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domenica 20 aprile 2014

800 migranti sbarcati a Pozzallo spalmati nel Cpsa e nelle altre strutture aperte dalla prefettura in provincia di Ragusa. 300 fuggono subito.


Ancora Pozzallo.Adesso i migranti vengono "spalmati" in tanti Cas, centri di acoglienza straordinaria, i vecchi Cpa ex legge Puglia del 1995, appena rinominati a colpo di circolari ministeriali, aperti dalla prefettura in tutta la provincia. Ma lo snodo strategico, forse uno degli "hub" che ha in mente il ministro Alfano rimane il vecchio capannone all' interno del recinto portuale.Dovrebbe essere solo un centro di prima accoglienza e soccorso. Massimo per 48-72 ore e invece li tengono li per settimane in condizioni indegne. E intanto proliferano le tendopoli. Unica alternativa la fuga.Trecento infatti sono già fuggiti dopo 24 ore... Alcuni sono stati bloccati dalla polizia stradale mentre camminavano a piedi nella corsia di emergenza dell'autostrada Catania Messina... vediamo adesso che fine gli faranno fare.
                      
 http://telenord.it/news-programmi/pasqua-di-sbarchi-in-arrivo-a-pozzallo-818-migranti-soccorsi-dalla-marina/ 

http://www.radiortm.it/2014/04/21/a-pasqua-sbarcati-a-pozzallo-circa-800-migranti/

http://ragusa.blogsicilia.it/immigrazione-fuga-di-massa-dalle-strutture-di-pozzallo/250322/ 

http://www.tempostretto.it/news/polizia-stradale-piedi-autostrada-bloccati-8-stranieri-a18.html 

http://ragusa.blogsicilia.it/troppi-migranti-a-pozzallo-allarme-per-il-turismo/250378/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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