khartoum proposto dal governo Renzi nel 2014, nel corso del semestre di presidenza dell'Unione, ha bruciato tutte le possibilità per operare nella direzione della coesione sociale, come peraltro ha fallito nella stessa direzione anche con riguardo ai propri cittadini, ed ha imboccato il percorso terribile della guerra ai migranti e della inferiorizzazione delle persone che venivano utilizzate come "capro espiatorio" per tutti i fallimenti del sistema economico neo-liberista.

 I migranti sono diventati la ragione della nostra insicurezza e della caduta delle nostre prospettive di "benessere". Le notizie trasmesse dai media, nella maggior parte, quelle che potevano raggiungere gli strati più ampi della popolazione, hanno replicato all'infinito una visione negativa delle migrazioni, fonte di paura ed insicurezza. I fallimenti dei governi e della stessa Unione Europea sono stati scaricati sulle persone, su chi soffriva la crisi economica.Gli sbarramenti di frontiera sono diventati ostacolo non solo alla circolazione delle persone ma anche delle notizie. Sulla stampa italiana non ci sono più notizie ma informazioni passate dalle autorità, con scarni commenti che si ormai ripetono sempre uguali da un'agenzia ad un'altra.

Non abbiamo più una trama da ricostruire attraverso le notizie che vengono immesse in circolazione in Italia. Per capire quello che succede ai confini della "Fortezza Europa" occorre andare a cercare le notizie ben lontano. Quando filtrano i muri della censura.

Dobbiamo rimetterci in cammino, scendere in strada e testimoniare di persona quello che succede, andare incontro ai migranti, ascoltare le loro storie, dando loro voce, interporci anche fisicamente, preparare difese legali, monitorare porti e centri di accoglienza, ma soprattutto dobbiamo produrre progetto sociale, ricerca e formazione. Scuole, Università, luoghi di lavoro, sedi di enti locali, tutti possono essere luoghi di aggregazione. 

Il sito di ADIF ( Associazione Diritti e Frontiere) continuerà ad operare in questa direzione. 

http://www.a-dif.org/

http://www.a-dif.org/author/fulvio/

Noi e loro, non siamo noi italiani e loro stranieri, ma noi  italiani e stranieri solidali con i migranti e loro, italiani e stranieri, dalla parte di chi sfrutta e svilisce la persona e nega dignità all'essere umano in quanto tale.  Lo scontro in corso è talmente duro che non consente più impegni esclusivamente individuali. Siamo in una "guerra interna" che altri hanno dichiarato in nome dell'ordine e della sicurezza.. I fronti si moltiplicano ogni giorno.

http://www.a-dif.org/2016/08/29/migranti-quella-rete-di-persone-solidali-che-sa-sempre-da-che-parte-schierarsi/

Occorre uno sforzo collettivo enorme, che va ben oltre le energie dei singoli, e occorre favorire i processi di aggregazione. Ogni aggregazione sociale che produce ricerca, formazione ed informazione, è pratica di solidarietà, è una trincea che si scava  e che permetterà in futuro una migliore difesa dei migranti, ma anche dei cittadini solidali, e di quel quadro democratico, che si potrebbe riassumere nel termine "stato di diritto" così come lo configura la nostra Costituzione repubblicana, che oggi costituisce il vero obiettivo sotto attacco. Un attacco che riguarda i diritti e le libertà fondamentali di tutti, non solo dei migranti.

http://www.a-dif.org/2016/08/26/la-fine-di-un-sogno-da-ventotene-a-khartoum/

https://www.youtube.com/watch?v=JtaBOTLeB5M

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To the Secretary General of the Council of Europe, Thorbjorn Jagland in Strasbourg To the High Representative of the EU Foreign Policy, Federica Mogherini in Brussels To the President of the European Parliament, Martin Schultz in Brussels

T u r k e y : the challenge to Europe on human rights


Wh eth er the attempted military coup was real or staged, the authoritarian regime of the Turkish President Recep Tayyip Erdogan has welcomed it as "a gift from God" and, indeed, an opportunity for getting rid of all his opponents, including all forms of civic and democratic opposition, whichthese days are being systematically attacked, imprisoned, humiliated.Under the pretext, so far unproven, that his opponents are accomplices in the attempted coup, Erdogan has resolved to put an end to any dissent in his country, trampling on both Turkish laws and those International Conventions to which the Republic of Turkey is a Party. By so doing, he has
transformed Turkey into a powerful centre of regional destabilization.
Our active solidarity, as institutions and persons who struggle to ensure that human rights and the
rights of peoples prevail over the political and economic interests of hegemonic powers, goes
first and foremost to all the peoples, especially the Kurds, who have been suffering President
Erdogan’s bullying and oppressive power.
In the recent international conference organized by the Fondazione Lelio e Lisli Basso to celebrate
the 40th anniversary of the Universal Declaration of Peoples’ Rights, held in Rome on 4-5th July, we
strongly denounced the shameful decision of the European Union to embark into a death pact
with the Turkish regime against desperate people who migrate to escape the violence of war and
hunger, and whom selfish Europe fails to allocate among its members.
The tragic events of these days confirm the intolerability of Erdogan’s autocracy and the absolute
inadequacy and hypocrisy of the response of European leaders, when they merely urge the Turkish
government “to act with caution”, while repeatedly recalling that it was democratically elected. By
so doing, they reduce democracy to a mere investiture, in violation of the heritage of rights and
freedoms that are part and parcel of European civilization. Based on this legacy, a society that
does not guarantee fundamental rights is not democratic.
Every military coup, whatever the intention of its perpetrators, is unacceptable. But equally
intolerable is a dictatorship, even when grounded on the consent of the majority, whose aim is to
tramp l e on the basic rights of individuals and minorities and to reject the rule of law. With the
dismissal of thousands of magistrates and the arrest of hundreds of judges and prosecutors - the
worst attack ever on the independence of the judiciary in a contemporary European society – not
only the essential pillars of the rule of law, entrenched in the separation of powers and in a
judiciary free from the conditioning of the executive, are being destroyed. Indeed, the very
possibility of securing rights against any oppression and abuse of power is put at stake.
A suffocating pall of obscurantism and oppression is being cast on Turkish society: proscription
lists, mass purges, the ban on travel abroad, the crush on pluralism and the suspension of tens of
thousands of teachers, the prosecution of journalists, lawyers and university rectors. Mass
arrests, the extinction of any freedom of the press. Finally, the manufacturing of suspicion and
fear, the practice of torture.
The challenge to the international community is real. And for Europe, time has come to make up
its mind about a real and coherent agenda on human rights, so frequently proclaimed. The
Turkish regime cannot be part of Europe, of its legal and pluralistic culture, not only because of
Erdogan’s proposed reintroduction of the death penalty, but for the continued and ongoing
violations of fundamental freedoms and human and civil rights.
We ask the Council of Europe and the European Union not to just manifest formal criticisms or
generic concerns. The European Union must, with a sense of urgency:
1. cancel the shameful agreement stipulated with Turkey in violation of migrant peoples’
fundamental rights, and of the very Conventions that Europe has agreed to incorporate
into its jurisprudence;
2. suspend any trade aimed, albeit indirectly, to enhancing Turkey’s military and technological
security system, starting with the export of weapon systems and light weapons;
3. It is essential to isolate the Turkish regime and urgently adopt all legitimate sanctions and
initiatives, starting with the suspension of Turkey from any participation in European
institutions and bodies.
Only if European institutions do take the human rights conventions, treaties and charters
seriously, against any manifest or hidden attempt to question the legacy of rights and freedoms
forming the basis of the Council of Europe and the European Union, will they manage to reconquer the trust and consent of those peoples and individuals who still seek in Europe a
reference to demand and create spaces of freedom, human rights and justice.
Elena Paciotti, Pres i d en t, Fondazione Lelio e Lisli Basso







giovedì 1 settembre 2016

La "Guardia costiera libica" tra soccorsi e deportazioni. Accordi con UNHCR, OIM ed EUNAVFOR MED. L'Unione Europea esternalizza i respingimenti collettivi in mare e fornisce uomini e mezzi.







Libyan authorities have arrested more than 200 African migrants in the past three days who they claimed were preparing to make the risky sea crossing to Europe.

Early Wednesday morning Misrata Southern Security Force arrested 145 men and 29 women who authorities say had planned the journey to Europe.
Seventy-two hours earlier, 27 others were taken into custody after security services were tipped off.
A total of 201 migrants were transferred to detention centers on Wednesday.
Authorities say they’ve been making arrests every two or three days.




The West, and particularly European Union countries, want the GNA to at least curb, if not stop, the flow of immigrants from Libya to the southern EU shores. To do that, they have promised at the ministerial meeting in Vienna to train Libya’s coast guard. But, again, training the so-called Libyan coast guard is no more than old militias being recycled through the GNA to convince major powers that they are indeed under state command.


https://www.youtube.com/watch?v=uQr7Y1HCZIw

da EUNAVFOR MED è stato siglato con i libici un memoriale d'intesa,  e poi si moltiplicano le intese della stessa Guardia costiera libica, accordi con MOAS, UNHCR ed OIM. malgrado qualche "incidente di percorso" come la sparatoria del 17 agosto contro un mezzo di Medici senza frontiere. 

Posted:
11/13/15
Region-Country:
Africa and Middle East / Libya
Themes:
Capacity Building, Migrant Assistance
Libya - IOM Tripoli and UNHCR have organized a second technical workshop and coordination meeting for Libyan partners on saving lives of migrants at sea. The workshop, which took place from 9-10 November in Tunis, follows an earlier workshop held in late July.
The meetings, funded by the European Commission Humanitarian Aid and Civil Protection Department (ECHO), aim to improve the response capacities of Libyan authorities involved in operations related to the rescue of refugees and migrants off the Libyan coast.














Misrata (Libya) (AFP) - Libya's coastguard on Sunday intercepted five boats carrying around 500 mostly African migrants trying to reach Europe and brought them back to shore, an official said.
They were transported in buses to detention centres around the city of Misrata, east of the Libyan capital.
"We will try again, for a second time and a third time. We reach Europe or we die," one woman said, asking not to be named.

https://www.yahoo.com/news/libya-coastguard-intercepts-500-illegal-migrants-154844735.html?ref=gs

June 18, 2015

http://migrantreport.org/zuwara-the-smuggling-hub-where-no-one-get-caught/

Migrant dreams end on Libyan coast

http://www.thenational.ae/world/europe/migrant-dreams-end-on-libyan-coast

Updated: March 27, 2016 23:15 IST

http://www.ndtv.com/world-news/libya-coastguard-stops-600-migrants-crossing-to-europe-1291186?site=full

“We were told that a boat with people of African nationalities on board was in trouble off Ghout Rumman,” coastguard Colonel Ashraf al-Badri said, adding that the information came from fishermen.
We found the boat and rescued the migrants,” he added, standing among the migrants in Tripoli’s port.
Badri said the vessel had been carrying about 115 people from Mali and other African states.
UN refugee agency staff gave them clothes and food, as well as first aid to some, as buses arrived to take them to detention centres in Tripoli.

http://english.alarabiya.net/en/News/africa/2016/04/11/Libya-coastguard-rescues-115-migrants.html

Posted: 
06/10/16
Region-Country: 
Africa and Middle East / Libya
Themes: 
Capacity Building
Libya - The Netherlands and IOM Libya have signed an agreement for an 18-month project aimed at enhancing the Libyan Coast Guard’s capacity to save lives at sea and supporting the humanitarian repatriation of vulnerable migrants from Libya.
The EUR 1.5 million project, which will run through October 2017, will provide lifesaving equipment, basic infrastructure and capacity building for the Coast Guards.
It will also provide assisted voluntary return to stranded migrants in Libya to help them to return to their home countries. The most vulnerable migrants will also get reintegration assistance in their home countries.

01 September 2016 09:42


Libyan authorities have arrested more than 200 African migrants in the past three days who they claimed were preparing to make the risky sea crossing to Europe.

Early Wednesday morning Misrata Southern Security Force arrested 145 men and 29 women who authorities say had planned the journey to Europe.
Seventy-two hours earlier, 27 others were taken into custody after security services were tipped off.
A total of 201 migrants were transferred to detention centers on Wednesday.
Authorities say they’ve been making arrests every two or three days.                                            
http://en.alalam.ir/news/1856938                                                                                                                                                    
Adesso pero' hanno cambiato il nome "Western Coast Guard" e cosi' saranno piu' credibili per negoziare con L'Unione Europea e con le agenzie internazionali qualche altro soldo per bloccare i migranti in fuga verso l'Europa.

 http://www.libyanexpress.com/western-coast-guard-intercepted-300-immigrants-northern-sabratha/



mercoledì 31 agosto 2016

Sbarchi militarizzati dopo gli interventi di soccorso. I libici lasciano partire migliaia di persone e la nuova "emergenza" rilancia gli accordi tra Eunavfor Med e la guardia costiera libica. Le navi diventano prigioni. Come voleva Alfano.Verso violazioni diffuse della legalità costituzionale e del diritto internazionale.



I dati di Frontex, un leggero aumento degli sbarchi in Italia, nei primi sei mesi dell'anno, a luglio un aumento attorno al 12 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno anno precedente.

https://www.libyaherald.com/2016/09/01/recent-migrant-surge-from-libya-has-numerous-influencing-factors-beyond-weather-conditions-analysis/

 E da Ventimiglia i migranti venivano riportati negli Hotspot di Trapani e di Taranto.

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/12/news/migranti_partiti_i_trasferimenti_da_ventimiglia_nuovi_sbarchi_in_sicilia_e_puglia

http://www.narcomafie.it/2016/07/25/migrazioni-in-italia-i-dati-al-primo-luglio-2016/

https://euobserver.com/opinion/134803

Questi i dati diffusi da Frontex sulla situazione nel Mediterraneo Centrale nel corso del 2016.

http://frontex.europa.eu/news/fran-quarterly-illegal-crossings-down-in-the-first-quarter-of-2016-Cc5040

http://frontex.europa.eu/news/number-of-migrants-arriving-in-italy-up-12-in-july-Nkrpt5

Quindi era stato un periodo di due settimane, fino al 15 agosto, di forte rallentamento delle partenze dalla Libia, per la situazione militare che comportava il blocco di alcune strade nevralgiche e scontri continui ai chek point di un paese che rimane diviso almeno in tre parti ( Tripolitania, Cirenaica ed a sud il Fezzan). I migranti sono bersaglio di tutte le milizie, ed occasione di profitto per i trafficanti. Oltre che oggetto di rastrellamenti da parte della polizia libica.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/rallentano-le-partenze-della-libia.html

http://www.reuters.com/article/us-europe-migrants-libya-idUSKCN0YO1GZ

https://www.libyaherald.com/2016/05/11/is-launches-another-attack-on-eastern-misrata-checkpoint/

https://weblog.iom.int/migrant%E2%80%99s-harrowing-tale-about-life-libya

https://www.theguardian.com/world/2016/jun/17/they-were-psychopaths-how-chaos-in-libya-fuels-the-migration-crisis

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/06/eu-risks-fuelling-horrific-abuse-of-refugees-and-migrants-in-libya/

https://www.um.edu.mt/__data/assets/pdf_file/0020/232337/Chapter_8.pdf

Poi si era verificato l'incidente nel quale una imbarcazione appartenente alla Guardia costiera libica, il 17 agosto scorso, aveva aperto il fuoco su un mezzo umanitario in attività Search e Rescue (SAR), occupandolo militarmente per 50 minuti e abbandonandolo solo dopo avere ricevuto la "rassicurazione" che si trattava di un mezzo inserito nell'operazione EUNAVFOR MED, con la quale la guardia costiera libica è in costante contatto.

https://www.libyangazette.net/2016/08/31/libyan-navy-fires-at-humanitarian-boat-thinking-it-is-smugglers/

http://mobile.reuters.com/article/idUSKCN1152Q6

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/eunavfor-med-operazione-sophia-stipula.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/la-guardia-costiera-libica-ha-aperto-il.html

Il comunicato della Guardia Costiera libica conferma che la collaborazione operativa con i mezzi della missione Eunavfor Med, altrimenti intesa come Operazione Sphia, è avviata da tempo. Eunavfor Med non è passata ancora alla terza fase, quella che dallo scorso anno prevedeva direttamente l'ingresso nelle acque territoriali libiche, ma invierà i suoi agenti sulle navi libiche, per istruzioni che non potranno non estendersi alla selezione dei migranti, in vista di una loro successiva detenzione in Libia o di un rimpatrio nei paesi di origine. Per il viceministro dell'interno Bubbico la strada da seguire per bloccare le partenze sono gli accordi con i paesi di origine e transito, nel solco del Processo di Khartoum e del Migration Compact. Come il governo sostiene da un anno, con i risultati che vediamo. Qualcuno spiegherà al viceministro Bubbico la situazione in Sud Sudan e la differenza tra questo stato e il Sudan?

https://www.neweurope.eu/article/eus-naval-force-operation-sophia-to-train-libyan-coastguard-and-navy/

Afferma Bubbico:

Sarebbe interessante verificare la correlazione tra le fibrillazioni nell'assetto di governo libico e il flusso dei migranti. La mia impressione è che, in questa situazione di incertezza, ogni qual volta si verifica una perdita della capacità di controllo del territorio da parte delle istituzioni locali, gli scafisti ne approfittano. E questo ci riporta a un dato che sottolineamo da tempo: gli accordi con i Paesi del Nord Africa devono certamente riguardare il pattugliamento, il sequestro degli scafi, ma sapendo che tutto questo non basta ,perché l'esodo dai Paesi di origine c'è già stato. Bisogna rafforzare anche la cooperazione con i Paesi di origine, con la Nigeria e l'Eritrea, il Sud Sudan e il Gambia".

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/31/news/immigrati_bubbico_emergenza_migranti_sbarchi_libia-146932096/?ref=search

A partire dai giorni successivi all'"incidente" tra la Guardia Costiera libica e la Bourbon Argos di MSF, si è notata una maggiore presenza di navi militari nelle acque del Mediterraneo centrale, a copertura delle navi umanitarie che ancora restavano operative.
Si sono intensificate le notizie di salvataggi operati da mezzi di Frontex ( come la Siem Pilot e la Fastnet Sentinel), di Eunavfor Med ( in particolare della nave inglese Enterprise).
La portaerei Garibaldi, al vertice della missione Eunavfor Med (foto) è passata in pochi giorni dalla vetrina patinata del vertice di Ventotene alle missioni di controllo nel Mediterraneo centrale. Molta pubblicità sulle iniziative di contrasto della cd. immigrazione irregolare e sugli arresti di presunti scafisti e nessuna notizia sulle vittime, questa la linea informativa imposta ai media. Anche oggi, con diversi morti di cui non scrive nessuno. Questa è l'unica emergenza che dovrebbe contare, il resto sarebbe risolvibile se gli altri paesi europei non bloccassero le frontiere.

The three dead bodies were recovered from a stricken rubber dinghy by Malta-based NGO MOAS, whose boat the Phoenix rescued a total of 410 people during the day.

According to Interior Ministry figures, a total of 112,097 people had landed at Italian ports by Wednesday morning, compared with 116,149 for the same period in 2015.

http://www.digitaljournal.com/news/world/three-dead-italy-migrant-rescues-hit-12-500-in-four-days/article/473710

http://www.radiopopolare.it/2016/06/si-muore-nel-mediterraneo-ma-niente-corridoi-umanitari/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/dopo-lo-show-di-ventotene-alfano.html

Adesso le navi umanitarie sembrano quasi scomparse dai porti di sbarco. Le loro attività di soccorso, forse, cominciavano a dare fastidio e gli operatori umanitari potevano diventare testimoni scomodi. Immaginate questa stessa situazione a bordo di una nave militare.

https://www.youtube.com/watch?v=b65-5bRjS-s

Questa notte ne sono in attività, a nord della costa libica, appena due contro le sette che vi operavano un mese fa. Certo questo si spiega con i 13.500 migranti soccorsi in quattro giorni, un record,  ma tra le navi che arrivano nei porti cariche di migranti prevalgono le grosse navi militari. In ogni caso questo afflusso straordinario non si spiega con le condizioni meteo ottimali, ma con i tentativi di blocco operati dalla guardia costiera libica fino al 17 agosto e con la situazione sul terreno in Libia, quello che nessuno vuole considerare. Non basta arrestare centinaia di presunti "scafisti".Alla fine, i trafficanti, quelli veri, fanno accordi con tutti. E migliaia di persone escono dalle case deposito nelle quali sono sequestrate in Libia e si imbarcano in una sola notte, sotto il controllo di vere e proprie milizie armate. Qualcuno che si ribella arriva anche con ferite di armi da fuoco. Ma nessuno se ne accorge.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-sbarchi-infiniti-sulle-coste-italiane-909101a3-a0f6-46ec-a337-32eccf105d14.html

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/migranti_osama_boss_scafisti-140836717/

http://www.radiopopolare.it/2016/08/libia-le-ragioni-per-larrivo-dei-migranti/

http://www.breitbart.com/london/2016/08/31/migrants-mass-libya-deadly-race-time-cross-mediterranean/

Negli ultimi quattro giorni, come ad un segnale convenuto, improvvisamente e contemporaneamente sono state fatte partire decine di imbarcazioni, movimentando a terra, e poi in mare oltre 13.000 persone in quattro giorni. Una operazione che non è certo ascrivibile ad una organizzazione di trafficanti, ma che è sicuramente frutto di un accordo tra le diverse milizie che si scontrano in Libia. Un operazione di partenze di massa che è servita ad alzare il prezzo dell'accordo con l'Unione Europea, attraverso l'agenzia Eunavfor Med, tanto che si sono sparse oggi notizie su ulteriori accordi che prevedono la presenza di agenti europei sulle motovedette libiche in funzione di istruttori.

https://www.neweurope.eu/article/eus-naval-force-operation-sophia-to-train-libyan-coastguard-and-navy/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/01/migranti-da-mare-nostrum-a-sophia-passando-per-il-fallimento-di-triton-cosi-sono-cambiate-le-missioni-in-mare/2781702/

A partire da sabato 27 agosto sono scattati numerosi eventi SAR ( ricerca e soccorso), davanti a decine di imbarcazioni fatiscenti fatte partire dalle coste, e trovandosi in acque vicine alla Libia, anche la portaerei Garibaldi, su coordinamento del Comando centrale della Guardia Costiera italiana, ha dovuto imbarcare persone che rischiavano di annegare.
In queste ore sta sbarcando il suo carico umano a Palermo, in uno sbarco che si preannuncia molto più lungo dei precedenti e che durerà per l'intera notte.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/08/31/foto/palermo_la_portaerei_garibaldi_sbarca_oltre_mille_migranti-146973660/1/#1

http://gds.it/2016/08/31/migranti-nuova-emergenza-a-lampedusa-in-mille-attesi-oggi-al-porto-di-palermo_559123/

Un pessimo aggiornamento su Palermo. L'aria che tira è cambiata, lo ripetevano tra i denti tutti gli agenti schierati al porto, adesso i migranti sono un peso, e se non scompaiono da soli li possiamo pure mandare nei paesi dai quali sono fuggiti. Il Migration Compact ed il Processo di Khartoum permettono anche questo.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/09/la-guerra-ai-migranti-lo-sbarco-di.html

http://mobile.reuters.com/video/2016/08/31/refugees-arrive-in-sicily?rpc=401&videoId=369710603&feedType=VideoRSS&feedName=TopNews&videoChannel=1

Una situazione insostenibile a bordo di navi militari utilizzate in funzione di soccorso, ma trasformate in navi prigione, come è successo a Messina, una pesante violazione  della dignita' umana denunciata dalla Croce Rossa. Come voleva e vuole il ministro dell'interno Alfano che già a maggio annunciava gli "Hotspot galleggianti". Adesso sulla fregata "Fasan" si è persino battezzata una bambina, e poi la nave è approdata a Messina. Ma i migranti non sono stati sbarcati subito. La stampa naturalmente dà rilievo solo alla buona notizia e nasconde il resto.

http://www.huffingtonpost.it/2016/05/18/angelino-alfano-hotspot-galleggianti_n_10024344.html


Centinaia di esseri umani bloccati da 24 ore sulle navi a . Situazione inaccettabile e lesiva della dignità

Frontex intanto impone le sue prassi e si diffonde l'approccio Hotspot, già a bordo delle navi, dove  le operazioni di ricerca degli scafisti e dei testimoni, oltre che le procedure sommarie di preidentificazione, portano la tensione alle stelle, come nel caso del rimorchiatore militarizzato, carico di migranti, diretto a Palermo, che ieri sera ha dovuto puntare su Lampedusa per sbarcare le persone soccorse a bordo. La nave che nella mattina di lunedì sembrava diretta verso il porto di Palermo ieri notte ha dovuto modificare bruscamente la rotta per sbarcare i naufraghi a Lampedusa. Motivazione ufficiale "disordini a bordo".  In un primo tempo aveva detto di un avaria al motore, ma la verita' su quello che e' successo a bordo  del  rimorchiatore Asso 25 di servizio alle piattaforme offshore di Bouri Field sulla rotta tra Zuwara e la Sicilia, non e' ancora venuta fuori. Di certo ci sono numerosi feriti, curati dal Poliambulatorio di Lampedusa ed oggi il centro di Contrada Imbriacola  e' stato riempito con oltre 1500 persone. Una autentica follia. 
Occorre evacuare in poche ore Lampedusa anche con navi civili di supporto, oltre i normali traghetti, e porre fine ad una situazione di grave violazione della dignita' umana e della sicurezza dei migranti tra cui si trovano molte donne e minori non accompagnati. Che non possono essere trattenuti neanche un giorno di piu' in un Hotspot come quello di Lampedusa.                                                                 
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/08/31/news/migranti_sbarchi_soccorsi_canale_di_sicilia_gemellini-146924209/

Probabilmente si vuole utilizzare ancora una volta Lampedusa come una piattaforma galleggiante, per portare a compimento all'interno dell'Hotspot di Conrtada Imbriacola le pratiche di selezione dei migranti, in modo da facilitare i rimpatri sommari dei maghrebini, ma anche dei nigeriani, degli egiziani, dei sudanesi e di cittadini di altri paesi che in questi ultimi tempi hanno concluso con l'Italia accordi di polizia o memoriali di intesa (MoU) finalizzati a semplificare la riammissione delle persone ritenute "illegali".  Questa notte a Lampedusa, nell'Hotspot di Contrada Imbriacola che ha una capienza massima di 400 posti, hanno concentrato oltre 1700 persone, donne e bambini compresi. Una situazione che non si puo' giustificare in nome di una ricorrente emergenza. Forse qualcuno pensa di utilizzare l'Hotspot di Lampedusa come un centro di detenzione in vista di un respingimento immediato. Come successe nel 2011 nel caso che porto' alla condanna dell'Italia da parte della Corte Europea di Strasburgo ( caso Khlaifia) . Una decisione che su pressione di diversi governi che si sono appellati con l'Italia potrebbe essere capovolta da una decisione della Grand Chambre. E l'Italia, che conta molto su questa assoluzione, torna a sperimentare proprio a Lampedusa nuove prassi di trattenimento informale. Sembra che i rimpatri siano possibili soltanto violando le regole date dalla normativa interna e dalla Direttiva europea sui rimpatri. 

http://www.dw.com/en/merkel-renzi-more-migrant-repatriations-needed/a-19517086

Gli accordi bilaterali di riammissione ed  i più recenti Memoriali d'intesa (MoU) sono in contrasto frontale con quanto previsto dagli articoli 10 e 13 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998, oltre ad essere ancora privi della ratifica parlamentare richiesta dall'art.80 della Costituzione. Non si possono invocare ancora la prassi di polizia, per giustificare le stesse prassi che violano i diritti fondamentali delle persone. Persino il Regolamento Frontex n.656 del 2014 prevede garanzie che non vengono riconosciute effettivamente. Ma chi subisce queste violazioni non ha alcuna possibilità di denunciare quanto avviene.

http://www.eunews.it/2014/04/16/immigrati-nuove-regole-per-operazioni-frontex-vietati-i-respingimenti-in-mare/14601

http://scuolasuperioreavvocatura.it/wp-content/uploads/2014/11/20.-Lagenzia-Frontex-e-la-nuova-operazione-Triton.pdf

http://uk.mobile.reuters.com/video/2016/08/31/norwegian-ship-rescues-over-1000-migrant

http://www.nigrizia.it/notizia/no-allespulsione-forzata-di-sudanesi

A Lampedusa si ritorna alle vecchie violazioni che erano state segnalate anche dalla Commissione per i diritti umani del Senato, in un dossier ben documentato.

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/cie_rapporto_aggiornato_11_febbraio_2016.pdf

Dopo lo sbarco a terra il cd. Approccio Hotspot si realizza nelle forme più diverse, le identificazioni con il prelievo immediato delle impronte digitali si fanno nei porti ( come a Catania),  con il restringimento in strutture impresentabili dove domina la promiscuità, anche con i minori non accompagnati ( come a Lampedusa, Pozzallo, Messina, Cagliari e Taranto) o negli uffici di polizia, come l'Ufficio stranieri di Palermo, dove i migranti saranno portati a gruppi di cento per essere identificati sommariamente.  Ovunque un numero in crescente aumento di agenti di Frontex, appena 24 soltanto nell'Hotspot di Lampedusa.

file:///C:/Users/acer/Desktop/state_of_play_-_hotspots_en.pdf



Situazione disastrosa anche a Porto Empedocle ( Agrigento) snodo di transito per i migranti provenienti da Lampedusa. l'Hotspot previsto lo scorso anno non è mai partito. E le prassi sono sempre più discrezionali, malgrado le SOP ( Procedure operative standard) diffuse dal Ministero dell'interno per la gestione del cd. Approccio Hotspot.

http://www.meltingpot.org/Hotspot-Le-Procedure-Operative-Standard-SOP.html#.V8c8JzV_f3g

Questa la situazione in Sardegna, dove si sono inventati gli "Hotspot mobili"

http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/36834/cagliari-come-lampedusa-c-e-l-ok-all-hotspot-al-porto-per-i-migranti.html

http://www.sardiniapost.it/cronaca/migranti-verso/

http://www.sardegnalive.net/it/news/migranti-non-un-hotspot-ma-una-postazione-mobile-allinterno-del-porto-di-cagliari                                                                                                                 

 La nave Rejna Sofia di Eunavfor MED dopo giorni di navigazione nel Mediterraneo centrale, e' stata dirottata su Salerno con oltre mille migranti a bordo. Anche li' sara'attivato un Hotspot mobile? O si sta provvedendo alle identificazioni direttamente a bordo della nave?                                                                                                                                                                
http://www.ondanews.it/migranti-sbarco-salerno-1050-profughi-arrivano-al-porto/                                                                                               
Sbarchi anche a Crotone ed a Vibo Valentia dove hanno dirottato la nave Dignity di MSF. Altre navi umanitarie pero' si sono ritirate.  
                                                                                      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/31/migranti-sbarcati-13mila-in-quattro-giorni-su-coste-italiane-oltre-mille-nella-notte-a-lampedusa-hot-spot-al-collasso/3005014/                                                                                 
Questa la situazione nell'Hotspot di Taranto, dove sono stati condotti anche molti migranti rastrellati a Ventimiglia, tra questi alcuni sudanesi che poi sono stati destinatari di un provvedimento di espulsione da parte del prefetto della stessa città.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/08/31/news/taranto_in_arrivo_all_hotspot_oltre_mille_migranti_16_donne_e_83_minori_59_non_accompagnati-146923748/

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/06/02/news/migranti-l-hotspot-sbarca-nell-isola-1.13589188

Se le forze di polizia avranno i mezzi ed i rinforzi di Frontex, e se continuerà la collaborazione degli agenti consolari stranieri, come nel caso dell'Egitto, sembra possibile prevedere l'esecuzione di misure di allontanamento forzato come quelle che sono state già realizzate verso il Sudan dall'Hotspot di Taranto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/31/migranti-notte-in-cella-e-legati-in-aereo-parlano-gli-espulsi-dallitalia-al-sudan-e-il-viminale-tace/3003577/

http://www.articolo21.org/2016/08/taranto-hotspot-la-lunga-strada-che-porta-altrove/

http://viedifuga.org/hotspot-taranto-non-cercate-qui-il-diritto-dasilo/

http://www.corriereditaranto.it/2016/07/07/hotspot-taranto-la-denuncia-del-silp-scarsa-igiene-salubrita/

Eppure a maggio, dopo la visita a Taranto della Commissione di inchiesta della camera sui centri per stranieri, tutto sembrava in ordine...

http://www.corriereditaranto.it/2016/05/12/hotspot-taranto-rafforzate-misure-di-sicurezza-per-la-commissione-dinchiesta2/

http://www.corriereditaranto.it/2016/08/31/arrivo-oltre-1000-migranti-allhotspot-taranto/

Anche l'Hotspot di Trapani che finora si era caratterizzato per un rispetto delle norme di legge e delle procedure sul riconoscimento dello status di protezione provenienti dall'Unione Europea, proprio nel giorno della sostituzione del Prefetto, è ritornato ad essere un luogo di espulsioni collettive ( di cittadini marocchini) notificate, ma non eseguite.

http://www.tp24.it/2016/03/31/cronaca/in-tre-mesi-fotosegnalati-all-hotspot-di-trapani-milo-2492-migranti/99110

Di fatto ancora una volta un passaggio verso la condizione di clandestinità. Questo nuovo clima da stato di polizia sta facendo aumentare ovunque, anche nei centri per minori, il tasso di allontanamento volontario. Fuggono persino migranti che avrebbero diritto alla rilocazione immediata in altri paesi europei nei quali si trovano già parenti entro il terzo grado, come si sta verificando dall'HUB di Siculiana (Agrigento). Solo l'impegno dei volontari riesce ad evitare che i più vulnerabili cadano nella rete dei trafficanti di terra e degli sfruttatori.

http://www.nuovosud.it/44205-cronaca-ragusa-trapani/sbarcati-questa-sera-al-porto-di-trapani-798-migranti

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/31/news/migranti_l_ondata_di_settembre_verso_l_italia-146925428/?ref=search   
                                                                                                             
 Non va meglio a Catania sede di FRONTEX, dove ad ogni sbarco  hanno trasformato una parte del porto un una zona rossa destinata all'approccio Hotspot.                                                                                                                          http://www.cronachediordinariorazzismo.org/sbarchi-blindati-identificazioni-sicilia/                      
In questa grande confusione, dominata dagli apparati di polizia e da procedure da stato di eccezione, sembrano totalmente svuotate le garanzie dei diritti fondamentali e di difesa accordate dalla Costituzione italiana ( artt. 3,10,13 e 24). Totalmente cancellate la riserva di legge ( nella stipula degli accordi bilaterali mai ratificati dal Parlamento) e di giurisdizione ( per la mancata convalida legittima dei provvedimenti di espulsione adottati con modalità collettive). Vengono altresì violate le garanzie di difesa previste dalla Direttiva rimpatri 2008/115/CE e le procedure per l'ammissione alla procedura di asilo, che nella legislazione italiana non contemplano ancora una "lista di paesi terzi sicuri" verso cui rinviare i migranti senza neppure prendere in considerazione una richiesta di asilo, e senza fornire alcuna informazione al riguardo.

Una situazione che aumenta anche la tensione dentro ed attorno ai centri di prima accoglienza,  una violazione diffusa dei diritti delle persone che trova il plauso di una parte crescente della popolazione abbindolata da una informazione orientata da anni a criminalizzare la figura dei migranti e dei cittadini solidali che li assistono.

http://catania.livesicilia.it/2016/08/31/cpa-aggredite-due-operatrici-due-arresti-cinque-denunce_387773/

http://www.ilsettemezzomagazine.it/2016/08/31/cpa-caltagirone-protesta-per-pocket-money-degenera-due-arresti/

Altri purtroppo non sono affatto abbindolati, e stanno lucrando il loro misero vantaggio politico sulle tante disfunzioni del sistema di accoglienza, che ricadono puntualmente sui lavoratori onesti e sui migranti abbandonati alle reti di trafficanti di terra , o vessati da una popolazione locale che li vede soltanto come una minaccia per il proprio benessere. Anche l'emergenza terremoto viene utilizzata per riaffermare il principio "prima gli italiani", con le posizioni tipo  "buttiamo fuori gli stranieri" , o "respingiamoli in mare", che sono un altro passo forse irreversibile, nella guerra all'immigrato come "nemico interno". 

http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-solidarieta-pelosa-del-prima-gli-italiani.aspx

Una guerra che non vedrà mai né vinti né vincitori, ma nella quale perderanno tutti. Si nascondono persino le vittime della frontiera. Lo stato di diritto non è una entità divisibile e le violazioni dei diritti fondamentali dei migranti riconosciuti anche a coloro che si trovano in una situazione di irregolarità ( art. 2 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998), comportano una lacerazione della democrazia nel paese che non si potrà limitare soltanto all'esecuzione sommaria di espulsioni collettive o di trattenimenti arbitrari. Sarà l'intera convivenza civile, a partire dai rapporti tra migranti, cittadini e forze di polizia a risentirne.

http://www.a-dif.org/2016/08/26/la-fine-di-un-sogno-da-ventotene-a-khartoum/




Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro