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lunedì 13 gennaio 2014

Dopo i maltrattamenti in Libia segregazione in condizioni disumane nei centri siciliani e alla fine in stato di abbandono a Roma


"ROMA - Lampedusa è al civico tre di via Curtatone, Roma centro, insieme con un pezzo d'Africa subsahariana. Nella vecchia sede dell'Ispra, Istituto per la protezione ambientale, più di 450 eritrei, profughi e rifugiati politici per lo più, sopravvivono, con una cinquantina di bambini"..."Sono i sopravvissuti alle traversate del Mediterraneo. Gli scampati ai pericoli delle marce nel deserto, ai maltrattamenti nei centri libici di detenzione, ai soprusi degli scafisti, hanno fatto i conti con l'accoglienza italiana, "segregati per mesi in condizioni inumane", racconta uno di loro....Si sapeva dell'insediamento di 500 eritrei ed etiopi al Collatino, in un palazzo abbandonato dal ministero del Tesoro. Si era detto, visto e scritto, dopo le sanzioni dell'Europa all'Italia, dei mille tra eritrei, etiopi, somali e sudanesi che alla Romanina, in uno stabile malmesso e pericolante dell'Enasarco, vivono da anni tra infiltrazioni d'acqua e mura cadenti. E si conosceva la baraccopoli tirata su da un centinaio di eritrei ed etiopi a Ponte Mammolo"..."Ma ora spunta, nel cuore di Roma, un altro ghetto per migranti".

tratto da

La Repubblica

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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