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mercoledì 5 febbraio 2014

La Carta di Lampedusa - L'etica può farsi diritto. Non è un'utopia.


Da anni il dibattito pubblico sulle riforme, o sulle nuove politiche europee in materia di immigrazione ha occultato un progressivo inasprimento delle prassi amministrative che spesso ha preceduto le modifiche legislative, o che hanno resistito agli interventi di controllo della giurisprudenza, finendo poi per essere ribadite ancora una volta dal legislatore. Il processo innescato dalla Carta di Lampedusa, nella complessità e nelle articolazioni che sono fin qui emerse, non si può ridurre ad una sterile contrapposizione tra chi suggerisce un elenco di soluzioni tecniche, che potrebbero essere oggetto di interventi legislativi, e chi invece esprime un progetto che potrebbe sembrare a qualcuno “utopico”, tendente a rimettere in discussione la dimensione etica ed il modo stesso di considerare le migrazioni e di inserirle nelle politiche sociali, estere ed interne dei diversi paesi.
La libertà di circolazione ed il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i migranti, quale che sia la loro condizione di ingresso o di soggiorno non sono valori negoziabili, come troppo spesso si è fatto in passato, in nome della sicurezza e del controllo delle frontiere. Il superamento delle norme che comportano la criminalizzazione e la precarizzazione dei migranti, di tutti i migranti, quale che sia la loro provenienza e la loro condizione giuridica, non può ottenersi restando sul terreno della riforma della normativa vigente. La svolta ”politica” e “legislativa” davvero necessaria deve verificarsi semmai a livello europeo, perché non ci sono più i margini per una modifica della normativa nazionale, a causa delle scelte e delle normative (direttive e regolamenti) già adottate da parte dell’Unione Europea. Sul terreno delle prassi applicate e della difesa legale, come sul piano della comunicazione pubblica e della formazione di un movimento di opinione si deve partire dal livello locale per collegare poi i movimenti e le rivendicazioni sul piano nazionale ed internazionale. E’ questa la scelta di metodo “dal basso” che ha caratterizzato il percorso partecipato che ha portato all’elaborazione della Carta di Lampedusa, una scelta che ha messo in crisi quelle organizzazioni che sono caratterizzate da processi decisionali verticali e burocratici, basate sul meccanismo della delega e non della partecipazione diretta.

meltingpot.org

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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