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giovedì 19 giugno 2014

A Malta continua la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo, anche delle famiglie con bambini, li chiamano illegali


Il governo maltese diffonde oggi i dati sulla percentuale di richieste di asilo accolte a Malta, statistiche truccate perchè non tengono conto delle persone trattate come immigrati "illegali" ai quali è precluso l'accesso alla procedura di asilo, in contrasto con le Direttive 2013/32/UE e 2013/33/UE.

La realtà è un'altra. Il diritto di asilo a Malta non è garantito. Malta non è un paese sicuro per richiedenti asilo ed ha ancora accordi di riammissione con la Libia.
Finora inutili gli appelli delle organizzazioni umanitarie. Anche tra i maltesi dilaga il razzismo contro i richiedenti asilo, senza nessuna pietà per chi fugge da guerre e dittature.

http://www.maltatoday.com.mt/news/

Il governo italiano, prima di concordare politiche di contrasto dell'immigrazione irregolare, politiche che colpiscono direttamente i potenziali richiedenti asilo, e prima di trasferire sui maltesi le competenze per gli interventi di salvataggio, dovrebbe tenerne sempre conto.

http://www.independent.com.mt/articles/2014-06-19/

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20140619/local/ngos-call-on-government-to-take-concrete-steps-to-stop-detention-of-children.524164

La propaganda governativa...

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20140619/local/malta-has-second-highest-percentage-of-positive-asylum-decisions-in-the-eu-last-year.524147

Già nel 2009 a Malta c'erano problemi... a denunciarli Laura Boldrini, Oggi dove non vanno i maltesi arriva Mare Nostrum, ma non sempre in tempo.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/08/boldrini-immigrati.shtml






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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