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domenica 26 gennaio 2014

Confermata la caccia agli scafisti durante le operazioni di salvataggio. Come si opera a bordo delle navi della missione Mare Nostrum


Trova conferma in questa agenzia di alcuni giorni fa la notizia che la individuazione degli scafisti viene effettuata già a bordo delle navi militari nel corso delle operazioni di salvataggio, e questo spiega perchè i naufraghi, recuperati  a sud di Lampedusa, prima di essere condotti nel porto di Augusta ( Siracusa), vengano trattenuti a bordo delle navi militari per due giorni, in media, dal momento del salvataggio,subendo anche trasbordi da una nave all'altra, per essere sottoposti ad interrogatori informali oltre che a schedature e selezioni informali, al di fuori di tutte le procedure di legge. Forse si cominciano ad intravedere le ragioni perchè alcuni vengono condotti in centri di accoglienza, ed altri, senza nessuna apparente motivazione, ricevono un provvedimento di respingimento da parte del questore di Siracusa e possono anche finire in un CIE. Come quello di Milo a Trapani, come è successo a 50 gambiani giunti il 4 gennaio scorso ad Augusta (Siracusa) e subito destinatari di un provvedimento di respingimento "differito" adottato dal questore di Siracusa. Due pesi e due misure, forse, dico forse, a seconda del livello di collaborazione, o dell'accondiscendenza al rilascio delle impronte digitali. Tutte le procedure rimangono comunque segrete e stabilite in base ai poteri discrezionali delle autorità militari e di polizia. Sono casi nei quali si verifica la sospensione dello stato di diritto.

.http://siracusa.blogsicilia.it/individuato-scafista-fra-i-migranti-diretti-al-porto-di-augusta/232391/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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