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lunedì 5 maggio 2014

Decine di morti nell'Egeo tra Grecia e Turchia. Frontiere assassine e qualcuno invoca respingimenti e blocco dei porti. l'UNHCR esprime costernazione.


Nello stesso giorno in cui Matteo Salvini rilancia la sua lugubre campagna ellettorale ad Augusta (Siracusa) ed a Catania, con la proposta di ritornare ai respingimenti collettivi in mare ed ai blocchi dei porti, incassando la solidarietà dei forconi siciliani e di qualche sparuto gruppo di simpatizzanti della Lega, in Grecia la ennesima conferma di quanto possano uccidere i muri e l'intensificazione delle politiche di sbarramento, che in Egeo e nell'Evros hanno visto protagonista l'agenzia FRONTEX che tutti invocano per il Canale di Sicilia. Decine di morti in mare, siriani ed afghani, come quelli che incontriamo sulle nostre strade,donne e bambini, Chi osa chiamarli clandestini si faccia avanti. Gli stati europei accettano anche queste conseguenze?
Ecco il comunicato UNHCR, nessun paese ascolterà, sono almeno cique anni che la Grecia ignora sistematicamente gli appelli dell'UNHCR, le norme di diritto internazionale del mare e le direttive ed i regolamenti dell'Unione Europea, senza nessuna sanzione nei suoi confronti. I comunicati e la costernazione non bastano. Occorre punire i governi e le autorità responsabili di queste tragedie.

http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20140505.OBS6118/grece-au-moins-18-morts-dans-un-naufrage-de-migrants.html

 
GRECIA, SAMOS: COSTERNAZIONE DELL’UNHCR PER L'ENNESIMA TRAGEDIA NEL MAR EGEO

L'UNHCR esprime profondo dolore per l'ennesima tragedia in mare avvenuta nelle prime ore di oggi, quando almeno ventidue persone -12 donne, 6 uomini e 4 bambini- sono morte al largo dell'isola di Samos, in seguito al capovolgimento dell’imbarcazione su cui si viaggiavano. Trentasei persone sono state messe in salvo da un’operazione congiunta della Guardia Costiera greca e di Frontex. Stando alle prime informazioni, il gruppo era composto da somali, eritrei e siriani. Un team dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) si trova a Samos per assistere i superstiti.

Durante gli ultimi due giorni oltre 250 persone sono state salvate dalle autorità greche nel corso di tre operazioni di salvataggio in mare, tra le quali quella di Samos.

Ieri, 4 maggio, l’UNHCR ha visitato al Pireo 147 persone di nazionalità siriana ed egiziana, tra cui un gran numero di bambini non accompagnati che sono arrivati in seguito a un’operazione di ricerca e soccorso della Guardia Costiera greca, al largo di Creta. L’imbarcazione su cui viaggiavano era stata lasciata alla deriva per più di tre giorni nel Mediterraneo, tra la Grecia e Malta. L'UNHCR ha fornito informazioni, servizi di interpretariato e ha distribuito aiuti umanitari ai sopravvissuti.

Inoltre, 69 persone, principalmente siriani e afghani sono stati salvati ieri al largo dell’isola di Samotracia e sono stati trasferiti nella regione di Evros, dove sono stati accolti dal team dell'UNHCR in attesa del loro trasferimento nel Centro di Prima Accoglienza.

Considerato il crescente numero di morti, e i pericoli che rifugiati continuano ad affrontare per raggiungere la salvezza o per ricongiungersi con i loro familiari che vivono all'estero, l'UNHCR ribadisce il suo appello ai governi chiedendo di aumentare i canali alternativi di migrazione legale, in modo da evitare le pericolose rotte irregolari.     
                          
Per ulteriori informazioni:
Carlotta Sami - Cell +39 3356794746 begin_of_the_skype_highlighting +39 3356794746 GRATIS  end_of_the_skype_highlighting Fax +39 06 80212325
Ufficio stampa - 06 80212318/33 - 331 6355517
Twitter:
UNHCRItalia   CarlottaSami





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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