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venerdì 2 maggio 2014

Arriva a Messina la nave dei bambini. Solidarietà e contestazioni isolate dagli antirazzisti.Oggi arrivi anche al porto di Palermo.


Arriva a Messina una nave carica di profughi siriani ed eritrei, con tante donne e moltissimi bambini. Chissà che fine avranno fatto i loro padri. La polizia tenta di impedire l'accesso ai profughi ad un assessore comunale che aveva criticato la disorganizzazione della prefettura. Da un auto partono inviti a "tornare a casa" all'indirizzo dei profughi. Una casa che non esiste più, nessuna pietà, neppure davanti ai bambini. Tanti episodi di solidarietà macchiati da un vile gesto di razzismo.
Adesso dove ospiteranno queste persone nella provincia siciliana che ha saputo rispondere alla domanda di accoglienza solo con tendopoli e palazzetti dello sport improvvisati a centri di prima accoglienza ? Il PalaNebiolo avrebbe dovuto essere chiuso da tempo ed è ancora stracolmo.
Ed oggi si replica a Palermo, è previsto l'arrivo di una nave con 400 persone a bordo, attorno alle 12. E' la prima volta che si verifica a Palermo lo sbarco di tante persone, la situazione in questa provincia è assai critica adesso, con centri di accoglienza che sono già pieni, senza un coordinamento condiviso con le associazioni, una gestione militarizzata della prima accoglienza che oggi potrebbe andare in tilt. Assai grave il rischio che il sistema dei centri SPRAR, gestiti dai comuni, possa essere snaturato sotto il peso dell'emergenza creata non tanto da questi arrivi ma dalla mancata predisposizione di servizi e strutture di prima accoglienza.

http://www.tempostretto.it/news/nave-bimbi-266-profughi-messina-65-bambini-sei-donne-incinta-contestazioni-razziste-durante-sbarco.html

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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