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domenica 27 aprile 2014

Fuga con arresto dalla tendopoli del PalaNebiolo di Messina per otto eritrei. Adesso gli "ospiti" sono stati ripresi e denunciati.


Una fuga tra tante. Una fuga finita male, pochi giorni fa, dalla tendopoli allestita a ridosso del Palanebiolo a Messina, un palazzetto dello sport ed un campetto sportivo impropriamente usati da mesi come centro di smistamento dei migranti sbarcati a Pozzallo e ad Augusta, e qualche volta anche a Messina. Una fuga finita davvero male con tre denunce per resistenza e lesioni  apublico ufficiale, quando la polizia ha tentato con la forza di prendere le impronte digitali. Li avranno pestati bene ma di questo di solito non rimane nessuna traccia, salvo qualche denuncia cautelativa. E le immagini del video fanno vedere chiaramente come la polizia tratta i migranti durante le procedure di identificazione.
Per i migranti l'applicazione rigida del Regolamento Dublino costituisce una condanna a vita a restare in Italia, per gli effetti perversi delle norme comunitarie che sigillano nel primo paese di ingresso i profughi che potrebbero ottenere ovunque il riconoscimento del loro diritto di asilo, ma che, se rimangono nel nostro bel paese, vengono sistematicamente abbandonati in strutture prive di qualsiasi servizio, senza alcuna possibilità di integrazione che non sia lo sfruttamento nelle campagne o la prostituzione forzata. Per non parlare dei tempi di attesa, un anno e mezzo in Italia, tre mesi in Olanda.  E in caso di ricorso, contro il diniego della commissione teritoriale, i giudici di Catania fissano la prima udienza dopo un anno. Un limbo intollerabile per chi si è lasciato alle spalle violenze ed abusi di ogni genere, che potrebbero ancora ricadere sui parenti lasciati indietro.
Alcuni migranti sbarcati dalle navi di mare Nostrum, una volta entrati in Italia, dopo tre mesi, non hanno ancora potuto formalizzare la loro domanda, un obbligo di formalizzazione della volontà comunque espressa di chiedere asilo, che la polizia dovrebbe assolvere in pochi giorni. Quasi ovunque mancano mediatori linguistico.culturali, anche quando sono previsti dalle convenzioni stipulate dalle prefetture. Ma su questo non vigila nessuno, basta arrestare e denunciare chi fugge.


http://www.24live.it/70181-messina-bloccati-in-autostrada-8-migranti-eritrei-in-fuga-dal-palanebiolo

http://www.tempostretto.it/news/migranti-fuga-a18-piedi-aggrediscono-agenti-durante-identificazione.htm

http://www.youtube.com/watch?v=zTRKxtjdj8s




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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