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giovedì 20 febbraio 2014

Dalla cronaca locale conferma che i viaggi dalla Libia durano anche dieci giorni. A Pozzallo vittime degli scafisti denunciano un tunisino.


Una cronaca da Pozzallo davvero interessante, sembra quasi una "velina"... comunque interessante la conferma che durante l'operazione Mare Nostrum le traversate dalla Libia alla Sicilia durano anche più di una settimana, e va ancora bene perchè il mare, in questo inverno, rimane spesso calmo per giorni.
Confermati anche gli interrogatori di polizia all'interno del Centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo, un centro che sta per essere chiuso, con il trasferimento degli "ospiti" in altre strutture improvvisate, e con la consegna di provvedimenti di respingimento differito con intimazione a lasciare il territorio dello stato entro sette giorni, adottati dal Questore di Ragusa. Un ordine impossibile da eseguire, in assenza di mezzi economici e documenti, un metodo ormai sistematico per rendere "clandestini" alcune categorie di migranti predeterminate in base alla nazionalità, come i Nigeriani, anche se avrebbero lo stesso diritto degli altri a chiedere asilo, soprattutto considerando la situazione attuale nel loro paese, ed a ricevere accoglienza ed assistenza secondo gli standard imposti dalle direttive UE e dalla normativa interna. Non basta evidentemente sbattere sulle pagine dei giornali il solito scafista. Questo non rassicura nessuno. Preoccupa quello che emerge dai dettagli di cronaca, frammenti di effetti collaterali della guerra all'immigrazione "illegale", una guerra che travolge i diritti delle persone, che cancella la storia e la dignità delle vittime, e ne mette a rischio la vita. Più aumenta il contrasto, più si aumenta la durata delle traversate.

radiortm.it


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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