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mercoledì 14 maggio 2014

La Marina militare a caccia di chi ha ripreso il video sul mitragliamento di una imbarcazione di presunti scafisti. Nessuna indagine interna sulla necessità e proporzionalità della reazione armata.


Come prevedibile, piuttosto che accertare la regolarità del comportamento dei comandi della marina militare, che hanno dato l'ordine di sparare sull'imbarcazione a bordo della quale si ritenevano esserci solo i presunti scafisti, poi arrestati, si indaga sull'autore del video.
Vediamo se in questo caso" l'uso della forza era davvero proporzionato all'offesa".

ADESSO, SU QUESTA ENNESIMA STRAGE, NON DEVE FILTRARE NULLA. BASTA SBATTERE IN PRIMA PAGINA DUE PRESUNTI SCAFISTI. MA LE VERSIONI UFFICIALI CONTRASTANO TRA LORO E CON QUANTO E' REALMENTE AVVENUTO. COME RACCONTANO I NAUFRAGHI...

Adesso stanno nascondendo le circostanze del soccorso portato ai naufraghi salvati ieri. Le testimonianze dei profughi smentiscono già le versioni ufficiali. Ore ed ore in acqua per attendere i soccorsi. Le prime motovedette giunte sul luogo sarebbero state quelle partite da Lampedusa. Dove erano finite le navi di Mare Nostrum? Chi ha coordinato le operazioni di soccorso ? Erano in attività mezzi di Frontex ? A che distanza effettiva dalle coste libiche si è verificata la tragedia ? Ci sarà un'altra indagine interna? E soprattutto, ci sarà qualcuno che magari si sentirà in dovere di raccontare la verità?

Dal video risulta che le navi di Mare Nostrum, in passato stavano a 30 miglia dalle coste libiche.
Altre conferme che nelle ultime settimane le regole sono cambiate, gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

http://www.fanpage.it/spari-sul-barcone-dei-migranti-e-caccia-all-autore-del-video/

http://notizie.tiscali.it/socialnews/Comellini/12815/articoli/Mare-Nostrum-No-Mare-Mostrum-e-le-bugie-armate.html

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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