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venerdì 31 gennaio 2014

Arrestato e trasferito in carcere un immigrato pakistano, accolto in un centro di accoglienza a Comiso (Ragusa), che avrebbe minacciato e sequestrato i dirigenti della struttura


 Un immigrato pakistano avrebbe minacciato e sequestrato i dirigenti del centro di accoglienza nel quale era accolto da oltre sei mesi. Una storia da approfondire, magari con un interprete indipendente e con la presenza degli operatori del progetto Praesidium che dovrebbe seguire le sorti dei richiedenti asilo nei centri di accoglienza siciliani.
COMISO (RAGUSA) - Un pakistano di 31 anni, Muhammad Awais, ospite di un centro di accoglienza per immigrati, è stato arrestato per sequestro di persona a scopo di estorsione e minacce. Chiedeva soldi ai dirigenti del centro per andar via e non gli bastavano i 550 euro che gli spettavano - See more at: http://www.lasicilia.it/index.php?id=112234#sthash.24MDg6H5.dpuf
COMISO (RAGUSA) - Un pakistano di 31 anni, Muhammad Awais, ospite di un centro di accoglienza per immigrati, è stato arrestato per sequestro di persona a scopo di estorsione e minacce. Chiedeva soldi ai dirigenti del centro per andar via e non gli bastavano i 550 euro che gli spettavano.
- See more at: http://www.lasicilia.it/index.php?id=112234#sthash.24MDg6H5.dpuf
COMISO (RAGUSA) - Un pakistano di 31 anni, Muhammad Awais, ospite di un centro di accoglienza per immigrati, è stato arrestato per sequestro di persona a scopo di estorsione e minacce. Chiedeva soldi ai dirigenti del centro per andar via e non gli bastavano i 550 euro che gli spettavano.
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http://www.lasicilia.it/index.php?id=112234

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro