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martedì 28 gennaio 2014

Ispezione di MEDU nel CIE di Milo a Trapani. Ancora trattamenti disumani o degradanti.

Non sono solo le strutture inadeguate, ci sono davvero trattamenti disumani o degradanti. E non dipende certo dagli operatori ( che non ci sono) o dai militari dell'esercito che si prestano a tutte le incombenze, con la mediazione di qualche "ospite" trattenuto da più lungo tempo.
Confermate le denunce sulle condizioni di inadeguata assistenza e sui trattenimenti in assenza dei requisiti di legge. E non è solo colpa dell'ente gestore. Se il trattenimento dura undici mesi lo decidono le autorità di polizia. E chi dovrebbe svolgere attività di monitoraggio nei centri è sparito. Stanno assumendo nuovo personale, ma nel 2013 il progetto Praesidium in Sicilia ( OIM, UNHCR, Save The Children, Croce Rossa), che doveva fare monitoraggio anche nei CIE, non è semplicemente esistito. Vedremo adesso che tipo di lavoro faranno e se condurranno il monitoraggio che è previsto in base alla convenzione che hanno stipulato, e che in questi giorni verrà probabilmente prorogata, con il ministero dell'interno.

http://www.mediciperidirittiumani.org/centri-di-identificazione-ed-espulsione-da-trapani-milo-ponte-galeria-chiudere-delle-strutture-gravemente-inadeguate/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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