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mercoledì 5 febbraio 2014

Mentre riprendono gli sbarchi, oltre seicento arrivi nelle ultime ore, scoppiano le contraddizioni a Mineo. Un CARA da chiudere.


Una partita giocata tutta sulla pelle di migranti e lavoratori. La campagna elettorale è vicina ed i soldi del CARA ( Centro per richiedenti asilo e rifugiati) di Mineo, oltre 150.000 euro al giorno, vanno in tante direzioni. Adesso si spacca il Consiglio comunale di Mineo sull'uscita del comune dal Consorzio che gestisce il centro. Ora che sta partendo il sistema di accoglienza decentrata gestito dai Comuni (Sprar) il CARA di Mineo si potrebbe veramente chiudere.
Secondo quanto riferisce la stampa, "L’opposizione chiede che il consiglio comunale discuta della possibilità di uscire dal Consorzio. «C’è poca trasparenza nelle assunzioni e, purtroppo si sa, chi controlla il lavoro, controlla anche i voti», denunciano. Ma la riunione convocata per discutere della proposta è stata interrotta dall’irruzione di un gruppo di dipendenti del Cara che temono di perdere il lavoro. Un tema che ha spaccato anche la Cgil locale".

ctzen.it

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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