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sabato 25 gennaio 2014

Sbarcati ad Augusta, e subito destinatari di un provvedimento di respingimento del questore di Siracusa. Quindi abbandonati sulla strada... o trasferiti in un CIE. Perchè ?

Continuano a Siracusa le prassi illegittime. Una parte dei naufraghi appena condotti a terra dopo essere stati trasbordati da una nave militare all'altra, trovano già pronto il provvedimento di respingimento del questore, sembra in base all'art. 10 comma 4 del Testo Unico sull'immigrazione. Una misura assolutamente discrezionale adottata dalle autorità di polizia, che viene basata su una norma che, applicata in questo modo, contraddice il diritto di chiedere asilo prima di ricevere un provvedimento di allontanamento forzato, con l'intimazione a lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Un escamotage per non offrire alcuna forma di accoglienza e assistenza dopo lo sbarco, infatti stanno provvedendo attualmente i volontari, ed un invito a lasciare l'Italia al più presto, praticamente rigettati in una condizione di clandestinità per effetto delle prassi seguite dalle autorità di polizia. Ad altri migranti sbarcati nei giorni scorsi e destinatari di un simile provvedimento di respingimento differito adottato dal questore è andata ancora peggio e si trovano ancora rinchiusi nel Centro di identificazione ed espulsione di Milo a Trapani. Non si sa, ma lo sapremo presto, se una parte dei migranti sbarcati oggi dalle navi della missione militare Mare Nostrum sarà adesso portata nello stesso CIE di Milo, che peraltro dovrà chiudere tra quindici giorni, come recentemente confermato anche dalla prefettura.
Le organizzazioni della rete Praesidium ( UNHCR, Save The Children, OIM e Croce Rossa) dovrebbero denunciare la illegittimità di queste prassi e rescindere la convenzione con il Ministero dell'interno perchè sono chiamate a dare copertura a pratiche assolutamente discrezionali prive di fondamento legale ed in contrasto con le direttive europee in materia di rimpatri e di protezione internazionale. Non si comprende, in queste circostanze, come potrà procedere la individuazione dei soggetti vulnerabili e delle vittime di tortura o di tratta. o quali certezze si potranno avere sulla età dei minori non accompagnati. Seguiranno altre informazioni. Speriamo di potervele fornire.
Come spesso avviene le pratiche più arbitrarie e discriminatorie vengono messe in atto tra il sabato e la domenica. Non si comprende davvero, ed in base a quale scelta, si distingua tra migranti che vanno inseriti da subito nel sistema di accoglienza, sia pure nelle condizioni nelle quali si trova il sistema basato sulla legge Puglia del 1995, e dunque gestito dalle prefetture,ed altri che sono invece destinatari di un provvedimento di respingimento da parte del questore.
Cosa succede veramente a bordo delle navi della missione Mare Nostrum, sulle quali sono imbarcati funzionari del ministero dell'interno, che iniziano le attività di identificazione già prima della conclusione degli interventi di salvataggio ?
Nel 2011 hanno utilizzato le navi civili come navi prigione, quest'anno, a partire dalla strage del 3 ottobre, i tempi di permanenza dei migranti a bordo delle navi militari non corrispondono alle esigenze di salvataggio, come dovrebbe essere, ma rispondono alle esigenze di identificazione, selezione, schedatura e talora di respingimento "differito", da parte della polizia. Un respingimento che magari non viene eseguito con l'accompagnamento nel paese di transito o di provenienza, ma che pregiudica gravemente il futuro delle persone che lo subiscono, spesso senza neppure comprendere di cosa si tratta.
Senza nessuna possibilità di informazione indipendente e di difesa legale effettiva. Le navi militari trasformate in commissariati di polizia ed in camere di sicurezza. Questo è diventata la missione militare-umanitaria Mare Nostrum. La missione va riconvertità immediatamente alla funzione SAR (ricerca e soccorso) come era stato dichiarato all'inizio dal governo, e come è peraltro imposto dal diritto internazionale del mare.
 E va abrogato al più presto l'art.10 comma 2 e 4  del TU 286 del 1998, che consente alle autorità di polizia una totale discrezionalità nel decidere la sorte ed il tipo di provvedimenti amministrativi da applicare ai naufraghi dopo il soccorso e lo sbarco a terra. Dal momento che questo parlamento non sembra in grado di abrogare neppure il tanto sbandierato articolo 10 bis ( reato di immigrazione clandestina), che dunque potrebbe essere ancora contestato a tutti i naufraghi maggiorenni dopo lo sbarco, va intensificata l'azione di contrasto sul terreno legale, fino a sollevare questioni di legittimità costituzionale delle norme applicate con un tasso così elevato di discrezionalità e senza un effettivo controllo giurisdizionale. Tutti sono invitati a fare circolare al massimo informazioni sulla sorte di queste persone. Prima che anche loro siano costrette a scomparire nel nulla.

giornaledisiracusa.it

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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