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giovedì 29 maggio 2014

Con la strage del 12 maggio, nei pressi delle piattaforme offshore di Bouri Field, è naufragata anche la verità. Adesso i funerali ufficiali.


Funerali comunicati con largo anticipo, la scorsa settimana, dopo le proteste per il ritardo, ma orario e luogo tenuti coperti fino all'ultimo. Autorita' e migranti ben selezionati. Nessun possibile elemento di disturbo da fuori. Solo il comunicato della rete antirazzista catanese. Ma dal video emergono tante contraddizioni ed il carattere ufficiale e selettivo della cerimonia.

Le testimonianze dei superstiti smentiscono le tesi della Procura. Perche' hanno trasferito subito in Sardegna la maggior parte dei testimoni, in particolare quelli che smentiscono le tesi della Procura?

Fuori da Catania non si e' saputo niente. Molti avrebbero voluto partecipare. Stanno nascondendo il naufragio del 12 maggio, avvenuto a vista delle piattaforme petrolifere offshore Eni di Bouri Fie...ld a 75 miglia dalle coste libiche. Un naufragio dalla dinamica ancora oscura anche perche' le testimonianze dei superstiti smentiscono la ricostruzione della Procura di Catania, a partire dal numero dei dispersi. Cosa e' successo veramente il 12 maggio nei pressi del campo petrolifero di Bouri Field? I fondali in quel luogo non sono profondi, circa cento metri, la posizione del barcone affondato e' certa e potrebbero essere chiamati a testimoniare gli equipaggi dei rimorchiatori che hanno prestato i primi soccorsi. Se solo si volesse indagare sino in fondo. In tutti i sensi.

  http://catania.blogsicilia.it/fratelli-senza-un-nome-catania-piange-con-i-migranti/257083/

 In riferimento ai funerali delle 17 vittime del naufragio del 12 maggio scorso (qui il video), avvenuto questa mattina, la Rete Antirazzista Catanese afferma:
“Il Comune di Catania, dopo 2 settimane e vari tentennamenti, ha deciso di seppellire le salme nel cimitero cittadino ; le 17 bare erano tutte senza identità, nonostante siano state riconosciute 3 persone decedute. Non riusciamo a capire l’urgenza di trasferire in Sardegna e Toscana, in meno di 24 ore, la maggioranza dei superstiti al naufragio, vanificando così non solo le identificazioni, ma l’accertamento delle responsabilità del naufragio. Le versioni sono alquanto discordanti sui tempi d’affondamento del barcone, sui tempi dei soccorsi e sulla quantità delle vittime. Da mesi l’operazione Mare Nostrum si è alquanto ritirata dal pattugliamento nei pressi delle acque territoriali libiche (il governo italiano, oltre ad istruire militari libici, che rapporti mantiene con le istituzioni libiche, dopo aver contribuito con i bombardamenti partiti da Trapani-Birgi e da Sigonella ad esportarvi la “democrazia”?)
Il sindaco Bianco ha fatto sfoggio di retorica parlando di “coscienza seppellita” e di “ridare dignità”, ma i rappresentanti istituzionali, a livello locale, regionale, nazionale con quale dignità parlano, quando dalla strage del 3 ottobre a Lampedusa nulla si è fatto per modificare vergognose legislazioni liberticide che tante tragedie e vittime innocenti hanno causato ed invece hanno ingrassato le mafie mediterranee.
Sono le politiche governative ed europee le principali responsabili: se si fosse riconosciuta la protezione umanitaria di 1 anno a tutti/e coloro che fuggono dalle guerre (come è avvenuto per gli irakeni ed afghani ), in poche settimane migliaia di richiedenti asilo avrebbero potuto ricongiungersi ai propri familiari in altri paesi europei. In base all’ottusa applicazione della convenzione di Dublino, i/le richiedenti asilo, una volta iniziata la procedura in Italia, devono attendere oltre un anno per vedere esaminata la propria richiesta e nel megaCara di Mineo a migliaia vengono parcheggiati a tempo indefinito.
L’anno scorso numerose associazioni antirazziste, dopo il naufragio del 10 agosto e la morte di 6 migranti nella Plaia di Catania, lanciarono la campagna nazionale per il diritto d’asilo europeo, per iniziare la procedura nel luogo dello sbarco e concluderla nel paese europeo prescelto; se il diritto d’asilo europeo ed i canali umanitari fossero stati riconosciuti, tante tragedie (fra cui proprio il naufragio del 12 maggio) sarebbero state evitate.
Facciamo appello alla società civile ed ai media a sottoscrivere l’appello per il diritto d’asilo europeo

http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-fino-all.html#.U4XLmyhn0is )

ed a sostenere le iniziative che le associazioni antirazziste siciliane, che hanno promosso la Carta di Lampedusa stanno costruendo.

http://www.lacartadilampedusa.org/doku.php?id=italiano 

Mai più naufragi- Diritto d’Asilo Europeo per non morire!”


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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