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venerdì 16 maggio 2014

EUBAM Libia prende posizione sulle stragi davanti alle coste libiche. Ipocrisia europea e gioco delle parti.


Completata la prima fase di addestramento della guardia costiera libica da parte dei "mentors" europei di EUBAM Libia. Che ci siano nuove regole operative era un dubbio, questa potrebbe esssere la conferma. Se le conseguenze sono quelle di queste ultime settimane, con il ritiro più a nord delle navi di mare Nostrum, andiamo davvero verso un estate costellata di stragi.

I libici non riescono in modo evidente a garantire interventi di salvataggio efficaci nella zona SAR (ricerca e salvataggio) di loro competenza. Ogni volta che intervengono, raccolgono morti ed incarcerano i vivi. Questo EUBAM Libia non lo può negare. E l'Europa non lo può legittimare.

La missione dell'Unione Europea  EUBAM Libia adesso prende posizione sulle stragi davanti alle coste libiche. No comment davvero.

Divulgate, occorre, soprattutto in questi giorni, fare conoscere cosa significa Europa e chi ha le responsabilità di quanto succede. Ognuno può trarre le sue considerazioni, ma i fatti rimangono fatti e le menzogne rimangono menzogne. Ed ai morti in fondo al mare nessuno restituirà la vita. Forse si potrebbe evitare che la strage continui...

http://eeas.europa.eu/statements/docs/2014/140512_03_en.pdf

EU Border Assistance Mission (EUBAM) in Libya

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/pdf/factsheet_eubam_libya_en.pdf

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/pdf/20140413_eubam_libya_press_release_en.pdf

http://euobserver.com/justice/124136

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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