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venerdì 18 aprile 2014

Appello per l'apertura di canali umanitari verso l'Europa. Il dovere dell'accoglienza, qui e subito.


Sono mesi ormai, in particolare dopo le stragi nel Canale di Sicilia del 3 e dell'11 ottobre che diverse associazioni ed organizzazioni non governative hanno lanciato appelli per l'apertura di canali umanitari per i richiedenti asilo in fuga verso l'Europa. Tutti i governi europei e le istituzioni dell'Unione Europea hanno respinto questi appelli, accolti in Italia dal Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi che in diverse occasioni lo ha ribadito. Con toni diversi lo stesso appello è stato ripreso dall'OIM ( Organizzazione internazionale delle migrazioni) e dall'ACNUR ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ma di fatto non si è ancora offerta nessuna possibilità ai potenziali richiedenti asilo, intrappolati in Egitto, in Libia, in Tunisia, in Algeria ed in Marocco, di raggiungere legalmente un paese europeo. Le condizioni di trattenimento in questi paesi sono sempre più tragiche, al punto che stanno aumentando le persone che subiscono danni fisici e psicologici permanenti. Le autorità di polizia non prestano alcuna tutela e si rendono anche direttamente responsabili di gravi abusi ai danni di coloro che vengono arrestati e tradotti in stazioni militari. Le milizie paramilitari vanno oltre le pratiche di corrusione conosciute ai tempi di Gheddafi ed hanno istaurato un sistema estortivo che funziona a distanza, con chiamate disperate in Europa dei migranti sottoposti ad ogni genere di torture.
In queste ultime settimane la situazione nei paesi di transito sta precipitando, in Egitto dove numerosi profughi, persino siriani, vengono arrestati e sono esposti al rischio di deportazioni, in Libia, dove i cristiani come gli Eritrei sono vittime di una persecuzione sistematica, in Tunisia ed in Marocco dove anche coloro che potrebbero ottenere il riconoscimento dello status di rifugiati vengono privati dei documenti, deportati o costretti ad abbandonare i paesi nei quali si trovano e gettati in pasto alle organizzazioni di trafficanti. Organizzazioni che lucrano sugli abusi che i migranti subiscono nei paesi di transito e sul proibizionismo delle migrazioni che caratterizza la politica e le prassi delle autorità amministrative e di polizia.
L'operazione Mare Nostrum lanciata dal governo italiano ha consentito il salvataggio di migliaia di vite, ma non ha modificato la situazione di vulnerabilità di coloro che sono ancora intrappolati nei paesi di transito, e non ha comportato forme di accoglienza rispettose della dignità umana e delle normative nazionali ed europee. Nessuno ha avuto il coraggio di rimettere in discussione il Regolamento Dublino III recentemente modificato, che continua a costringere nei paesi di primo ingresso persone che sono sicuramente riconoscibili come asilanti, per la provenienza e per le storie individuali, ma che vengono indotte a sottrarsi ai controlli per evitare un rilievo delle impronte digitali che può significare anche il confinamento per anni in centri di accoglienza per richiedenti asilo, come il mega Cara di Mineo (Catania), mentre coloro che proseguono verso altri paesi come l'Olanda e la Svezia trovano un accoglienza dignitosa e possono conseguire uno status legale nel giro di qualche mese. Una differenza che a livello europeo appare eclatante, una differenza che rende poco credibili, e dunque prive di risposte, le richieste rivolte dal governo italiano alle istituzioni europee.
Le stesse istituzioni europee, alla vigilia di una scadenza elettorale che potrebbe segnare un grave smottamento del Parlamento Europeo verso posizioni di chiusura nei confronti dei migranti, non riescono ad elaborare politiche capaci di affrontare gli assetti politici e militari che producono una crescita esponenziale di richiedenti asilo, e poi non sono neppure capaci di condividere gli oneri della loro accoglienza in Europa. Queste istituzioni europee e questi governi che temono l'immigrazione come una materia sulla quale si può solo perdere consenso elettorale, sono rimaste finora sorde alla richiesta di aprire canali umanitari di ingresso legale verso l'Europa. Una richiesta che si potrebbe praticare a partire dai gruppi più esposti come i Siriani e gli Eritrei, con il riconoscimento dello status di rifugiati nei paesi di transito e con la concessione di visti di ingresso per protezione temporanea, salvo sempre l'espletamento delle successive procedure di asilo per quanti ne facciano richiesta una volta entrati in Europa. Non basta che le persone non muoiano più in mare se vengono vessate, abusate, uccise, nei tanti centri di detenzione nei quali si ritrovano rinchiusi nei paesi di transito.  Non si può accettare che muoiano, o che i loro corpi siano violati, lontano dagli occhi dei cittadini europei.
Occorre chiedere dunque con determinazione ancora maggiore, a livello europeo ed a livello nazionale, l'apertura di canali umanitari per consentire l'ingresso in Europa a coloro che in questo periodo stanno subendo abusi di ogni genere nei paesi di transito. Le soluzioni tecniche e le opzioni politiche sono praticabili, e dovrebbero caratterizzare l'iniziativa politica di tutte quelle forze che vogliono difendere davvero i diritti ed i corpi dei migranti e delle loro famiglie. Intanto, oltre che rinnovare questa richiesta le associazioni e le organizzazioni umanitarie dovranno compiere il massimo sforzo di solidarietà per ampliare e rendere più efficaci le reti di protezione ed i canali di comunicazione tra le due sponde del Mediterraneo. In questa direzione si è orientata la Carta di Lampedusa e in questa direzione occorre procedere con determinazione ancora maggiore oggi.

http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-fino-all.html#.U1FhYVcYFB4

http://osservatorioiraq.it/euromed/la-carta-di-lampedusa-l%E2%80%99etica-pu%C3%B2-farsi-diritto-non-un%E2%80%99utopia

http://www.iljournal.it/2013/presidi-corridoi-e-visti-umanitari-le-ipotesi-per-salvare-i-migranti/516910

http://www.terrelibere.org/4713-non-vogliamo-essere-buoni-cerchiamo-di-essere-intelligenti-nel-2013-nessuna-emergenza-sbarchi/

http://www.cir-onlus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1182:ecre-cir-e-100-ong-rilanciano-la-campagna-europa-agisci-ora-aiuta-i-rifugiati-siriani-presta-la-tua-voce-sottoscrivi-la-petizione-sui-social-media-e-sul-nuovo-sito-in-italiano&catid=13&Itemid=143&lang=it

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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