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venerdì 31 gennaio 2014

16.000 posti nel servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Ecco i progetti ammessi al finanziamento.


Resi noti i progetti SPRAR ammessi al finanziamento statale. Si riuscirà finalmente ad andare oltre l'accoglienza gestita dai prefetti ? Forse sarebbe l'occasione giusta per riconvertire alla loro funzione originaria i Centri di primo soccorso ed accoglienza (CPSA) di Lampedusa, Pozzallo e Cagliari Elmas. E per chiudere finalmente il mega-Cara di Mineo, una macchina managiasoldi.

Sarebbe tempo che qualcuno controlli davvero come sarà spesa questa ingente quantità di danaro pubblico. Lo faremo anche noi cittadini. Non ci saranno altre occasioni e l'opinione pubblica diventa sempre più contraria all'uso di risorse nel settore dell'accoglienza dei richiedenti asilo.

Se anche questi soldi, e sono tanti, saranno spesi male, come è successo durante l'emergenza Nordafrica ( un miliardo e trecento milioni di euro dal febbraio 2011 al dicembre 2012), sarà davvero difficile arginare le proteste xenofobe e impedire una nuova guerra tra poveri.


GRADUATORIA_ex_art._9x_co._1_lett._ax_Minori.pdf

 GRADUATORIA_ex_art._9x_co._1_lett._bx_DM_DS.pdf

GRADUATORIA_ex_art._9x_co._1_lett._cx_Richiedenti_protezione

Intanto però nel centro di accoglienza a Castelnuovo di Porto vicino Roma, per poco, un addetto non rimane ucciso da una scarica elettrica dopo che la pioggia intensa di questi giorni ha allagato il suo ufficio. In che condizioni saranno le strutture che verranno destinate all'accoglienza dei profughi ?

roma.repubblica.it/cronaca






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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