Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

venerdì 13 giugno 2014

Il ritiro silenzioso dell'operazione "Mare Nostrum". Senza soluzioni alternative. La conta dei morti e dei dispersi è ripresa.


Come emerge dalle notizie di cronaca che vengono censurate a livello nazionale, si assiste al ritiro dell'operazione militare-umanitaria Mare Nostrum, avviata il 18 ottobre 2013 dopo le stragi di Lampedusa del 3 ottobre e tra Lampedusa e Malta dell'11 ottobre. Delle sette navi che operavano durante l'inverno si ha adesso notizia di interventi sporadici effettuati da una o due navi. A sud di Lampedusa sembra che le navi di Mare Nostrum non vadano più, e non si utilizzano neppure i pescherecci per gli interventi di soccorso, pescherecci che non vedono e non sentono dopo le condanne di alcuni comandanti negli scorsi anni al termine delle operazioni di salvataggio. Un peschereccio sarebbe sicuramente più adatto di una grossa petroliera per affiancare un barcone carico di migranti. Ma non si vuole che questi interventi di salvataggio vengano effettuati. Forse salverebbero troppe vite. Forse qualcuno parlerebbe ancora una volta di agevolazione dell'immigrazione "illegale". Una immigrazione da bloccare, anche se è composta da donne, bambini, vittime di tortura, tutti potenziali richiedenti asilo in Europa. Da bloccare, anche a costo di causare altre stragi di innocenti.

Abbiamo espresso da subito perplessità sulle modalità di trattamento e di selezione dei migranti a bordo delle navi della missione Mare Nostrum da parte degli agenti del ministero dell'interno imbarcati nei mesi scorsi, e da ultimo, sui tragitti troppo lunghi, fino al porto di Palermo, decisi dai vertici dello stesso ministero dell'interno, che hanno avuto come conseguenza la "scopertura" delle zone SAR ( ricerca e soccorso) a sud e ad est di Lampedusa.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/06/13/immigrazione-624-in-arrivo-a-palermo_ccff53e0-92a8-46c5-84a6-1657cabd7e19.html

Non si comprende perche' non si e' voluto utilizzare il porto e l'aeroporto di Lampedusa per rendere piu' effica e rapida , oltre che meno onerosa, l'attivita' dei mezzi di salvataggio. Come si è fatto con successo con il "Modello Lampedusa" nel 2008

A partire dalla fine di aprile, ed in particolare dopo la strage delle piattaforme petrolifere di Bouri Field del 12 maggio scorso, è cambiato davvero tutto, e i salvataggi sono stati affidati sempre più spesso a navi commerciali, come cargo e petroliere, del tutto inadeguate per effettuare in sicurezza interventi di questo tipo. Una scelta che è già costata decine di vittime e di dispersi, dispersi anche in diretta, come documentato dai video ripresi a bordo delle navi soccorritrici. Una missione dunque con numerosi aspetti critici, ma che nell'attuale situazione non può essere bloccata.

http://palermo.blogsicilia.it/le-tante-luci-e-le-ombre-alcune-di-mare-nostrum-ecco-perche-la-missione-non-puo-essere-cancellata/259757/

Nelle ultime settimane si assiste però al ripiegamento delle navi di Mare Nostrum, impegnate anche in trasferimenti sempre più lunghi verso i porti siciliani. Una svolta silenziosa, mentre il sottosgretario Del Rio difende la missione " di cui l'Italia deve andare orgogliosa" ed il ministro Alfano prospetta una "exit strategy", ipotizzaqndo dunque chiaramente la fine della missione, magari con il subentro delle unità fornite da Frontex. Un disegno irrealizzabile, se si considera che il costo di una operazione come Mare nostrum per un anno supera il budget annuale che l'Europa prevede per tutte le operazioni Frontex, alle frontiere esterne, terrstri, portuali e fluviali dei 27 paesi membri dell'UE. Non è assolutamente ipotizzabile che paesi che aprono canali umanitari dalla Siria e accolgono il triplo dei richiedenti asilo che si fermano in Italia, accettino di contribuire con ulteriore spese ad operazioni Frontex, che hanno peraltro suscitato roventi polemiche a fronte dei numerosi morti che ci sono stati durante operazioni di respingimento in mare, da ultimo al confine tra Grecia e Turchia.

E' comunque evidente l'imbarazzo del governo italiano, che non riesce ad approntare un sistema dignitoso di prima accoglienza, ed è costretto a modificare continuamente le modalità di impiego delle navi militari impegnate nella missione Mare Nostrum. Da ultimo, la maggior parte degli interventi di salvataggio è stata affidata a navi commerciali come cargo e petroliere. Con le conseguenze mortali che tutti hanno potuto vedere, quasi in diretta.
Evidentemente ha pesato il ricatto di chi, come Maroni e Salvini, ha basato la campagna elettorale sull'accusa rivolta alle navi di Mare Nostrum, di costituire un canale facilitato per raggiungere le coste siciliane. Un accusa che ha indotto il ministero dell'interno prima ad un ripiegamento ed adesso alla probabile sospensione della missione. Il posizionamento di Berlusconi e di Forza Italia dietro le bandiere della Lega ha probabilmente indotto Alfano, che fino a qualche sttimana fa difendeva l'operazione Mare Nostrum, a praticare una "exit solution" che puzza di compromesso e di morte.
Vorremmo sentire in questi giorni la voce di quei marinai e di quei comandanti, che hanno salvato durante tutto l'inverno decine di migliaia di vite, sottraendoli a morte certa.

La ridefinizione, e forse la sospensione di Mare Nostrum, sta avvenendo senza soluzioni alternative, senza l'apertura di canali umanitari, senza rivedere gli accordi bilaterali con i paesi di transito in modo di garantire i potenziali richiedenti asilo e tutti i soggetti vulnerabili, come le donne, quasi sempre ormai vittime di stupri, ed i minori non accompagnati. La presenza di aerei militari della missione Frontex in funzione di avvistamento dei barconi carichi di disperati risponde a logiche di controllo delle frontiere e non di salvataggio, se poi mancano i mezzi a mare per andare ad effettuare gli interventi di recupero a mare, al punto che si è costretti ad utilizzare cargo e petroliere dirottate sui luoghi delle chiamate di soccorso. Ed incombe sempre il rischio che sia la guardia costiera libica ad andare a riprendersi i profughi,dopo la formazione impartita dai "mentors" della missione EUBAM, finanziata dall'Unione Europea, con le note conseguenze, internamento nei centri di detenzione, stupri e torture di ogni genere, cessione ulteriore ad altre bande di trafficanti. Nessuno sembra ricordare che la Libia non aderisce alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati , e che numerosi rapporti delle principali agenzie umanitarie internazionali, come Human Rights Watch ed Amnesty International, confermano i trattamenti disumani o degradanti inflitti a tutti i migranti "illegali" solo perchè si trovano in Libia senza un visto di ingresso, anche se sono profughi di guerra.

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2014/06/eurabia-politica-distorsione-dellinformazione/

Il governo italiano, con la scelta di ritirare più a nord le navi della missione Mare Nostrum, si è assunto una responsabilità enorme che non potrà nascondere con la censura degli organi di informazione e con l'inasprimento della repressione penale, per sbandierare in Europa il successo delle attività di contrasto di quella che chiamano anche in Italia, come in Libia, "immigrazione illegale", anche se è composta da povere vittime di disastri umanitari e di regimi dittatoriali consentiti o direttamente prodotti dai paesi occidentali.

Quello che sta succedendo in Siria, in Irak ed in Afghanistan spiega molte cose e fa capire che queste migrazioni forzate non si esauriranno in poco tempo. La situazione nei paesi di transito, soprattutto in Egitto ed in Libia, è in continuo peggioramento, e non è pensabile collaborare con quei regimi o con quelle autorità militari, che non rispettano i diritti umani, per fermare le partenze, come qualcuno sembra vaneggiare ancora oggi in Italia.

ECCO QUELLO CHE OGGI NON SI E' VOLUTO FARE SAPERE AGLI ITALIANI
Da un servizio di Davide Camarrone andato in onda sul TG3 Regione e oscurato nel successivo TG nazionale.

"Il tempo è buono, il mare è calmo.
Condizioni ideali per la ripresa delle partenze dai porti libici, dove profughi e migranti stanno ammassati spesso da mesi, p...er lo più provenienti da zone di guerra o soggette a violenze, come Siria ed Eritrea.
Nelle ultime ore, tre i soccorsi a Sud di Lampedusa.
La sala operativa della Guardia Costiera ha coordinato l'intervento di due mercantili, che in acque libiche hanno raccolto in totale 353 migranti: giovani, per lo più, e numerosi sono donne e minori.
Lo Uos Freedom, un cargo delle Bahamas, attraccherà a Catania intorno a mezzanotte.
Il Vos Thia è diretto verso Trapani.
La Guardia Costiera sta effettuando delle verifiche con la compagnia telefonica araba Turaja per triangolare l'area di partenza delle chiamate ricevute da alcuni barconi in difficoltà.
Anche questi ultimi due soccorsi si devono a queste ricerche elettroniche e alla sorveglianza dall'alto degli aerei leggeri del sistema Frontex.
La nave Scirocco della Marina Militare, inoltre, ha recuperato 103 migranti, 13 le donne e 14 i minori.
Sempre più di frequente, i soccorsi vengono effettuati da navi civili, cargo e petroliere.
L'anno scorso, le imbarcazioni della Guardia Costiera, e specialmente le motovedette, si spingevano molto più a Sud.
Secondo i volontari che assistono i migranti, cargo e petroliere sono inadeguati al soccorso, sia per la conformazioni di queste navi - troppo alte e poco maneggevoli nell'accostamento a barconi e gommoni -, sia per la mancanza di preparazione specifica dei soccorritori, e questo potrebbe aver concorso a determinare le ultime tragedie del mare: due naufragi, e forse 25 morti.
Occorrerebbe - scrivono i volontari - riaprire l'aeroporto di Lampedusa, e spostare così nuovamente a Sud il fronte dei soccorsi.
Frattanto, a Ragusa, la polizia ha arrestato un egiziano, lo scafista dello sbarco di 311 migranti avvenuto mercoledì scorso a Pozzallo."


A Pozzallo intanto si incriminano anche siriani che avevano costituito un gruppo Facebook per aiutare loro connazionali a raggiungere l'Italia.

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/ragusa/dettaglio/articolo/gdsid/352275/ 

0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro