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domenica 8 giugno 2014

Le mani degli affaristi sui centri di accoglienza. La denuncia di un prefetto. Occorre un sistema di monitoraggio indipendente


Affari di famiglia. In provincia di Trapani i parenti degli indagati continuano a ottenere appalti.

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/trapani/dettaglio/articolo/gdsid/350796/

La denuncia del prefetto di Trapani, provincia nella quale il sistema di accoglienza funziona meglio che altrove ed è fatta una selezione più severa nel convenzionamento degli enti gestori. E nelle altre province siciliane, tutto giustificato in nome dell'accoglienza "straordinaria" e della somma urgenza ? Occorre che almeno a livello regionale venga istituito al più presto un sistema di monitoraggio indipendente sul rispetto delle convenzioni e delle condizioni igieniche e sanitarie, oltre che degli obblighi di informazione legale ed accompagnamento presso questure e tribunali dei minori.

 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sbarchi-sicilia-prefetto-trapani-pressioni-mafia-su-affare-accoglienza-d035f3a2-697e-4961-9512-961f69678879.html

La tensione nei centri di accoglienza è sempre più alta, anche tra i migranti. A parte i siriani e gli eritrei, che comunque hanno come meta altri paesi e spesso il ricongiungimento con la famiglia, molti profughi, se fossero informati ed accolti dignitosamente non lascerebbero i centri di accoglienza, come invece sta avvenendo.

Occorre accelerare i tempi per il riconoscimento della protezione internazionale, aumentare il numero delle commissioni territoriali, e trasferire i profughi in altre regioni italiane.  Bisogna evitare sistemi paralleli di accoglienza, occorre piuttosto potenziare i centri SPRAR , chiudere i centri di accoglienza straordinaria (CAS) o trasformarli in CARA ( centri di accoglienza per richiedenti asilo) o in CPSA ( centri di prima accoglienza e socccorso), senza affollamenti come nel caso di Mineo, da chiudere immediatamente, e senza modalità detentive che sono in contrasto con la legge.

Chiediamo da tempo una modifica sostanziale delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale ed il ripristino della legalità nei centri di accoglienza, adesso lo chiede anche un prefetto della Repubblica. Mentre  gli affari di famiglia non si arrestano.                    


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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