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venerdì 26 agosto 2016

Continuano le espulsioni "semplificate" verso la Nigeria, con il sostegno di Frontex. Raffica di dinieghi dalle Commissioni territoriali, ma i giudici ribaltano molte decisioni. Fino a quando ci saranno possibilità di un ricorso effettivo.


Gli accordi tra Italia e Nigeria per respingimenti ed espulsioni con procedure semplificate risalgono a molto tempo fa, quando gli accordi internazionali erano ancora ratificati dal Parlamento nazionale, a differenza di quanto avviene oggi con i cd. MOU ( Memorandum of undestanding), come quello stipulato il 3 agosto scorso con il Sudan,  che sono sottratti alla ratifica parlamentare, anche quando hanno natura di accordi politici e comportano ingenti oneri finanziari, in aperta violazione dell'art. 80 della Costituzione italiana.

Obiettivo degli accordi di riammissione è la semplificazione delle procedure di accertamento dell'identità personale e dell'età, al punto che spesso si travalica nell'esecuzione di espulsioni collettive, vietate dall'art. 4 del Quarto protocollo allegato alla CEDU e, nel caso di paesi come la Nigeria, privi di regisri anagrafici certi e nazionali, si può procedere anche all'espulsione di minori, vietata dall'art. 19 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998. Vengono sistematicamente violati i diritti di difesa, garantiti dall'art. 13 della CEDU e dall'art. 24 della Costituzione, per i tempi di esecuzione, rapidissimi, delle misure di allontanamento, al punto che viene persino preclusa la nomina di un difensore di fiducia. In molti casi il trattenimento amministrativo prima dell'esecuzione della misura di allontanamento forzato non è sorretto da alcun provvedimento amministrativo del Questore e si protrae oltre i termini ( 96 ore compresa la convalida giurisdizionale) indicati dall'art. 13 della Costituzione italiana.

È stato firmato ad Abuja l'accordo tra Nigeria, Italia e Interpol per intensificare la lotta contro il traffico di esseri umani e l'immigrazione clandestina, rafforzando così la cooperazione internazionale e colpire quelle organizzazioni che alimentano tali crimini.  18/02/2009

http://www.poliziadistato.it/articolo/14051

lunedì 1 febbraio 2016
Il capo della polizia Alessandro Pansa, in Nigeria con il premier Matteo Renzi nell'ambito della missione nell'Africa Sub-sahariana per contrastare l'immigrazione clandestina, ha firmato con il suo omologo nigeriano Solomon E. Arase un accordo di cooperazione tra i due paesi per la lotta al traffico di esseri umani. Il memorandum prevede un collaborazione reciproca tra le autorità anche per i rimpatri dei nigeriani che non hanno diritto a restare in Italia.

http://dbflorindo.blogspot.it/2016/02/nigeria-italia-firmato-accordo-contro.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/02/proseguono-i-voli-congiunti-di.html

giovedì 11 agosto 2016
ABUJA – Fermare i flussi migratori con una operazione di polizia non si può e l’unica opzione possibile è gestirli, agendo, o tentando di farlo, su cause e contesti che provocano la fuga di decine di migliaia di disperati, e in collaborazione con i Paesi di origine.
E’ quello che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha cominciato a fare concretamente con una missione in Nigeria, Paese da cui arriva un immigrato su 5 di quelli che sbarcano sulle coste italiane  (12.163 nei primi mesi di quest’ano), proseguita oggi in Costa d’Avorio, da dove gli arrivi – di migranti economici – sono molto meno ma in aumento.  
Ieri in Nigeria il titolare della Farnesina ha spiegato ai vertici di Abuja il senso del ‘migration compact’, sostenuto dall’Italia dapprima in solitudine e poi condiviso dall’Unione europea che al vertice di giugno ha dato il suo endorsement ufficiale. Ora si tratta di varare azioni concrete e il titolare della Farnesina, primo membro di un governo europeo a visitare uno dei Paesi da cui proviene un flusso intensissimo di clandestini, dopo il via libera al compact da parte Ue, spera di arrivare entro l’autunno a un’intesa formale con la Nigeria.
“Possiamo lavorare insieme per una migliore gestione dei flussi dei migranti nel mutuo interesse dei nostri paesi”, ha detto Gentiloni nel corso dell’incontro ad Abuja con il collega degli esteri, Geoffrey Onyeama.
La questione, secondo il titolare della Farnesina, non è “eliminare” gli arrivi ma gestirli e “essere attivi sulle cause delle migrazioni, per esempio lavorando insieme sulla creazione di posti di lavoro”. Da parte sua Onyeama ha espresso “apprezzamento e gratitudine per l’umanità con cui l’Italia e il Governo aiutano e accolgono i migranti”. La gestione dei flussi migratori “non è solo un’operazione di polizia” ma l’obiettivo è di “trasformare l’idea generale di un migration compact – cioè la collaborazione con i paesi africani – in intese specifiche con ciascuno”, ha ribadito il ministro.
Sul fronte Ue, nel breve periodo la priorità è la conclusione di un accordo di riammissione tra Unione e Nigeria (l’Italia ha già un accordo bilaterale). L’avvio del negoziato è previsto a ottobre, preceduto il 7 e l’8 settembre a Varsavia da un seminario Frontex-Nigeria centrato sul tema delle riammissioni. Il tema dei migranti si intreccia con quello della sicurezza. E al ministro dell’Interno Abdurlarahman Dambazau, Gentiloni ha ribadito che “la politica è impegnata a garantire la sicurezza e a coordinare gli sforzi in Italia e in Africa” a partire dallo scambio di informazioni, dalla creazione di database, dalla lotta al traffico di esseri umani, dall’addestramento delle forze di sicurezza.
Ad Abuja, assieme a Gentiloni è arrivato anche il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione che ha ricordato “l’esperienza maturata dall’Italia nella lotta al crimine organizzato e non” e la disponibilità a fornire strumenti informatici e capacità tecniche per individuare chi può costituire un pericolo per la sicurezza.

http://www.lindipendenzanuova.com/immigrati-dalla-nigeria-in-sviluppo-economico-con-furore/

Nel caso della Nigeria, dopo gli accordi bilaterali con l'Italia, anche l'Agenzia Europea Frontex ha stipulato un accordo per rendere più efficaci le operazioni di rimpatrio forzato, assumendosi anche la responsabilità di organizzare voli charter congiunti per la riammissione dei migranti nigeriani ritenuti "irregolari" nel paese di origine. Inascoltate le critiche unanimi delle organizzazioni non governative.

http://frontex.europa.eu/news/frontex-signs-working-arrangement-with-nigeria-JyDdE8

http://www.publications.parliament.uk/pa/ld201516/ldselect/ldeucom/144/144.pdf

http://www.ecre.org/wp-content/uploads/2016/06/Final_Joint_statement_110_signatories.pdf

Questo il testo degli accordi tra Frontex e la Nigeria.

http://www.statewatch.org/observatories_files/frontex_observatory/WA%20Nigeria%20-%2019%2001%202012.pdf

Venivano così spazzate via le poche iniziative di conttrollo rispetto alla legittimità di queste operazioni di rimpatrio  con voli"congiunti" affidati a Frontex.

http://www.asylumlawdatabase.eu/en/content/european-ombudsman-decision-inquiry-concerning-frontex-joint-return-operations

Martedì 7 giugno 2016
Maggiore cooperazione con i Paesi extracomunitari, più strumenti finanziari per i governi dei paesi di origine e transito dei migranti:
Sono queste le novità del piano presentato oggi a Strasburgo dai vicepresidenti della Commissione europea, Federica Mogherini e Frans Timmermans, in linea con le sollecitazioni contenute nella proposta italiana del "migration compact". Al fondo Ue per l'Africa istituito lo scorso novembre alla Valletta si vuole conferire un finanziamento aggiuntivo di un miliardo tra contributi comunitari (500 milioni dal Fondo europeo per lo sviluppo) e nazionali (500 milioni). Inoltre, come preannunciato nei giorni scorsi dal capo della diplomazia Ue si proporrà "in autunno" l'istituzione di un nuovo fondo, sul modello di quello già attivo per gli investimenti strategici (l'Efsi, o cosiddetto "fondo Juncker"), che con un investimento iniziale di 3,1 miliardi dal bilancio comunitario punta a ottenerne altrettanti dagli Stati Ue per reperirne 10 volte tanto (circa 62 miliardi negli auspici di Bruxelles) grazie all'effetto leva sugli investimenti privati.
La strategia mira ad aumentare il numero dei rimpatri, permettere a richiedenti asilo e rifugiati di restare più vicini al proprio Paese e, nel lungo periodo, di aiutare i Paesi terzi a svilupparsi eliminando alla radice le cause dell'immigrazione irregolare.
Oltre che in un gruppo di paesi che saranno destinatari principali delle nuove risorse, in Africa (Etiopia, Mali, Niger, Nigeria e Senegal) e Medio Oriente (Libano e Giordania), la Commissione ha "intenzione di intensificare il nostro impegno anche in Tunisia e Libia", come hanno spiegato i vicepresidenti. 


www.italiaoggi.it/news/dettaglio.pianoMogherini

 E' prevalsa in definitiva la posizione di chi riteneva la Nigeria un "paese terzo sicuro" per respingere le richieste di protezione su scala generale, anche se il nostro legislatore ha rifiutato questa definizione. Ma come ormai consueto quello che non si ottiene dal Parlamento si realizza lo stesso in via amministrativa, fornendo indirizzi ( omogenei) alle Commissioni territoriali, e cercando di influire sul libero convincimento dei giudici o sulle possibilità di difesa effettiva, spesso negata per la rapidità delle procedure di accompagnamento forzato in frontiera. Ma la Nigeria non è un "paese terzo sicuro". E la corruzione domina ovunque, fino ai più alti livelli di governo. Che fine fanno i soldi pagati dall'Italia per la collaborazione nella "lotta contro l'immigrazione irregolare"?

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2016/08/23/news/nigeria_-146500575/

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/01/31/nigerianuova-strage-boko-haram-bambini-bruciati-vivi_9abf904c-a6f9-4964-9d72-5ae3365f9f02.html

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/546645/CIG-_Nigeria_-_Trafficking_-_v1.0__August_2016_.pdf

Non si è neppure presa in considerazione la circostanza che molti cittadini nigeriani si trovavano in Libia per lavoro, e venivano costretti alla fuga senza possibilità di ritorno diretto nel loro paese, a seguito degli eventi bellici che hanno diviso la Libia in tre parti, obbligando quindi chi voleva salvare la propria vita a tentare l'imbarco verso la Sicilia. Altri nigeriani che non erano riusciti a fuggire venivano intanto rapiti ed uccisi in Libia. Altri erano arrestati e deportati, fino a pochi giorni fa.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/06/eu-risks-fuelling-horrific-abuse-of-refugees-and-migrants-in-libya/

https://www.libyangazette.net/2016/08/23/over-200-nigerians-deported-from-libya/

Dopo un primo tentativo fallito ad agosto dello scorso anno, a partire dal 17 settembre del 2015 e nel corso dell'ultimo anno, dall'aeroporto di Roma-Fiumicino , con il supporto organizzativo e finanziario di Frontex, sono partiti diversi voli diretti a Lagos, con cadenza mensile, con il risultato di rimpatriare alcune centinaia di nigeriani e nigeriane, in quest'ultimo caso potenziali vittime di tratta che non si sarebbe potuto espellere se solo ci fosse stato il tempo per una corretta informazione e per la formulazione di una richiesta di protezione.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/489091/Lo-strano-caso-delle-65-nigeriane-nel-Cie-evitato-il-rimpatrio-in-extremis

http://www.cartadiroma.org/news/cie-di-ponte-galeria-il-rimpatrio-delle-donne-nigeriane/

http://frontex.europa.eu/operations/archive-of-operations/?p=2&year=2016

 I criteri del tutto sommari di accertamento dell'età hanno reso possibile il rimpatrio anche di minori, a causa della mancata applicazione della presunzione di minore età imposta dalla Convenzione dell'ONU a salvaguardia dei diritti del fanciullo. Adesso queste attività di rimpatrio congiunto dovrebbe essere ulteriormente rafforzate con la creazione di una Guardia di frontiera europea e con compiti di respingimento che dovrebbero essere affidati all'operazione Sophia, come viene adesso definita l'operazione militare EUNAVFOR MED.

https://www.ceps.eu/system/files/LSE%20No%2088%20SC%20and%20LdH%20EBCG.pdf

Nel frattempo le commissioni territoriali, dopo la truffa dei fogli notizie distribuiti allo sbarco che venivano fatti compilare con indicazioni contrastanti con la richiesta di asilo, hanno aumentato il numero dei dinieghi notificati ai cittadini nigeriani richiedenti ( spesso tardivamente) protezione. Il decreto legislativo n.145 del 2015 introduceva procedure accelerate che non riducevano sostanzialmente i tempi complessivi della procedura, ma rendevano molto più sommaria la valutazione da parte della Commissione territoriale.

Audizione del presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, prefetto Angelo Trovato.

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/69/audiz2/audizione/2016/06/08/indice_stenografico.0049.html

http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2016/05/Rapporto_Hotspots_Il-diritto-negato_Oxfam_19mag16.pdf

http://www.asgi.it/notizia/protezione-internazionale-decreto-legislativo-142-2015-circolare-30-novembre-2015-2255/

La situazione nei centri di accoglienza è così diventata sempre più critica, sia per i tempi interminabili ( anche 18 mesi) che avevano preceduto la decisione di diniego, sia per la difficoltà di proporre un ricorso, anche a fronte del restringimento progressivo delle possibilità di accesso al "patrocinio a spese dello stato". Che in qualche stato veniva pure revocato dopo essere stato concesso inizialmente.

http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/i-numeri-dellasilo

http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2016/giugno/dati-comm-terr-asilo-nordest.pdf

commissioni/dirittiumaniXVII/rapporto_cie.pdf

http://www.prefettura.it/parma/allegati/191202.htm

In questa situazione, dentro e fuori i centri di accoglienza, è dilagata una situazione di grave illegalità, con gestori incapaci o collusi che non aiutavano i migranti nell'accesso al ricorso giurisdizionale,  con decine di intermediari che si proponevano ai migranti per un loro trasferimento verso altri paesi europei, nella ipotesi più frequente nella quale la condizione di immigrato irregolare fosse sancita da una "intimazione del Questore a lasciare entro sette giorni il territorio nazionale" ( il cd. seven days)
Una intimazione che di fatto nessuno avrebbe mai potuto adempiere, essendo privo di mezzi e di documenti, a meno di non rivolgersi direttamente a Roma all'ambasciata del paese di origine. Estremamente limitate le possibilità di un  rimpatrio volontario, da escludere comunque per tutte le persone portatrici di esigenze di protezione.

http://www.refworld.org/docid/56bd992b15.html

https://www.hrw.org/world-report/2016/country-chapters/nigeria

https://www.hrw.org/africa/nigeria

Per molti nigeriani destinatari di provvedimenti di respingimento o di espulsione, dopo il diniego della richiesta di protezione da parte della Commissione territoriale non restava così che il ricorso giurisdizionale, sempre nei casi nei quali si riusciva a raggiungere una associazione, un mediatore culturale-linguistico, un avvocato capace di istruire il caso su base individuale. Perchè si deve anche osservare che molti legali, fiutato l'affare del patrocinio gratuito, si offrivano per presentare ricorsi fotocopia, che hanno prodotto altre sentenze fotocopia di rigetto.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2015/05/2015_25_maggio_lettera-cara-mineo.pdf

Quando sono stati presentati ricorsi individuali i giudici hanno preso atto della situazione oggettivamente presente in Nigeria e delle condizioni personali dei ricorrenti, anche alla luce di rapporti internazionali difficilmente confutabili. Particolarmente alta la percentuale di sentenze favorevoli alle donne ed ai migranti nigeriani di religione cristiana. Più critica la situazione nel tempo dei minori non accompagnati, che, a causa della lentezza delle procedure, venivano indotti a chiedere asilo o riuscivano a formalizzare la domanda solo mesi dopo il loro effettivo sbarco in Italia.

Qui un elenco di sentenze che nel caso di cittadini nigeriani hanno riconosciuto il diritto ad uno status di protezione internazionale o umanitaria ( prevista dall'art. 5.6 del T.U. n.286 del 1998). Forse, quando il ministro della Giustizia Orlando si è presentato in Commissione di inchiesta della Camera sui centri di accoglienza per stranieri, per presentare il suo disegno di legge che intende abolire il grado di appello per questi ricorsi, alla precisa domanda se disponeva di dati sui ricorsi avverso i dinieghi accolti dalla magistratura, avrebbe potuto rispondere almeno tenendo conto di queste sentenze.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/diritto-di-asilo-rischio-stravolgimento.html

Una decisione che allunga il numero di ordinanze a favore di cittadini nigeriani che fanno richiesta di protezione internazionale in Italia e che hanno ricevuto un diniego dalla Commissione territoriale. Nella fattispecie il Giudice ha accolto la domanda di protezione sussidiaria per i potenziali gravi rischi di incolumità che il cittadino nigeriano rischierebbe rientrando nel paese.

http://www.meltingpot.org/NIgeria-Il-rischio-che-corre-il-singolo-individuo-non-deve.html#.V8DD_TV_f3g

Con questa ordinanza il Tribunale di Genova ha riconosciuto la protezione sussidiaria a cittadino nigeriano in quanto nel paese sussistono condizioni "che comportano potenziali gravi rischi per l’incolumità dei cittadini stante il perdurante conflitto a sfondo politico, etnico e religioso ed il clima generale di violenza, in un contesto di carenza di condizioni minime di sicurezza".

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussidiaria-perche-nel-paese-sono.html#.V8DC6TV_f3g

http://www.meltingpot.org/Protezione-sussidiaria-ai-cittadini-nigeriani-esiste-una.html#.V8DBlzV_f3g

http://www.meltingpot.org/Due-sentenze-della-Corte-d-Appello-di-Trieste-la-Corte-ha.html#.V8DBrjV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussidiaria-al-ricorrente-buona-parte.html#.V8DB4DV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Nel-valutare-la-domanda-di-protezione-del.html#.V8DCATV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-umanitaria-al-richiedente-attualmente.html#.V8DCHjV_f3g

Ordinanza del Tribunale di Palermo, pubblicata il 13 luglio u.s., che, accogliendo il ricorso, ha riconosciuto la protezione sussidiaria, ai sensi dell’art. 14 , lett. c) del d.lgs 251/2007, in favore di un cittadino nigeriano, in ragione della “violenza indiscriminata in situazione di conflitto armato” presente nella sua zona di provenienza (nord della Nigeria).

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussudiaria-al-richiedente-al-nord-vi-e.html#.V8DCQzV_f3g

Ordinanza di accoglimento di protezione umanitaria a favore di un cittadino nigeriano proveniente da EDO STATE, ritenuto non affidabile nel racconto ma la pericolosità riconosciuta anche della parte meridionale della Nigeria, come da rapporto Amnesty 2015 e sito Viaggiare Sicuri, e l’integrazione sociale in Italia, sono prevalsi.

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Anche-il-sud-del-paese-e-da-ritenersi-zona.html#.V8DCojV_f3g



giovedì 25 agosto 2016

Accordi in vista anche con il Gambia. Si accelera sul Migration Compact di Renzi e Alfano e si legittimano governi che arrestano gli oppositori e sopprimono le libertà democratiche.


Anche con il Gambia l'Italia sta intensificando la collaborazione per una lotta piu' efficace contro l'immigrazione "irregolare". Si sta procedendo nella stessa direzione già seguita con il Sudan di Bashir. E' stato già stipulato il consueto Memorandum d'intesa (MOU), naturalmente al di fuori dell'approvazione del Parlamento italiano, ed adesso si stanno sviluppando  contatti diplomatici per rendere effettive le misure di allontanamento forzato, come respingimenti ed espulsioni.

Tuesday, May 10, 2016
An Italian delegation comprising experts from the Italian Scientific Police and International Cooperation recently visited the Ministry of the Interior in The Gambia as follow-up to enhancing their cooperation on combating irregular migration.
During their stay in the country, the delegation conveyed a meeting with the Ministry of the Interior at its conference room in Banjul chaired by the Minister of Interior, Hon. Ousman Sonko.
The visit was undertaken to verify the existing AFIS System (Automated Fingerprint Identification System) and to assess the possibility of The Gambia realizing an automated system for the detection, collection and comparison of fingerprints.
The visit was also done to discuss findings with the Ministry of the Interior on irregular Migration and Border Control systems in The Gambia.
The delegation comprised experts from the Italian Scientific Police and International Cooperation.
Speaking at the meeting on the cooperation between the two countries, the Minister of the Interior, Hon Ousman Sonko, said The Gambia Government acknowledged the effort of the Italian Government in providing technical support and aid to The Gambia in the management of her borders.
“The collaboration and cooperation has assisted The Gambia with capacity building of officers trained in Italy and are demonstrating good performance,” he said.
Trained officers in The Gambia and Italy have been deployed at entry and exit points including Tanji, Amdalai and Jiborro border control offices.
Hon. Sonko further hailed the Government of The Gambia, which has established youth empowerment schemes to engage the youth and deter their focus on undertaking desperate journeys.
“The University of The Gambia was established with scholarship awards to encourage youths to acquire education, The National Youth Service Scheme and The Gambia Hotel School to absorb youths so they can improve their skills and technical expertise on various skills for their sustenance,” Minister Sonko noted.
The collaboration has also resulted in the smooth handling of identification and return exercises from Italy, the Interior minister stated.
Regarding documentation, the Minister of Interior presented its existing documentation and system procedures in handling Police and Immigration activities at borders.
The coordination in securing the borders was discussed and Immigration’s responsibility on migrants and border control were outlined. Passport application, Aliens registration and border control systems were also explained.
The Police explained its mandate on document security procedures through fingerprints data collections, information management systems in place, its IT status and the need to upgrade an extension of network connectivity of the police across the country for easy coordination and integration of services.
Veering into the issues of challenges in the control of irregular migration, it was noted that The Gambia has 21 recognized border entry and exit points and with a lot of porous borders with Senegal.
“The movement of people is challenged with the recent strategy of migrants who singularly travel and team up in neighboring countries to proceed to Italy and EU countries in search of greener pasture,” the minister said.
“The border management systems have also been impeded by lack of sufficient mobility, communication gargets and information management systems such as central database of criminals, centralized information management system, scientific support, software systems, logistics and the human resource with the technical knowhow.”
For his part, the Italian delegates thanked The Gambia for attaching personnel to the council general which has facilitated verification exercises and returning of identified Gambians WHOSE APPLICATIONS are not successful.
He thanked The Gambia for the people’s hospitality and support on the collaboration and cooperation on efforts made to curb irregular migration.
The cooperation will be strengthened to minimize the menace of irregular migration and further boost the effectiveness and efficiency of officers on border management.
It was also revealed that 1700 irregular migrants were identified as Gambians in 2014; 1400 people in 2015 and up to 2,239 migrants in 2016.
Effort is being solicited to manage the borders in the cohorts of The Gambia, particularly on border control, he said.
Regarding technical support and pledge to The Gambia, the provision of a minimum of 50 vehicles to the immigration for border patrol in The Gambia is slated for July 2016.
Additionally 250 computers, 250 scanners and 250 printers are being prepared in support of The Gambia, according the delegation.
Assistance will also be provided in training where 20 personnel will be taken to Italy for capacity building on border management and scientific support.
Support will also be sourced on information management and scientific aspects, to counter cyber-crime and terrorism.
This will assist The Gambia in combating human trafficking, cross border crime and irregular migration, the delegates stated.
The visit was as a result of a Memorandum of Understanding signed between The Gambia and Italy on border control, as well as in response to an official visit of a Gambian delegation to Italy in December 2015.
Author: Cadet Assistant Superintendent of Immigration, Saidou A.M. Bah, MOI

http://thepoint.gm/africa/gambia/article/italian-delegation-visits-the-gambia

 A rischio la sorte dei richiedenti asilo denegati, probabilmente migliaia nei prossimi mesi, visto i criteri restrittivi adottati dalle Commissioni territoriali. Ai ricorrenti asilo denegati si vorrebbe anche ridurre, con il disegno di legge del ministro della giustizia Orlando, le possibilità di ricorso effettivo.

http://thepoint.gm/…/new-immigration-pro-promises-to-live-u…                                                                                                                                         http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/diritto-di-asilo-rischio-stravolgimento.html?m=1

Qualche rapporto internazionale per capire cosa sta significando l'attuazione del Migration Compact nell'ambito del Processo di Khartoum lanciato dall'Italia durante il semestre di presidenza dell'Unione Europea.

https://www.hrw.org/news/2015/09/17/gambia-two-decades-fear-and-repression

https://www.hrw.org/africa/gambia

http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/ecco-il-migration-compact-la-proposta-dell-italia-all-ue-sull-immigrazione.html

http://barbara-spinelli.it/2016/06/07/quanto-ce-di-marcio-nel-migration-compact-2-0-di-renzi/

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/06/27/news/arci-142960628/

The European Commission has today set out plans for a new results-oriented Partnership Framework tomobilise and focus EU action and resources in our external work on managing migration. The EU will seek tailor made partnerships with key third countries of origin and transit using all policies and instruments at the EU's disposal to achieve concrete results. Building on the European Agenda on Migration, the priorities are saving lives at sea, increasing returns, enabling migrants and refugees to stay closer to home and, in the long term, helping third countries' development in order to address root causes of irregular migration. Member State contributions in these partnerships – diplomatic, technical and financial – will be of fundamental importance in delivering results.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2072_en.htm

A tutti i richiedenti asilo provenienti dal Gambia dovrebbe essere riconosciuto almeno il diritto alla protezione umanitaria, per la situazione di diffusa violazione dei diritti umani che caratterizza il loro paese. Sono relativamente liberi soltanto coloro che sostengono il governo.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/gambia/11869938/British-tourists-warned-over-horrific-human-rights-regime-in-Gambia.html

https://www.hrw.org/tag/gambia-lgbt-rights

https://africajournalismtheworld.com/tag/gambia-human-rights/

23 August 2016
UN rights office expresses concern over death of member of opposition party in Gambia

http://www.refworld.org/country,,,,GMB,,57bd4c94412,0.html

http://af.reuters.com/article/gambiaNews

https://www.hrw.org/news/2016/08/05/gambia-opposition-politicians-death-must-prompt-human-rights-reform

https://www.gov.uk/government/news/statement-by-uk-ambassador-to-the-gambia-on-the-reported-death-of-an-opposition-activist                                                                                                     http://www.africa-express.info/2016/04/18/gambia-morto-in-carcere-un-leader-del-partito-dopposizione/                                                                                               http://www.africa-express.info/2016/08/27/gambia-muore-in-galera-altro-oppositore-del-regime-ma-litalia-tratta-con-banjul-per-controllo-immigrazione-clandestina/

Alcune sentenze della giurisprudenza italiana che riconoscono il diritto alla protezione in Italia a cittadini gambiani dopo il diniego ricevuto dalla Commissione territoriale.

http://www.meltingpot.org/Gambia-Protezione-sussidiaria-al-richiedente-che-fugge-dal.html#.V79gkKJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Gambia-Protezione-sussidiaria-al-richiedente-perche-nel.html#.V79gwKJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Gambia-La-protezione-sussidiaria-e-riconosciuta-per-l.html#.V79g-6J_f3g

http://www.meltingpot.org/Gambia-Accolto-ricorso-per-protezione-sussidiaria-le.html#.V79hFaJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Protezione-sussidiaria-riconosciuta-ad-un-cittadino.html#.V79hf6J_f3g

http://www.meltingpot.org/Riconoscimento-della-protezione-sussidiaria-a-due-cittadini.html#.V79hrKJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Riconoscimento-della-protezione-sussidiaria-in-favore-di-un-20050.html#.V79iBKJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Riconoscimento-della-protezione-sussidiaria-in-favore-di-un-19928.html#.V79iNaJ_f3g





Eunavfor Med ( Operazione Sophia) stipula un memoriale d'intesa con la Guardia Costiera libica. Malgrado la condanna dell'Italia fa parte della CEDU sul caso Hirsi, in vista altri respingimenti congiunti.



http://www.marina.difesa.it/Notiziario-online/Pagine/20160524_operazione_sophia.aspx 

Adesso c'è la notizia ufficiale della conclusione di un Memoriale di intesa ( MOU) con i vertici della Guardia Costiera libica che però risponde soltanto ai comandi del governo Serraj, insediato a Tripoli dalle Nazioni Unite, un governo che il parlamento di Tobruk ed il generale Haftar (sostenuto dagli egiziani) non hanno ancora riconosciuto.

http://www.analisidifesa.it/2016/08/eunavfor-med-addestrera-la-marina-libica-firmato-laccordo/

http://www.janes.com/article/63202/eu-s-sophia-mission-to-train-libyan-naval-coast-guard-forces

http://m.sputniknews.com/europe/20160824/1044576256/eu-libya-coastguard-training-memorandum.html

Il programma, che vedrà attivamente coinvolti numerosi altri organismi quali EUBAM Libia (EU Border Assistance Mission in Libya), FRONTEX e Nazioni Unite, sarà suddiviso in tre pacchetti: un addestramento in mare, uno a terra (in centri di addestramento dedicati di paesi membri dell’Unione Europea o in Libia) e, infine, a bordo di unità da pattugliamento della guardia costiera e della Marina libica.  

EU navies to help Libya coastguard stop migrants                    https://euobserver.com/migration/133523

La notizia era nell'aria da settimane, e già si vedevano le prime forme di collaborazione tra la Guardia Costiera libica ed i mezzi militari dell'operazione Eunavfor Med. Per adesso solo a fini di salvataggio, per quanto risulta.

La Aliseo, avvistati due gommoni, ha proceduto al recupero dei 236 occupanti. Nelle vicinanze è intervenuta anche una motovedetta della Guardia Costiera libica con cui si è avviata un’attività di coordinamento svolta attraverso i canali internazionali del soccorso in mare.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Soccorsi-dalla-Marina-Militare-350-migranti-a-bordo-di-tre-gommoni-688746e2-20c5-470e-8693-0cfa0ed7e4c1.html

http://tg24notizie.altervista.org/350-migranti-prelevati-dalla-marina-militare-presso-le-coste-libiche/

Dai contenuti che sono stati pubblicati emerge come si passerà presto dall'addestramento delle Guardie di frontiera e della Guardia costiera "libica" ad intese operative. E già ci sono casi documentati di collaborazione ai fini del soccorso ( meglio sarebbe dire del recupero) di migranti in fuga dalla Libia. Incerta la sorte delle persone "soccorse" dalla Guardia Costiera libica.                                                                                                                   https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/06/eu-risks-fuelling-horrific-abuse-of-refugees-and-migrants-in-libya/

http://picum.org/it/attualita/attualita-picum/50797/
                                                                                                                                                               July 7, 2016 (KHARTOUM)- Libya’s coast guard this week seized five boats carrying over 500 illegal African migrants, among them 100 Sudanese, who had tried to cross the Mediterranean to Europe, Sudan tribune has learnt Thursday.  
                                       
 http://www.sudantribune.com/spip.php?article5954

Molti migranti che ci hanno riprovato e sono riusciti ad evadere dall'inferno libico raccontano di violenze ed abusi che sono proseguiti anche dopo il salvataggio da parte della stessa Guardia Costiera libica. Quello che succede nei centri di detenzione in Libia è del resto noto a tutti da tempo, anche se si preferisce fare finta di non vedere.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/dalla-libia-con-orrore-abusi-e-stupri.html

http://www.amnesty.it/Libia-migranti-rifugiati-fuga-violenza-sessuale-persecuzione-sfruttamento

http://www.lana-news.ly/eng/news/view/103933/Libya_signs_agreement_with_EU_to_train_Libyan_coast_guard

Dopo questi accordi aumenteranno probabilmente le deportazioni dalla Libia verso altri paesi, come il Sudan, il Niger e la Nigeria nei quali non sono garantiti i diritti umani, come è probabile che le rotte si allungheranno, con un ulteriore aumento delle vittime in mare. E tutto questo avverrà adesso con la firma ed i finanziamenti di agenzie dell'Unione Europea.

http://www.lastampa.it/2016/08/24/italia/cronache/migranti-il-piano-cabina-di-regia-ue-per-i-rimpatri-e-accordi-sul-modelloturchia-Cks65goX5P5a0qvFDHruWP/pagina.html

Si deve anche considerare la prossima costituzione di una Guardia Costiera europea e l'affidamento a  Frontex di compiti diretti di esecuzione delle operazioni di rimpatrio forzato.                                                                                                                                                               http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/06/22-border-and-coast-guard/                                                                                       
http://www.statewatch.org/semdoc/border-coast-guard-agency.html 

Il quadro della guerra globale ai migranti si completa di un'altro tassello. Ma qualcuno in Europa sta sbagliando i suoi calcoli, e dare ascolto ai partiti populisti porterà solo alla dissoluzione dell'Unione Europea. Se non si comprende quello che avviene in Libia e quanto sia urgente una soluzione politica piuttosto che militare, si assisterà ad un ennesimo disastro umanitario, che si riverserà sull'Unione Europea.

Navy spokesman: Operation Sophia is propaganda; Italy wants to have more time to continue stealing Libya’s resources and smuggling its fuel

http://www.libyaobserver.ly/news/navy-spokesman-operation-sophia-propaganda-italy-wants-have-more-time-continue-stealing-libya%E2%80%99s

http://www.digitaljournal.com/news/politics/op-ed-un-and-most-countries-ignore-results-of-negative-vote-in-libya/article/473189                                                                                                         

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-libia-post-isis-i-problemi-continuano-15606?platform=hootsuite

La sentenza di condanna dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, nel 2012, sul caso Hirsi, afferma principi e sancisce diritti che ptrebbero essere violati ancora nei prossimi mesi, quando la collaborazione tra la Guardia costiera libica e le navi dell'operazione Sophia diventerà più stretta, con il passaggio alla fase tre dell'operazione, adesso che c'è la richiesta di intervento da parte del governo Serraj.

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavfor-med/index_en.htm                                                                                                               
Rimane da verificare il costo politico di queste decisioni e la loro incidenza sul processo di pace in Libia, oggi che le autorità di Bengasi attaccano duramente l'intervento delle navi europee inviate da EUNAVFOR MED. La prospettiva di una divisione della Libia potrebbe essere accelerata da scelte unilaterali di carattere militare che tengono conto solo dell'esigenza di limitare al massimo le partenze dei migranti verso l'Europa.

https://www.lawfareblog.com/house-divided-why-partitioning-libya-might-be-only-way-save-it                                                                                                                                                                  Aggressione intimidatoria nei confronti della nave umanitaria Bourbon Argos di MSF.                                                                                                   https://www.theguardian.com/world/2016/aug/25/msf-mediterranean-bourbon-argos-armed-raid-libya-coast                                                                                                                                                                     
mercoledì 24 agosto 2016

"Espulsioni dirette", illecito internazionale. Il governo italiano viola il principio di non respingimento affermato dalla Convenzione di Ginevra ed il diritto ad un ricorso effettivo garantito dalla Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.


Deportazione in atto di decine di sudanesi (pare 40) rastrellati a Ventimiglia con volo destinazione Khartoum. Si tratta di una deportazione di massa verso un paese dove i diritti umani vengono sistematicamente violati. Come ricorda  l'on Luigi Manconi con il comunicato di ieri "Pensiamo al Sudan, a quanto sia ancora drammatica la situazione in quel paese e al numero consistente di richiedenti asilo sudanesi che in Italia - e più in generale in Europa - ricevono forme di protezione: nel 2015 il 60% delle richieste d'asilo di persone d'origine sudanese sono state accolte. Proprio alla luce del grande sforzo fatto dal nostro paese per accogliere e tutelare i profughi che attraversano il Mediterraneo, non possiamo correre il rischio di rimpatriare nessuno senza adeguate garanzie sulla sua incolumità, anche fosse una sola persona."  (Alessandra Ballerini) 

http://www.nelpaese.it/index.php/archivio-diritti/4053-rimpatrio-per-40-sudanesi-scatta-interrogazione-parlamentare

http://www.possibile.com/litalia-deporta-collettivamente-egitto-sudan/ 

http://www.fanpage.it/la-denuncia-di-civati-italia-deporta-illegalmente-migranti-in-sudan/                                                                                                                       http://www.express.co.uk/news/world/703923/Italy-breaking-point-migrants-send-back-Sudan-chartered-plane
                                                                            http://www.ansa.it/liguria/notizie/2016/08/24/espulsione-diretta-per-48-migranti-sudan_0de55e4a-0b87-490f-811e-c5039a8ffa5d.html                                                                                                                       http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/24/migranti-prima-espulsione-di-gruppo-48-presi-a-ventimiglia-e-rispediti-in-sudan-ma-khartoum-viola-diritti-umani/2993664/

Si comprende adesso a cosa erano finalizzati i trasferimenti forzati di migranti rastrellati nelle settimane scorse a Ventimiglia ed a Chiasso e poi trasferiti, senza alcun provvedimento formale, in quello che sarebbe soltanto un "Hotspot" a Taranto. Non si sa per quanti giorni i migranti siano stati trattenuti all'interno dell'"Hotspot" in assenza di qualunque provvedimento formale di convalida del trattenimento.Anche questo faceva parte del "Piano Gabrielli".

https://news.vice.com/it/article/italia-rimpatri-migranti-violazioni                                                                                                       Ed ecco quello che e' successo a chi e' stato respinto dalla Svizzera a Chiasso.                                                                                 http://www.ticinonews.ch/ticino/308365/umiliato-dalle-guardie-di-confine-svizzere         

In casi specifici, e quando misure meno coercitive risultano insufficienti, i paesi dell'UE possono trattenere il cittadino non comunitario sottoposto a procedure di rimpatrio quando sussiste un rischio di fuga o il cittadino evita od ostacola la preparazione del rimpatrio o dell’allontanamento. Il trattenimento è disposto per iscritto dalle autorità amministrative o giudiziarie e deve essere regolarmente sottoposto a un riesame. Lo impone la direttiva europea sui rimpatri, 2008/115/CE.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/da-ventimiglia-e-como-frontiere.html
                                                                                                 
 Il ministero dell'interno sa di non avere le carte in regola e gioca sul tempo e su veri e propri depistaggi per realizzare espulsioni "dirette" prive di basi legali. Si tratta di un ritorno alle peggiori prassi espulsive sperimentate dal ministro Maroni a partire dagli accordi con l'Egitto nel 2008. Sembra peraltro che anche sul volo decollato oggi da Torino, oltre ai 40 sudanesi ci fossero pure circa 80 migranti egiziani. Espulsi sulla base delle procedure semplificate introdotte nel 2008 dopo gli accordi bilaterali tra Italia ed Egitto. Si apprende anche che tre cittadini solidali che protestavano contro le espulsioni esponendo una striscione su una torre radar dell'aeroporto di Milano Malpensa, luogo di partenza indicato in un primo momento, siano stati arrestati con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

http://milano.fanpage.it/malpensa-protesta-contro-i-rimpatri-dei-migranti-striscione-deportation-su-torre-radar/

http://www.storiemigranti.org/spip.php?article469

Il 30 dicembre 2008, nel tardo pomeriggio, sono cominciati i rimpatri diretti dall’isola di Lampedusa verso l’Egitto. Li aveva annunciati il ministro degli interni Maroni, dopo i quasi 2000 migranti arrivati sull’isola nei giorni precedenti.

Ed respingimenti collettivi verso l'Egitto sono continuati fino agli scorsi mesi, sempre sulla base dello stesso accordo di riammissione, malgrado il raffreddamento dei rapporti diplomatici in conseguenza della barbara uccisione di Giulio Regeni al Cairo.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/riprendono-i-rimpatri-forzati-verso.html

Malgrado i provvedimenti di convalida delle misure di allontanamento forzato,  adottati dal giudice di pace di Taranto nei confronti di circa 40 cittadini sudanesi abbiano avuto formalmente carattere individuale, le modalità dell'arresto e della successiva espulsione di un gruppo di migranti sudanesi può configurare la violazione del divieto di espulsioni collettive (art.4 del Quarto Protocollo allegato alla CEDU). Non si comprende sulla base di quali informazioni la maggior parte dei migranti espulsi non avrebbe presentato una istanza formale di asilo. L'esame dei casi individuali in sede di giudizio di convalida non ha consentito l'emersione delle situazioni individuali per il mancato esercizio effettivo dei diritti di difesa.                                                                                                  http://libertacivili.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/08/25/per-litalia-il-sudan-e-un-paese-sicuro-e-le-frustate-e-omar-hassan-al-bashir/

Quando sarà possibile, se la Commissione di inchiesta della Camera sui centri per stranieri vorrà approfondire questa vicenda con i poteri che le competono, e quanto è avvenuto nell'Hotspot di Taranto rientra certamente nella sua competenza, sarà agevole ricavare dal tenore omogeneo delle dichiarazioni delle persone destinatarie delle misure di allontanamento, che tutte hanno reso le medesime dichiarazioni. Non c'è stato alcun esame del caso individuale, anche per le modalità di tempo, incontestabili, nelle quali si è svolta, davanti al Giudice di pace di Taranto, l' udienza di convalida il 22 agosto scorso. Allo stato, non vi è peraltro traccia delle attività di informazione che si sarebbe dovuto svolgere obbligatoriamente in favore degli espellendi circa la possibilità di chiedere protezione internazionale in Italia.

La richiesta di convalida della misura di accompagnamento forzato in frontiera, rivolta da parte della Questura di Taranto al giudice della stessa città, in data 21 agosto 2016, con un lungo elenco nominativo dei destinatari, per le modalità di tempo e di forma, riveste i caratteri di una misura collettiva, che connota l'intera procedura, compresa la successiva fase di convalida, come una espulsione collettiva. Allo stesso modo hanno il carattere di espulsione collettiva i provvedimenti di espulsione dal territorio dello Stato emessi dal Prefetto di Taranto nella stessa data del 21 agosto 2016.

In base a quanto emerge dai rapporti internazionali sulle molteplici violazioni dei diritti umani in Sudan, anche nei confronti di chi si rende responsabile del reato di emigrazione clandestina, si può prevedere una generale violazione del divieto di trattamenti inumani e degradanti nei confronti delle persone che sono state riammesse oggi a Khartoum, e dunque una violazione dell'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo. In proposito sarebbero prive di valore le assicurazioni diplomatiche fornite dal Sudan, o le clausole che nel Memoriale di intesa stipulato con il governo italiano lo scorso 5 agosto facessero espresso richiamo al rispetto dei diritti fondamentali della persona umana, sanciti nelle Convenzioni internazionali.

http://www.tesfanews.net/sudan-brought-600-illegal-immigrants-to-trial/

Con le sentenze A.A. c. Francia (18039/11) e A.F. c. Francia (80086/13) pronunciate il 15 gennaio, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accolto il ricorso di due cittadini del Sudan contro una decisione di espulsione da parte delle autorità francesi. A giudizio della Corte, l’esecuzione della misura di allontanamento verso il Paese d’origine – vista la grave situazione generale ivi presente e viste, in particolare, le circostanze e le implicazioni individuali dei due soggetti interessati – comporterebbe un serio rischio per gli stessi di incorrere nella tortura o in trattamenti inumani e degradanti proibiti dall’art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU).

In altri termini, uno Stato viola l’art. 3 se il suo atto (di estradizione, espulsione, respingimento) costituisce un elemento rilevante nella catena di eventi che portano il soggetto interessato a subire (il rischio di) condotte che integrino tortura o trattamenti inumani o degradanti nel Paese di destinazione. In questo modo lo Stato, procedendo all’espulsione dello straniero, si renderebbe complice, per così dire, della violazione (seppur indiretta) dell’art. 3 della CEDU. 

I casi sottoposti ai giudici di Strasburgo coinvolgono due cittadini originari del Sudan, precisamente della regione del Darfur e appartenenti entrambi a etnie non arabe, giunti in Francia in fuga dal proprio Paese dopo aver subito gravi e ripetute violenze da parte delle forze del regime al governo e da movimenti di combattenti musulmani filogovernativi.
Giova infatti ricordare, come peraltro fa la Corte nelle due sentenze, che la situazione generale in Sudan in riferimento ai diritti umani, come ben evidenziano rapporti e documenti di varie fonti internazionali, risulta estremamente seria e drammatica. Ciò è particolarmente vero per la regione del Darfur, in cui a tensioni di tipo militare e politico per il controllo delle preziose risorse petrolifere si sommano aspri e sanguinosi conflitti interni di tipo etnico e religioso.

Alla generale situazione di pericolosa instabilità del Paese di origine, nota poi la Corte, si aggiungono fattori di rischio individuali e specificamente riferibili ai due ricorrenti: l’appartenenza a tribù non arabe e il supposto legame con movimenti ribelli e di opposizione al regime che governa il Sudan.
(Francesco Gatta)

http://rivista.eurojus.it/espulsione-dello-straniero-e-rischio-di-trattamenti-contrari-allart-3-cedu-la-posizione-del-richiedente-asilo-esige-un-esame-rigoroso-e-completo-di-tutti-gli-elementi/

https://www.left.it/2016/08/24/rimpatri-ventimiglia-italia-sudan-al-bashir/

http://www.africa-express.info/2016/04/24/sudan/

E' stato violato  il divieto di respingimento affermato dalla Convenzione di Ginevra ( art. 33) ed il diritto ad un ricorso effettivo previsto dall'art. 13 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo con riferimento anche alla mancata possibilità di ricorso contro l'espulsione, la successiva limitazione della libertà personale, dopo la riconsegna alle autorità sudanesi, e la certezza che per le modalità processuali e detentive di quel paese le stesse persone espulse dall'Italia siano vittima di trattamenti inumani o degradanti che non saranno in grado neppure di denunciare ad una autorità indipendente . 

Il Sudan di Bashir non è un "paese terzo sicuro" e non lo diventa per effetto di accordi bilaterali. Una vergogna che potrebbe ripetersi. Dopo le elezioni farsa dello scorso anno adesso si arrestano regolarmente anche i giornalisti indipendenti e tutti gli oppositori politici, per non parlare degli arresti e dei processi ad esponenti delle chiese cristiane.

https://www.hrw.org/africa/sudan

https://www.amnesty.org/en/countries/africa/sudan/report-sudan/

http://www.refworld.org/country/SDN.html

Reporters Without Borders (RSF) is appalled by the way the authorities, especially the National Intelligence and Security Service (NISS), hound the media in Sudan, where not a week goes by without their closing media outlets, confiscating newspaper issues or arresting journalists. This persecution is having serious and lasting consequences for the ability of the media to continue doing their work.
"You'd better leave because there's no room for the media in this country," said a police officer who beat Hawa Rahma, a reporter for the independent daily Al-Jareeda, as she was covering the demolition of El-Takamol, a Khartoum district owned by an Egyptian irrigation company, on 10 August.

After being arrested by a policewoman and then bundled into a police vehicle, she was interrogated by several police officers and was hit on the back of the neck. This latest of many incidents dramatically highlights the Sudanese government's determination to crush the country's media.

http://www.refworld.org/country,,,,SDN,,57bab11f4,0.html

https://www.hrw.org/report/2014/02/11/i-wanted-lie-down-and-die/trafficking-and-torture-eritreans-sudan-and-egypt

http://www.africanews.com/2016/05/31/sudan-deports-hundreds-of-eritreans/

Colpisce il silenzio assordante dell'ACNUR e di EASO , l'agenzia europea che dovrebbe garantire il rispetto delle Direttive e dei Regolamenti in materia di protezione internazionale. Eppure dovrebbero conoscere bene la situazione di diffuse violazioni dei diritti umani da parte del governo sudanese.                                                                                                          http://www.onuitalia.com/eng/2016/08/07/italy-sudan-memorandum-understanding-migration-signed-rome/
                                                                                          
http://www.riviera24.it/2016/08/ventimiglia-attuato-il-piano-gabrielli-clandestini-rimpatriati-in-sudan-233049/

Questi i frutti avvelenati degli accordi con il Sudan del 5 agosto scorso e presto si potrebbe replicare con il Gambia. Occorre sgomberare la frontiera, da Ventimiglia a Chiasso, e questo è il "piano Gabrielli". Ma gli accordi bilaterali definiti "Memorandum d'intesa ( MOU)" sono accordi che in questo caso comportano un rilevante impegno di spesa e non possono essere attuati prima dell'approvazione da parte del Parlamento nazionale, come previsto dall'art. 80 della Costituzione italiana.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/khartoum-to-identify-sudanese-illegal.html


http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/dopo-lo-show-di-ventotene-alfano.html

Si vogliono replicare gli accordi infami con la Turchia, altro "paese terzo ritenuto sicuro". Che portata ha ancora la Convenzione di Ginevra che all'art. 33 vieta il respingimento verso paesi terzi non sicuri ? Sono state violate le garanzie di difesa previste per tutti i casi di accompagnamento forzato dalla Direttiva dell'Unione Europea sui rimpatri, la n. 2008/115/Ce che all'art.13 ribadisce il diritto ad un ricorso effettivo prima dell'esecuzione dell'espulsione.. Che ne pensera' la Corte di Giustizia dell' Unione Europea ?  Occorre raccogliere dati e documentazione che le autorita' stanno occultando. E presentare un esposto alla Commissione Europea ed all'Ombudsmann europeo.                                                                                                                                     
https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/967238/index.html?stampa=si&part=dossier_dossier1-sezione_sezione3

http://www.diritto.it/docs/38305-ladichiarazione-tra-ue-e-turchia-del-18-3-2016-elusione-delle-norme-sugli-accordi-internazionali-nell-ue-eviolazione-dei-princ-pi-sul-riconoscimento-della-protezione-internazionale?page=2

Ai sensi dell’art 33 della Convenzione di Ginevra è fatto divieto agli Stati di espellere o respingere i rifugiati e i richiedenti asilo verso luoghi in cui la vita o la libertà ne sarebbero minacciati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale o per la loro opini one politica. Tale principio, c.d. di non-refoulement, viene riaffermato in diversi strumenti, in particolare nell’ambito del diritto internazionale umanitario. Così, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti vieta di rinviare qualsiasi
persona verso Paesi ove sarebbe esposta a simili rischi. 
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sancisce il diritto di non essere sottoposti a trattamenti inumani o degradanti: la norma (art. 3) è stata a più riprese interpretata come principio che vieta l’estradizione, l’espulsione o la deportazione, il refoulement verso Stati in cui la persona correrebbe il rischio di essere sottoposta a trattamenti di tal genere. Il divieto trova applicazione anche nel caso in cui il respingimento o allontanamento avvenga verso un Paese definito intermedio, che potrebbe cioè a sua volta rinviare la persona in un territorio in cui sarebbe esposta a tale trattamento. 
 Il divieto di refoulement quale espressione di un principio di diritto umanitario, è ormai ritenuto come un principio di diritto consuetudinario, perciò vincolante anche per quegli Stati che non abbiano sottoscritto le convenzioni che specificamente lo prevedono. Per quanto riguarda il nostro Paese (obblighi
internazionali, per così dire, a parte), la tutela dei diritti fondamentali è garantita dall’art. 2 Cost. e il diritto d’asilo dall’art. 10, 3° co. Cost. Il t.u. sulla condizione dello straniero (d.lgs. 25.7.1998, n. 286) prevede all’art. 2, 1° co. il riconoscimento dei diritti fondamentali allo straniero “comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato”; all’art. 10, 4° co. il divieto di respingimento in caso di asilo politico, riconoscimento dello status di rifugiato, adozione di misure di protezione temporanea per motivi temporanei; all’art. 19 il divieto di espulsione e respingimento verso uno Stato in cui possa essere oggetto di persecuzione per vari motivi ovvero corra il rischio
di essere respinto verso un altro Stato in cui non sia protetto dalla persecuzione.
L’obbligo di assicurare la protezione internazionale, che ha una formulazione più vasta di quella prevista dalla Convenzione di Ginevra (comprendendo anche la protezione sussidiaria) è previsto dalle direttive comunitarie e dai d.lgs. di recepimento, prima ricordati.  

(Bruno Nascimbene)
    
http://www.iai.it/it/pubblicazioni/il-respingimento-degli-immigrati-e-i-rapporti-tra-italia-e-unione-europea

Ai sudanesi espulsi "direttamente" a Khartoum, come agli egiziani rinviati da tempo al Cairo, sono stati negati, di fatto, i più elementari diritti di difesa. Il diritto di difesa deve essere effettivo, le convalide lampo sono carta straccia. Prima dell'esecuzione dell'espulsione ci deve essere una sede di ricorso effettivo lo dice la Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo e lo ribadisce la Corte Europea di Strasburgo che nel 2014 ha condannato l'Italia e la Grecia proprio per la violazione di questo principio.

Per effettività del ricorso voluto dall’articolo 13 si intende un livello sufficiente di accessibilità e di realtà di quest’ultimo: «per essere effettivo, il ricorso previsto dall’articolo 13 deve essere disponibile nel diritto come nella pratica, in particolare nel senso che il suo esercizio non deve essere ostacolato in maniera ingiustificata dagli atti o omissioni delle autorità dello Stato convenuto» (I.M. c. Francia, sopra citata, § 130, e i riferimenti ivi contenuti).

Poiché la Convenzione ha lo scopo di tutelare diritti non teorici o illusori ma concreti ed effettivi in capo a qualsiasi persona sottoposta alla giurisdizione delle Alte Parti contraenti, la Corte non può procedere alla valutazione dell’accessibilità pratica di un ricorso prescindendo dagli ostacoli linguistici, dalla possibilità di accesso alle informazioni necessarie e a consigli illuminati, dalle condizioni materiali con le quali può scontrarsi l’interessato e da qualsiasi altra circostanza concreta della causa (I.M. c. Francia, sopra citata, §§ 145-148; M.S.S. c. Belgio e Grecia, sopra citata, §§ 301-318; e Rahimi c. Grecia, n. 8687/08, § 79, 5 aprile 2011).

https://www.giustizia.it/giustizia/it

https://www.hrw.org/it/report/2013/01/22/256396

http://asiloineuropa.blogspot.it/2014/10/sentenza-sharifi-e-altri-contro-italia.html





Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro