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giovedì 30 gennaio 2014

Sbarcati ad Augusta, subito trasferiti nel mega Cara di Mineo. Anche questa è militarizzazione delle frontiere.


Quando la militarizzazione dei controlli di frontiera non produce sicurezza, per nessuno, nè per i migranti, nè per i cittadini.

Mentre la situazione nel centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo è ormai fuori controllo, ed il centro si avvia verso la chiusura, dopo la chiusura del CPSA di Lampedusa, i prefetti decidono di trasferire immediatamente i profughi appena arrivati nel mega-Cara di Mineo, una struttura enorme, di fatto un paese con 4000 abitanti circa, con un tasso di illegalità altissimo, dentro e fuori, nel quale pochi mesi fa un giovane ragazzo eritreo non ha avuto altra scelta che impiccarsi. Naturalmente tutti alla caccia degli scafisti o dei trafficanti, che fanno titolo sulle pagine dei giornali, nessuna notizia dell'indagine della magistratura che era stata aperta su questo suicidio.

http://ctzen.it/2014/01/30/175-migranti-salvati-sequestrata-nave-madre-sbarco-ad-augusta-e-trasferimento-a-mineo/

 http://www.huffingtonpost.it/giuliana-buzzone/quel-giovane-eritreo-suicida-nel-cara-di-mineo-finito-nello-stato-dellabbandono_b_4450113.html

http://giacomosalerno.com/2013/12/24/la-verogogna-al-cara-di-mineo-costrette-a-prostituirsi-per-cinque-euro-alessandra-ziniti/


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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