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giovedì 1 maggio 2014

Egitto.Scafisti in libertà, profughi siriani arrestati ed a rischio di deportazione.Occorre intervenire.


Sembra che una parte dei siriani detenuti nel commissariato di polizia di Al Rashid ad Alessandria d'Egitto, in particolare le famiglie con bambini, siano stati rimessi in libertà. Ad altri profughi, già trattenuti nello stesso commissariato, sta andando molto peggio e sono a rischio di subire ancora detenzione arbitraria e deportazioni violente verso paesi che potrebbero trasferirli in Siria, dove ad attenderli ci saranno i torturatori di Assad. Dopo i commissariati, adesso la polizia egiziana trasferisce in carcere una parte dei profughi siriani, in genere giovani , anche se con documenti di registrazione rilasciati dall'UNHCR. Un continuo alternarsi di speranza e disperazione, una vera tortura psicologica che continua per settimane. Si ha intanto notizia che persone identificate in Egitto come scafisti sono state rimesse in libertà. E qualcuno è anche potuto ritornare in Italia per un altro viaggio.


 Il 30 aprile scorso, diciotto fra i profughi siriani detenuti presso il commissariato di Al Rashid sono stati trasferiti in un’altra prigione, ed è stata comunicata loro la notizia del rimpatrio in Siria se non avessero accettato l’espulsione verso la Turchia o il Libano, pagandosi con i loro averi i biglietti per raggiungere questi paesi.
I diciotto profughi sono stati quindi privati dei loro cellulari, hanno perduto la possibilità di comunicare direttamente con l’esterno, e le poche notizie che filtrano si apprendono soltanto da vicini di cella. Nella giornata del primo maggio non si è più ricevuta nessuna notizia dall’Egitto.       
 I diciotto prigionieri siriani rischiano una espulsione verso il Libano, la Turchia o la Malesia, e se nessuno pagherà loro il biglietto per questi paesi, verranno riportati in Siria. Fra i siriani detenuti presso Al Rashid e poi trasferiti in carcere ci sono numerosi oppositori del regime di Assad, molti prigionieri sono registrati Unhcr, ma ciò non sembra essere sufficiente per garantire loro una qualsiasi tutela.
In particolare, fra le persone a rischio, A. K., un giovane siriano che dopo avere preso parte ad una manifestazione pacifica, è stato arrestato e torturato nelle carceri siriane dal regime di Assad. A. K. è fra le persone registrate dall’Unhcr che in questo momento rischia il rimpatrio in Siria dove potrebbe essere arrestato ed ancora torturato.
Per impedire queste deportazioni si è impegnata Amnesty International, anche con un documento diffuso negli scorsi giorni, ma dopo il trasferimento in carcere dei 18 profughi siriani non ci sono state altre prese di posizione. Come si è verificato, a partire dal mese di settembre del 2013, ad Alessandria d'Egitto e non solo,  è dunque concreto il rischio che queste persone possano essere respinte direttamente in Siria o in paesi dai quali potrebbero comunque essere rimpatriate, in violazione dell’art.33 della Convenzione di Ginevra di cui l’Egitto risulta firmatario. 
Con una lettera, i profughi siriani trattenuti nel commissariato di Al Rashid, ad Alessandria d’Egitto, avevano invocato il rispetto dei loro diritti umani e del divieto di refoulement( respingimento), ma nessuna autorità statale o internazionale si è impegnata concretamente in questa direzione.
Un appello promosso per aprire corridoi umanitari dall’Egitto e dalla Libia in modo da consentire ai profughi detenuti o arrestati dalle forze di polizia o da altre milizie, pur avendo raccolto oltre cento firme, è rimasto ancora senza esito. Rinnoviamo ancora una volta la richiesta che gli uffici locali dell’UNHCR e dell’OIM prestino la massima assistenza ai profughi e che gli stati europei diano la possibilità di ingresso ( anche con visti temporanei di transito e con operazioni di reinsediamento) a quanti subiscono, anche nei paesi di transito, violazioni tanto gravi dei propri diritti fondamentali.
Fulvio Vassallo Paleologo
L'Altro Diritto Sicilia


http://www.bbc.com/news/world-middle-east-24612768

http://www.unhcr.org/cgi-bin/texis/vtx/refdaily?pass=463ef21123&id=52d4dbe65

http://www.amnesty.org/en/news/egypt-halt-plans-deport-syrian-refugees-and-end-unlawful-detentions-2014-04-25

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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