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sabato 21 giugno 2014

FRONTEX non è la soluzione ma il problema. Verso il Consiglio Europeo del 26-27 giugno ancora disinformazione e malafede.


Riprendono i salvataggi e gli sbarchi nel Canale di Sicilia. Oggi oltre 600 profughi sono stati fatti snarcare da una nave militare italiana a Reggio Calabria, dopo essere stati inzialmente destinati al porto di Catania.
Le navi di Mare Nostrum sembrano arroccate nelle acque territoriali italiane . Il ministro Alfano vorrebbe sospendere l'operazione Mare Nostrum e sostituirla con le unità fornite dall'Agenzia Europea Frontex. Da settimane questo il ritornello che gira sui principali giornali italiani e Malta ha deciso recentemente di dare man forte alle richieste italiane a livello europeo. Senza però accettare quegli emendamenti alle Convenzioni internazionali di diritto del mare che la obbligherebbero ad intervenire ed a salvare i migranti che rischiano di annegare nella vasta zona SAR ( ricerca e salvataggio) di sua competenza.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/06/21/nave-con-500-migranti-verso-reggio-c._308eee4d-4fa0-44e6-978e-03271e8c1c3f.html

http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/06/21/in-calabria-nave-marina-con-618-migranti_7bfcbcd1-3d15-4e58-91a3-c1ebde5b2958.html 

 Malgrado la situazione di anarchia caratterizzata da attentati continui e conflitti tribali si parte ancora dalla Libia. Ma sono i pescherecci adesso ad operare gli interventi di salvataggio prima che arrivino le navi di Mare Nostrum, posizionate piu' a nord.                                      

 http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/agrigento/dettaglio/articolo/gdsid/354380/     

Altri migranti sono stati sbarcati ad Augusta, tra questi il cadavere di un migrante annegato giorni fa. Potrebbe essere uno dei dispersi che ormai nessuno cerca piu'.              

 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-302-sbarcati-ad-Augusta-anche-un-morto-6eba8b2c-383e-4cc8-96e2-08065b72003c.html                                         

 Tanti parlano di Frontex in vista del Consiglio Europeo del 26 e 27 giugno a Bruxelles senza sapere nulla della situazione effettiva di questa Agenzia. Per chi vuole capire qualcosa in piu' i materiali non mancherebbero... Soprattutto per comprendere come non ci si possa fare affidamento per andare a salvare le persone in procinto di annegare. 

 http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/

La responsabilita' primaria per le operazioni Sar ( ricerca e salvataggio) rimane sugli Stati, in base alle Convenzioni internazionali di diritto del mare.Questo lo riconoscono anche i burocrati di Bruxelles e le teste d'uovo delle varie task force nominate dalla Commissione. Sarebbe bene che in Italia non si giocasse allo scaricabarile. Anche in questo campo non c'e' spazio per i soliti trucchi. Occorre mettersi in regola con il recepimento delle Direttive dell' Unione Europea, adempimento che la Camera dei Deputati ha eluso fino a pochi giorni con un voto scandaloso che nessuno ha evidenziato. Solo quando avra' adempiuto i suoi doveri internazionali, abbreviando anche i tempi delle procedure, il governo italiano potra' chiedere una revisione del Regolamento Dublino ed un congruo supporto per le missioni di salvataggio in acque internazionali, smilitarizzando Mare Nostrum ed affidando le operazioni SAR a guardia costiera e mezzi di salvataggio civili. Ma, soprattutto, occorre insistere a tutti i livelli per l'apertura di canali umanitari dai paesi di transito. 

Di fronte a quello che si può attendere in futuro i richiami al "rafforzamento" di Frontex sembrano essere sempre più elusivi del problema. Il vero problema anzi è il controllo delle frontiere marittime affidato a Frontex che non ha mai dimostrato di svolgere davvero funzioni di salvataggio. Sarebbe anche bene che qualche burocrate di Bruxelles la smettesse di dire che frontex ha condotto migliaia di operazioni SAR perchè per queste operazioni, almeno nel Mediterraneo centrale, sono stati impegnati esclusivamente mezi italiani, a partire dal 18 ottobre del 2013, con l'operazione Mare Nostrum. Alla quale si sono aggiunti occasionalmente un mezzo della Marina svlovena, nel dicembre del 2013 e qualche aereo ricognitore di altri paesi europei. L'unico compito che hanno avuto in questi mesi gli agenti Frontex è stato quello di condurre interrogatori al di fuori delle procedure sulle persone appena sbarcate dopo gli interventi di salvataggio. La chiamano attività di "analisi dei rischi". Perchè l'ingresso di un profugo, magari di un bambino siriano o di un giovane eritreo in Europa, lo considerano ancora un "rischio".

L'Agenzia Frontex andrebbe riconvertita a finalità di salvataggio e di ponte umanitario. anche con il ricorso a navi civili. Qualunque misura astrattamente rivolta contro l'immigrazione illegale, in un momento nel quale il 90 per cento dei migranti che sbarcano sono potenziali richiedenti asilo in Europa, si risolve con lo sbarramento delle vie di fuga delle persone che sono forzate a lasciare la loro terra da guerre e dittature. E per questo andrebbero bloccati tutti gli accordi bilaterali o multilaterali (UE) con paesi di transito o di provenienza che non garantiscono il rispetto dei diritti umani. Questo ci vorrebbe e non certo il ricorso all'agenzia Eurosur che serve solo a schedare ed a rinforzare quella che chiamano "cooperazione pratica" tra le forze di polizia. Attivita' che sono rivolte all' esclusivo contrasto di quella che chiamano immigrazione illegale non potranno salvare una sola vita umana in piu'. La striscia di morte lasciata dalle operazioni Frontex al confine tra Grecia e Turchia lo conferma.

http://frontex.europa.eu/about-frontex/governance-documents/

http://migrantsatsea.org/tag/frontex-sea-border-rule/

http://www.statewatch.org/news/2013/apr/07eu-frontex-aerial-surveillance.html

http://www.theguardian.com/world/2011/sep/21/eu-border-police-bline-eye-migrant-abuse

http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2014/6/20/41211-il-dramma-dei-rifugiati-amnesty-punta-il-dito-contro-gli/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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