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lunedì 3 febbraio 2014

Detenzione illegale e respingimenti collettivi per gli egiziani giunti ad Augusta.


Gli egiziani  adulti, o ritenuti tali, giunti giovedì 30 gennaio ad Augusta, dopo una notte trascorsa in un locale chiuso dentro l'area portuale, sotto stretto controllo di polizia, sono stati riconosciuti dal console del loro paese, sulla base delle "procedure semplificate" previste dagli accordi di riammissione tra Italia ed Egitto, quelli stipulati da Maroni e mantenuti da Monti e da Letta.
Due voli charter verso Il Cairo, il giorno successivo, il 31 gennaio, e le forze di polizia hanno eseguito altri respingimenti collettivi, vietati dall'art.4 del quarto Protocollo allegato alla Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, oltre che dall'art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Documenti che dovrebbero avere valore vincolante per le forze di polizia, e per i vertici del ministero dell'interno che impartiscono gli ordini, ma evidentemente non è così.
Ed i minori non accompagnati di nazionalità egiziana, sembra circa 60, rimangono ancora rinchiusi in un palazzetto,ad Augusta,  probabilmente per essere identificati ed interrogati. Forse qualcuno sarà ancora riconosciuto come maggiorenne e rimpatriato. Anche se per i giudici italiani, quando si riesce ad arrivare davanti ad un giudice, gli egiziani diventano maggiorenni a 21 anni, in base alla legge del loro paese, perchè è quella che va applicata, anche nel superiore interesse del minore, come previsto dalla Convenzione ONU del 1989 sulla protezione dei minori.

I rimpatri collettivi in Egitto, eseguiti direttamente da Augusta, probabilmente tramite l'aeroporto di Catania, sono avvenuti in violazione di tutte le norme previste dal Codice frontiere Schengen del 2006, dalla Direttiva rimpatri 2008/115/CE e dal Decreto legislativo 25 del 2008 sulle procedure per il riconoscimento dello status di protezione internazionale.
 Come al solito la polizia comunicherà che nessuno dei respinti aveva fatto richiesta di asilo. Una vergogna. Come se nessuno volesse accorgersi di quello che sta succedendo in Egitto e della sorte che aspetta le persone che vengono rimpatriate in questo modo. Su questi respingimenti collettivi, in Italia, non fiata nessuno, neppure le orgaizzazioni del progetto Praesidium ( OIM ,UNHCR, Save The Children e Croce Rossa) che dovrebbero garantire assistenza in frontiera a tutti gli immigrati che vengono sbarcati dalle navi della missione militare Mare Nostrum, che così svela la sua vera funzione di contrasto dell'immigrazione, anche nei confronti di potenziali richiedenti asilo.
In questo modo il porto di Augusta, base della missione Mare Nostrum si conferma molto più "funzionale" di Lampedusa per i fautori dei respingimenti collettivi illegali. Collegamento rapido con l'aeroporto di Catania o di Comiso, stretta sorveglianza militare, nessun giornalista in giro. Quello che ci vuole per violare impunemente Convenzioni internazionali e Direttive dell'Unione Europea, oltre che le nostre leggi e la Costituzione italiana.
Il prossimo appuntamento, per i movimenti antirazzisti e per il ripristino della legalità costituzionale, dopo Lampedusa, dovrà essere Augusta, luogo di sbarco e di respingimento.

giornaledisiracusa.it

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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