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sabato 26 aprile 2014

Riprendono gli sbarchi in Puglia. Piccole barche da pesca arrivano. I Siriani alla ricerca di nuove rotte.


Mentre la polizia di frontiera di Bari, Ancona e Venezia continua a respingere illegalmente in Grecia, riprendono gli arrivi di pakistani ed afghani in Puglia. Tra loro anche Siriani. Ancora poche decine alla volta, piccole barche, le più pericolose. Tutte persone che hanno diritto ad entrare in Europa per presentare una richiesta di asilo, ma che le leggi e le prassi di polizia costringono a rischiare la vita su fragili battelli da pesca acquistati dai pescatori greci. Spesso manca pure lo scafista. Oppure lo si inventa per l'occasione, scegliendo tra quelli che sono stati seduti vicino al timone. Sono tutti scafisti...di se stessi. Ed intanto in Grecia continua la persecuzione dei migranti in transito, stritolati tra i fascisti di alba dorata ed i simpatizzanti della destra razzista nella polizia.
Malgrado tutto però sembra che un numero crescente di siriani decida comunque di passare dalla Grecia, porta dell'Europa, perchè ormai le rotte verso l'Egitto e la Libia sono diventate troppo pericolose per il comportamento della polizia in Egitto e per la disgregazione territoriale in Libia.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/04/26/news/sbarchi-84494717/
                                                                 
http://www.trnews.it/2014/04/26/barca-da-pesca-a-largo-di-novaglie-sbarcano-27-immigrati/12383236/
                                                    

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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