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mercoledì 12 febbraio 2014

Foto della missione Mare Nostrum. Qui si fanno mediazione e "preidentificazione". Anche per due giorni senza potere chiedere asilo

Queste foto vanno davvero ricordate. A bordo della nave gemella della San Marco ancora tanta promiscuità e disinformazione. Ma tutti sono almeno salvi. Non certo dalla burocrazia italiana. Ad attendere egiziani e gambiani provvedimenti di respingimento, per i minori la spirale dello stato di abbandono, per i soggetti vulnerabili l'incubo degli abusi continua nei centri di prima accoglienza. Non basta avere messo i soldi nel sistema Sprar, occorre creare un vero sistema di prima accoglienza. La legge Puglia del 1995 è una normativa frutto dell'emergenza che produce altra emergenza. I Prefetti non sono in grado di gestire una emergenza di queste dimensioni. E non ci sono solo le esigenze di indagine delle procure.

/foto.ilsole24ore.com/

Le accuse dei migranti di avere subito furti a bordo delle navi sarebbero frutto di "strumentalizzazione". Al massimo, si afferma da parte dei vertici militari, i siriani avrebbero "dimenticato" le loro cose, inclusi migliaia di euro, sui barconi prima del trasbordo sulle navi militari. Ma i testimoni raccontano altre storie.
Questo uno sbarco ad Augusta nel novembre del 2013. Oggi va anche peggio. L'accoglienza a terra, soprattutto dei minori stranieri non accompagnati è davvero caotica.

http://www.youreporter.it/video_REPORT_-_Terzo_Sbarco_di_Migranti_al_Porto_di_Augusta

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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