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sabato 7 giugno 2014

Riattivare centro ed aeroporto di Lampedusa, i profughi vanno accolti in tutta Italia, canali umanitari subito dai paesi di transito e sospensione Regolamento Dublino



Non gli diremo mai abbastanza grazie. Migliaia di gesti così ci danno speranza nel futuro. Anche se spunta fuori un "esperto" della LUISS di Roma che sul Sole 24 oredi oggi  ipotizza che in questo modo la Marina italiana diventa "subcontractor" degli scafisti.Come dicono da tempo i leghisti.
 In parole povere l'operazione Mare Nostrum servirebbe a rendere più facili le partenze ed a aumentare i profitti dei trafficanti. Lo inviterei a scorrere le statistiche dello scorso anno e di quest'anno e di fare la conta dei naufragi e dei morti. E poi a riflettere sulle sue analisi da tavolino.

Non sono "approdati" di loro volontà. Li hanno sbarcati nei porti dalle navi di Mare Nostrum su disposizione, si deve ritenere fino a smentita, del ministero dell'interno. Se ci sono problemi di ingolfamento a Porto Empedocle lo stesso non è successo a Palermo ed a Trapani. Perchè scaricare sui migranti le conseguenze delle scelte irresponsabili di chi ci governa ? Portare 1440 persone ina sola giornata a Porto Empedocle e sbatterli su autobus che partono verso l'ignoto, equivale a lasciarli per strada. E' una decisione irresponsabile. Vorremmo sapere chi ha deciso tutto questo.

DUNQUE IL FATTO QUOTIDIANO PRODUCE DISINFORMAZIONE. CHI SCRIVE I TITOLI LEGGE GLI ARTICOLI ?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/07/lampedusa-salvati-nella-notte-altri-700-migranti/1017305/

In queste ore, dopo lo sbarco a Porto Empedocle, dopo essere stati soccorsi dalle navi di Mare Nostrum, centinaia di migranti si stanno disperdendo nelle campagne dell'agrigentino, tra questi anche minori non accompagnati, tutti privati di una vera "prima accoglienza", oltre che di informazioni corrette sulla possibilità concreta di accoglienza immediata e di trasferimento in altri paesi europei nei quali hanno parenti. Il Regolamento Dublino III lo permette, ma nessuno lo dice. Noi vogliamo che venga sospeso,e completamente riformulato, è il muro dell'egoismo in Europa, ma se intanto se ne applicassero le parti che garantiscono maggiormente i diritti dei potenziali richiedenti asilo, soprattutto dei minori non accompagnati, sarebbe già un progresso.

A Palermo, con numeri più ridotti, invece, una presa in carico immediata dei minori non accompagnati da parte dei servizi sociali del comune. Una follia concentrare 1440 persone, tra cui molti minori, nello scalo di Porto Empedocle ( Agrigento), in un territorio che non ha risorse  per l'accoglienza di un numero così elevato di profughi, senza neppure utilizzare il porto di Pozzallo.

Le decisioni da prendere sarebbero chiare, ma si indugia, si è già indugiato troppo, sperando di bloccare le partenze con gli arresti degli scafisti e con gli accordi di polizia con i paesi di transito, magari finanziando la missione EUBAM Libia, o fidandosi di FRONTEX e di EUROSUR. E ci si affida al volontariato per supplire alle carenze organizzative delle istituzioni.

L'operazione militare-umanitaria Mare Nostrum non basta piu'. Non si puo' continuare con le preidentificazioni a bordo delle navi. Non si puo' continuare a sbarcare 1500 persone in un solo porto. Come oggi a Porto Empedocle, come altre volte a Pozzallo o ad Augusta,  una scelta irresponsabile che produrra' altra intermediazione sulla pelle dei profughi che chiedono mobilità. 

Anche Catania ormai non riesce più ad ospitare i migranti in condizioni dignitose, ed il sindaco Bianco, piuttosto che provvedere a reperire spazi idonei per la prima accoglienza, si uniche al coro di coloro che chiedono l'ennesima proclamazione di uno stato di emergenza. Uno stato d'emergenza che durerrà piuttosto a lungo...

http://ctzen.it/2014/06/07/migranti-altri-845-in-arrivo-a-catania-bianco-chiediamo-lo-stato-di-emergenza/ 

Bisogna riattivare subito il Centro di prima accoglienza e soccorso ( per un massimo di 72 ore) a Lampedusa, ed utilizzare l'aeroporto e gli aerei per i trasferimenti rapidi in altre regioni. Senza tenere le persone a bordo delle "navi prigione" per una settimana, come avvenne nel 2011 per volere di Maroni.

Occorre sopattutto non impegnare le navi di soccorso in lunghi trasferimenti durante i quali, nelle zone scoperte, ad est di Malta ed a sud di Lampedusa, potrebbero verificarsi altre tragedie. Oggi il mare è liscio come l'olio, ma se ci saranno altre burrasche, e ne verranno anche in estate, il dispositivo di salvataggio non può essere impegnato con trasferimenti troppo lunghi.
Apriamo subito i "corridoi umanitari" a mare, oltre che dai paesi di transito, recuperando prima possibile le persone in acque internazionali, anche utilizzando navi civili. 

Anche se fossero 80.000 arrivi in un anno, questa scelta e la creazione di un vero sistema di accoglienza sarebbero l' unico modo per dare credibilita' alle richieste italiane in Europa. Per modificare Dublino ed ottenere aiuti che non siano l'invio dei soliti  ispettori di polizia di Frontex per studi inconcludenti sull'"analisi dei rischi".  Non basta diffondere allarmi,  come fanno da tempo gli esperti ed i burocrati di Frontex, le task force nominate dalla Commissione Europea e gli "esperti"dei servizi segreti dei paesi UE. Occorre trovare e praticare soluzioni condivise e partecipate con i cittadini e le associazioni. L'immigrazione tutta, incluso l'arrivo di potenziali richiedenti asilo, o di minori non accompagnati, che non sono comunque espellibili,non è da considerare ancora come un rischio, come un attentato alla sicurezza pubblica e privata, è un elemento strutturale del nostro tempo, piaccia o non piaccia.

Basta con l'incremento periodico dei soli fondi UE per i rimpatri forzati. Rimpatri che non si possono certo praticare nei confronti delle persone che arrivano via mare in questi mesi. Occorrono risorse per offrire prima accoglienza e possibilità di trasferimento in altri paesi europei.  Diamo una speranza di vita ed opportunita' di mobilita' e di ricongiungimento ai migranti. 

Accesso protetto in Europa. Trasferire risorse dalla repressione e dai rimpatri di Frontex all'accoglienza ed alla integrazione. Chiudere l'esperienza fallimentare di Frontex ed attivare una vera task force europea per gli interventi di salvataggio in mare. Finirla una volta per tutte con la detenzione arbitraria dei potenziali richiedenti asilo.

Si assiste al fallimento totale degli apparati repressivi che non possono evidentemente rivolgersi verso potenziali richiedenti asilo, donne e minori non accompagnati. Lo vietano le Convenzioni internazionali e l'art. 10 della Carta Costituzionale. Vediamo se adesso, o domani, andranno ancora in prima pagina gli arresti degli scafisti, o se, piuttosto, non si tornerà a parlare di come offrire accoglienza e mobilità nella legalità, occorre modificare il senso del discorso pubblico su questi temi e trovare soluzioni concrete, altrimenti la xenofobia ed il razzismo si diffonderanno a macchia d'olio.

Occorre ripristinare quello che nel 2008 veniva definito modello Morcone, meglio modello Lampedusa, interventi di salvataggio, sbarco a Lampedusa  ( oltre 32.000 già in quell'anno) e trasferimenti rapidi ( massimo in due giorni) in aereo verso tutte le regioni italiane con gli aerei, in modo da permettere ai mezzi di soccorso di ritornare rapidamente nelle zone SAR di salvataggio.

Il sistema di accoglienza, in particolare per quanto riguarda i minori non accompagnati non può essere gestito dai questori e dai prefetti, da soli, magari senza neppure preavvisare i sindaci, ma va rimodulato con un impegno maggiore delle comunità locali, della conferenza stato-regioni, delle associazioni indipendenti.

Le professionalità, i mediatori culturali e linguistici, gli esperti legali, medici e psicologi ci sarebbero, ma sono scavalcati da una orda famelica di associazioni e cooperative che si convenzionano con le prefetture per lucrare senza offrire nessuna concreta capacità professionale, spesso utilizzando strutture neppure a norma. In nome dell'accoglienza straordinaria, solito trucco terminologico per non parlare di emergenza, si sta legittimando di tutto.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sicilia-sbarchi-migranti-duemila-arrivi-in-un-giorno-porto-empedocle-palermo-catania-36f63fd2-a1e8-46fd-ba4c-2bc28c8554a1.html

 http://www.lastampa.it/2014/06/07/italia/cronache/immigrazione-oltre-soccorsi-nel-canale-di-sicilia-yS0xGHLz7Z0y80yicCUe3N/pagina.html

http://www.lasicilia.it/index.php?id=118058

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/06/06/oltre-2500-migranti-soccorsi-in-24-ore_f9d20404-0f6d-4c27-a7a9-5d9fa8777b19.html

http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2014/06/immigrazione-3500-arrivi-in-36-ore-sos.html

 Chi porta le respnsabilità di questa disorganizzazione ? Chi puntava sugli accordi con la Libia, e magari sugli interventi delle unità di Frontex, per bloccare le partenze dai paesi di transito come la Libia. Le stesse parti politiche, gli stessi governi che hanno smantellato il sistema di accoglienza in Italia. Ed ancora oggi speculano sulle paure dell'elettorato ed incassano miseri guadagni elettorali.

Sul modello Morcone e sui trasferimenti da Lampedusa  nel 2008, e su come il governo Berlusconi -Maroni nel 2009 distrussero un sistema di accoglienza che aveva dato prova di funzionare.

http://www.academia.edu/4299302/La_crisi_del_Modello_Lampedusa


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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