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venerdì 31 gennaio 2014

In porto a Catania la "nave madre", tra i "presunti scafisti" egiziani anche cinque minorenni, uno di tredici anni.

"Centosettantacinque migranti sono arrivati ieri ad Augusta, a bordo di un barcone trainato dalla fregata della Marina militare Aliseo. «La nave è stata intercettata a 300 miglia da Capo Passero, e subito gli scafisti sono stati fermati dai fucilieri del battaglione San Marco».

Ma gli scafisti fermati erano a bordo del barcone con gli immigrati o sulla cosiddetta "nave madre" ?

300 miglia da Capo Passero mi sembra una notizia un poco fantasiosa. Basta tirare due linee sulla carta nautica e vedere quanto sono 300 miglia da Capo Passero, più o meno in Libia, al limite delle acque territoriali di quel paese...

Poi vorremmo capire se agli interrogatori sulle navi militari ormeggiate in porto, condotte dalla procura della repubblica, siano stati presenti difensori d'ufficio. Sono stati interrogati come indagati o come persone "informate dei fatti" ? Sono stati coinvolti i giudici del Tribunale dei minori ?

Vedremo al processo, di certo è la prima volta che vedo una "nave madre" piena di reti e cassette di pesce... Chissà dove avranno messo i migranti ? Le autorità inquirenti disporranno di certo del video dell'operazione di trasbordo dalla nave madre alla barca più piccola sulla quale sono stati trovati i profughi. Oppure no?

In ogni caso spetta a tutti gli egiziani, come a tutti gli imputati, il diritto di difesa, il diritto ad un'interprete, il diritto ad un giusto processo ed il diritto di non essere espulsi se questa espulsione può comportare trattamenti inumani o degradanti. senza dimenticare la presunzione di innocenza prevista anche dalla nostra Costituzione.  Questo è lo stato di diritto, se esiste ancora. Oppure vorrà dire soltanto che, in questi casi, vale la presunzione di colpevolezza, come, forse, qualcuno pensa davvero. E' facile dire scafisti, è facile sbattere i mostri in prima pagina.

Qui le notizie... di stampa
ctzen.it

Il precedente dello scorso anno, a settembre,  l'unico fermo di un'altra nave madre... dovevano bloccare il traffifo, vennero dopo le stragi di ottobre
qn.quotidiano.net

Ricordo bene che lo scorso agosto nel carcere “Malaspina” di Caltanissetta un detenuto egiziano di 24 anni s’è impiccato nella sua cella utilizzando i lacci delle sue scarpe. Era transitato dal CPSA di Pozzallo e dal CIE di Caltanissetta Pian del Lago, subendo diversi interrogatori informali.
Mohuamed Ahmed Mokhar era in cella perché sospettato di essere uno dei scafisti che l'8 agosto 2013, avrebbero fatto arrivare, sulla costa di Pozzallo, un’imbarcazione con 110 migranti a bordo.

Delle indagini sul suo caso, e del suo compagno di cella, si sono perse le tracce. E' morto due volte. Anche di indifferenza.

gds.it/gds/edizioni-locali/caltanissetta

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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