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mercoledì 19 febbraio 2014

Accoglienza allo sbando in Sicilia. Dopo lo barco ad Augusta minori non accompagnati in stato di abbandono e trasferimenti inutili verso Il CARA di Mineo


 Davvero al peggio non c'è fine, i minori non accompagnati tenuti in strutture sportive nella provincia di Siracusa dovrebbero ricevere per legge una accoglienza ben diversa. Ed invece sono tenuti in una situazione di sospensione dei diritti e della dignità. Una vergogna nazionale. Vedremo adesso chi dovrà occuparsene. Di certo l'accoglienza affidata alle prefetture sta producendo ovunque disastri, al di là ella buona volontà di qualcuno. La legge Puglia del 1995, che consente alle Prefetture l'apertura di strutture improvvisate, non deve più essere applicata perchè è una legge creata per una situazione di emergenza che esisteva quasi vent'anni fa, ed oggi riproduce emergenza e stato di abbandono. Occorre trasferire al più presto i migranti, attualmente accolti nei CARA, nei centri gestiti dai comuni nel sistema SPRAR, in modo da creare spazio,  per quelli che dopo subito dopo lo sbarcodalle navi della missione Mare Nostrum, vengono alloggiati, impropriamente, nelle tendopoli e nei palasport, e lì rimangono per settimane, in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, privi di informazione e consulenza legale, soggetti alla disrezionalità e spesso all'arbitrio delle foze di polizia. Una situazione che determina proteste sempre più frequenti e che nel tempo potrebbe degenerare ancora, se si continua a non intervenire- come la legge prescrive-  o a delegare tutti gli interventi alle autorità di prefettura ed agli enti( spesso improvvisati) senza nessuna competenza in materia di immigrazione, che queste convenzionano.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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