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lunedì 19 maggio 2014

Messina. No alle tendopoli si ai progetti SPRAR. Per una accoglienza diversa. Rispettare i capitolati di appalto.


Occorre anche individuare strutture dignitose di prima accoglienza e controllare che non ci siano sprechi ed abusi, compito che toccherebbe innanzitutto alla prefettura. La circolare del Ministero dell'interno del 20 marzo scorso, e lo Schema tipo di capitolato di appalto per centri per stranieri del 2008, chiariscono cosa occorre e quali servizi debbano essere offerti nei centri di prima accoglienza, oggi definiti CAS, centri di accoglienza straordinaria, nei CARA e nei centri Sprar. Talvolta manca anche il mediatore culturale-linguistico, per non parlare della consulenza legale e dell'attività di accmpagnamento in questura. Risultato, frustrazione, emarginazione ed allontanamenti. Intanto rallentano gli arrivi a causa del mare agitato,  eforse anche a causa del conflitto interno in Libia... Non aumentano i centri di accoglienza, ma il numero dei poliziotti, si preparano all'estate...

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/ragusa/dettaglio/articolo/gdsid/345604/

http://www.tempostretto.it/news/accoglienza-migranti-tendopoli-s-progetti-sprar-parte-petizione-v-quartiere.html

http://www.meltingpot.org/Circolare-Ministero-dell-Interno-n-9276-20-marzo-2014.html#.U3nlm0aKBsc

http://www.meltingpot.org/Circolare-del-Ministero-dell-Interno-n-14100-127-del-9.html#.U3nlvEaKBsc

http://www.meltingpot.org/Comunicazione-Servizio-Centrale-per-il-SPRAR-del-7-maggio.html#.U3nl4EaKBsc

http://www.prefettura.it/FILES/docs/1174/0145_capit_interno.pdf


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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