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giovedì 17 aprile 2014

Siracusa. I media scoprono finalmente come il sistema di prima accoglienza sia al collasso.


Piuttosto che interventi immediati dopo il servizio delle Iene sull'accoglienza al collasso a Siracusa, partono solo polemiche e frettolose difese d'ufficio.  Il disastro sanitario è senza precedenti, ed è confermato dalla morte del giovane migrante deceduto pochi giorni fa all'Umberto I a Siracusa. E quella struttura, a differenza di quelle per minori, non ricade nella competenza dei comuni ma è nella competenza della Prefettura, che dovrebbe controllare se gli enti gestori hanno apprestato i servizi di assistenza medica che la legge e le curcolari del ministero dell'interno prescrivono per questo tipo di strutture. Non si comprende ancora come mai dopo due segnalazione dell'OIM sulla situazione sanitaria critica del giovane nessuno abbia deciso il suo trasporto in ospedale, come si è fatto per altri casi simili, anche a Siracusa. Davvero difficile avanzare ipotesi, nulla trapela dall'indagine della magistratura, certo da mesi appare evidente che i controlli sanitari allo sbarco avvengono con molta sommarietà, si potrebbe dire "a vista", circostanza confermata dal numero di migranti che da Augusta arrivano nei centri di accoglienza straordinaria con gravi patologie, senza avere mai ricevuto un effettivo controllo medico.  Comunque non è solo questione di soldi, i soldi ci sarebbero, se arivassero da Roma, quello che manca del tutto sono professionalità ed organizzazione. Non si può affidare una questione così grave al volontarismo.

http://www.siracusaoggi.it/augusta-polemiche-dopo-il-servizio-de-le-iene-sui-migranti-minori/

http://www.siracusanews.it/node/47029






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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