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martedì 13 maggio 2014

Arriva la conferma. Le navi di Mare Nostrum sono state ritirate più a nord. I libici chiamati a recuperare i barconi in fuga nelle acque internazionali.Dubbi sulle prime ricostruzioni dei fatti.


Questa la conferma, ed altre ne verranno dai tracciati e dalle testimonianze dei profughi. Le navi militari di Mare Nostrum sono state ritirate più a nord, verso Lampedusa, al punto che in occasione dell'ultima tragedia i primi interventi sono stati operati da due navi mercantili.
Questa la dicharazione che conferma la cessione alla Libia della competenza in acque internazionale nello svolgimento degli interventi di ricerca e salvataggio (SAR). Esattamente in quelle stesse acque nelle quali in inverno le navi di Mare Nostrum hanno salvato migliaia di vite, senza che neppure un barcone si capovolgesse. In inverno questo avveniva anche con il mare in burrasca,ora le imbarcazioni colano a picco con il mare piatto come una tavola. La tesi del ministero dell'interno , che le imbarcazioni sarebbero sempre più fragili, non è sostenibile fino a quando non si dimostra.
Il ministero della difesa ed il ministero degli esteri devono fornire informazioni corrette al Parlamento italiano ed alla popolazione intera, oltre che ai parenti delle vittime. Perchè queste tragedie non si ripetano ancora, perchè questa vergogna, il ritiro delle navi di Mare nostrum, non macchi il lavoro esemplare di salvataggio che tanti uomini e donne della nostra marina e della guardia costiera. E che qualcuno ritorni a considerare Lampedusa come possibile base operativa delle missioni di salvataggio, con trasferimenti immediati, come nel 2008, senza trattenimenti arbitrari nel Centro di primo soccorso ed accoglienza.

Vediamo se provano a smentire questa dichiarazione...

 Il barcone sul quale viaggiavano, secondo la ricostruzione del comandante della nave Grecale, Stefano Frumento, «si è capovolto ed è affondato rapidamente». Con la stessa velocità con cui, sottolinea, sono intervenuti i primi soccorsi: due mercanti che erano in zona si sono immediatamente diretti sul punto del naufragio. Naufragio che, spiega il comandante Frumento, «è avvenuto in acque internazionali, in una zona dove era previsto l’intervento delle autorità libiche che però non c’è stato».

SE ATTENDONO L'INTERVENTO DELLE UNITA' LIBICHE IN ACQUE INTERNAZIONALI, I MORTI SI CONTERANNO A MIGLIAIA.

http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/cronache/immigrazione-scontro-tra-italia-e-ue-zFmTwlCR3098ACf5yEFxPL/pagina.html

http://www.bbc.com/news/world-africa-27363602

QUESTO BARCONE NON SI E' CERTO CAPOVOLTO CON I MIGRANTI A BORDO... NO, SI E' CAPOVOLTO DUE VOLTE...

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/05/13/foto/il_barcone_affondato_e_quello_gemello_arrivato_in_sicilia-86042678/1/#1


LE PRIME DICHIARAZIONI DEI NAUFRAGHI RACCOLTE DA VALERIO CATALDI E RIPORTATE ADESSO DAL TG 2 S M E N T I S C O N O QUANTO AFFERMATO DALLA MARINA E DALLA PROCURA DI CATANIA . I NAUFRAGHI SAREBBERO RIMASTI IN ACQUA OLTRE UN ORA PRIMA CHE ARRIVASSERO I PRIMI SOCCORSI. OCCORRE UNA INDAGINE PARLAMENTARE.




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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