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giovedì 9 gennaio 2014

Mistero sulla situazione dei profughi ancora a Lampedusa in vista degli incidenti probatori

Come prevedibile, la massima incertezza circonda la situazione dei sedici profughi eritrei e siriani trattenuti a Lampedusa illegittimamente dal 3 e dall'11 ottobre 2013. Mentre alcune fonti di stampa ne danno certo il loro trasferimento a Palermo per lunedì prossimo, altre notizie, raccolte nell'ambito della campagna Lasciatecientrare, farebbero trapelare una situazione assai diversa, in quanto, tre sarebbero stati sentiti oggi ad Agrigento, e dunque potrebbero essere stati anche "liberati" , mentre nel CPSA di Lampedusa sarebbero rimasti 7 eritrei, tra cui ancora l'unica donna, e 6 cittadini siriani che avrebbero avuto oggi "udienza", proprio a Lampedusa, per l'incidente probatorio. Sembrerebbe che i prossimi incidenti probatori siano previsti per il 13 gennaio prossimo, ma non a Palermo, come riferito dalla stampa, bensì a Lampedusa, circostanze delle quali è lecito dubitare. Non si vede quali garanzie di difesa sia possibile accordare a persone che potrebbero comunque essere imputate per un reato connesso ( ingresso irregolare ex art. 10 bis T.U. 286 del 1998) e che dunque non potevano e non  possono essere sentite dai magistrati senza l'assistenza di un difensore. Non si ha notizia della presenza o della nomina di difensori durante gli incidenti probatori. La situazione di queste persone scampate alle stragi di ottobre continua ad essere ammantata da un fitto mistero. E gli atti compiuti dall'autorità giudiziaria in circostanze così poco chiare potrebbero risultare inutilizzabili in un futuro processo penale.

http://agrigento.blogsicilia.it/naufragio-di-lampedusa-superstiti-testimoni-nellincidente-probatorio/231075/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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