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lunedì 27 gennaio 2014

Ancora proteste davanti al centro "polifunzionale" di Pian del Lago a Caltanissetta. I CARA non sono come i CIE... anche se spesso sono spazi di confinamento


Purtroppo si fa ancora confusione tra CIE, CARA e Centri di identificazione o di prima accoglienza. A Caltanissetta nella località Pian del Lago esistono tutti e tre, all'interno di una unica recinzione, il CIE è uno dei primi aperto in Italia, da Napolitano ministro dell'interno nel 1998, in estate, subito dopo la firma degli accordi di riammissione con Tunisia, Algeria e Marocco, e ci fu subito un morto, colpito alle spalle. Già allora l'indagine fu subito archiviata.
Il Cara ed il Cda sono all'interno dello stesso recinto esterno, ma separati rispetto al CIE che si trova nella parte più interna, sono spesso stracolmi, da anni, ma nessuno ha mai fatto nulla per evitare questa congestione. Da anni esistono accampamenti di richiedenti asilo che sostano fuori dal centro "polifunzionale" ( nelle definizioni del ministero dell'interno), in attesa di essere ammessi all'interno e di potere formalizzare una richiesta di asilo. Molti sono afghani e pakistani.
Le proteste sono una routine che dura da anni, sorprende che ancora nessuno sia riuscito ad eliminare le cause, velocizzando le procedure, evitando di concentrare tante persone in una unica struttura, creando altre strutture di accoglienza capaci di dare risposte immediate al di fuori della prevalente logica emergenziale che caratterizza ancora oggi i centri aperti dai prefetti in base alla legge Puglia del 1995. Una legge e centri che hanno fatto il loro tempo, ma a Roma al ministero dell'interno non se ne sono ancora accorti. Una cosa era la Puglia nel 1995, un'altra cosa è la Sicilia nel 2014. Non ci vuole molto per cogliere le differenze e la necessità di un sistema di accoglienza decentrato che superi i grandi campi "di concentramento" come Caltanissetta e Mineo.
E non ci vorrebbe molto per cogliere la differenza tra un CIE ( centro di identificazione ed espulsione) ed un Cara ( Centro di accoglienza per richiedenti asilo). Dai Cie si vuole soltanto uscire, prima possibile, a qualunque costo, nei Cara molti vogliono entrare per avere riconosciuto il diritto all'assistenza durante le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria. Come chiederebbe anche l'Unione Europe.

ilfattonisseno.it

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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