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venerdì 14 febbraio 2014

Da Lampedusa a Ponte Galeria, destinazione rimpatrio. In esecuzione accordi bilaterali di riammissione che violano principi costituzionali e norme europee.


Gli avvocati dovrebbero presentare ancora denunce e magari convocare una conferenza stampa. Si potrebbe anche pensare a ricorsi in via d'urgenza per ottenere una sospensione delle espulsioni. In tutta Italia sollevare a valanga eccezioni di costituzionalità su tutte le misure di convalida del trattenimento nei CIE. Non mancherebbe neppure la possibilità di un ricorso al Garante dei diritti fondamentali dell'Unione Europea o una denuncia dell'Italia alla Commissione Europea per la mancata o scorretta attuazione della Direttiva sui rimpatri 2008/115/CE. Se non riesce per quelli che saranno espulsi domani, per coloro che rimangono ancora rinchiusi nei CIE. E mantenere i contatti con i migranti che vengono rimpatriati è un dovere morale per chi si batte davvero per la chiusura dei CIE. Le prime vittime delle azioni repressive sono sempre i migranti, la solidarietà li deve seguire anche dopo il rimpatrio forzato. Un rimpatrio che sa di ritorsione per la protesta delle bocche cucite e come misura preventiva in vista della manifestazione di domani.

https://www.facebook.com/notes/fulvio-vassallo/perche-i-cie-sono-incostituzionali-secondo-il-giudice-di-pace-di-roma/10152251965341926

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro