Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

sabato 28 giugno 2014

Riprendono gli interventi di ricerca e soccorso (SAR) della guardia costiera e della Marina militare a sud di Lampedusa.


In queste ore sono stati soccorsi oltre seicento migranti, in distinti interventi dei mezzi della guardia costiera italiana e della marina militare, operati dalle navi Dattilo e Grecale, venti miglia a nord delle piattaforme petrolifere offshore di Bouri Field, che si trovano settantacinque miglia a nord di Zuwara, in Libia. Si tratta della zona di mare al limite tra la zona SAR libica e quella italiana dove per tutto l'inverno le unità dell'operazione militare umanitaria Mare Nostrum hanno potuto trarre in salvo migliaia di migranti senza che si verificasse neppure un incidente. Incidenti che invece sono ripresi dal 12 maggio di quest'anno, con centinaia di vittime per il rovesciamento dei barconi, prima dei salvataggi operati da navi commerciali.


Marina Militare
@ItalianNavy
‪#‎MareNostrum‬ 6 interventi conclusi, Nave Dattilo ‪#‎GuardiaCostiera‬, nave Grecale e Orione ‪#‎MarinaMilitare‬, 1330 migranti in salvo

Solo La Repubblica nelle pagine locali dell'edizione di Palermo dà tempestivamente notizia dei salvataggi. Tutti gli altri giornali e le agenzie di stampa la "bucano". Ormai neppure i migranti morti fanno notizia, ogni tanto solo qualche riga per l'arresto degli immancabili scafisti. E gli italiani possono dormire sonni tranquilli...

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/28/news/sicilia_immigrati_salvati_sos_mare-90251831/

Adesso si tratta di vedere dove il ministero dell'interno deciderà di sbarcarli. Gli ultimi arrivati sono stati portati a Reggio Calabria ed a Taranto, ma se saranno chiamate a effettuare tragitti così lunghi le navi di Mare Nostrum non potranno più effettuare altri interventi di soccorso, e sono giorni di mare calmo, nei quali potrebbero essere per mare tante altre persone.      http://www.canalplus.fr/c-infos-documentaires/pid3356-c-effet-papillon.html?vid=1095623                    
Mentre a Bruxelles si decide di non decidere, il canale umanitario se lo stanno aprendo da soli i migranti, a rischio della vita loro e dei loro figli. E le navi italiane continuano a salvare vite umane, quando possono arrivare in tempo.
Sembra intanto che siano in corso altri interventi di soccorso in acque internazionali, operati dalle stesse navi italiane, probabilmente con la partecipazione di rimorchiatori e navi commerciali. Il tratto di mare tra le piattaforme petrolifere di Bouri Field e Lampedusa è in queste ore trafficatissimo, con diversi mezzi, civili e militari, che si fermano e poi ripartono. Altri mezzi della guardia costiera e navi commerciali sembrano impegnate in attività di salvataggio più ad oriente delle piattaforme di Bouri Field, a circa 20 miglia da queste per nord-est, ed a 80 miglia a sud di Lampedusa.

Speriamo che riescano a salvare tutti coloro ai quali è stato impedito un ingresso protetto in Europa, con la possibilità di chiedere un visto presso i consolati, o con un riconoscimento dello status di rifugiato ed un documento di viaggio, già nei paesi di transito.

http://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/247330500/vessel:LUIGI_DATTILO


http://www.marinetraffic.com/it/ais/home/centerx:12.29883/centery:34.11611/zoom:8/mmsi:247330500

http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/Grecale.aspx


 Domani 30 giugno, a Taranto 1171 migranti salvati dalle navi di Mare Nostrum nel Canale di Sicilia. Altri seicento dovrebbero essere sbarcati a Messina, salvo contrordine del ministero dell'interno che, nel marasma generale, ha avocato a sé tutte le competenze nell'accoglienza dei minori non accompagnati. Con gli effetti devastanti ai quali si sta assistendo, da Porto Palo di Capo Passero a Messina. E dopo l'Europa, anche le regioni del Nord rifiutano qualunque forma di solidarietà.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/06/29/salvati-da-ieri-1.600-migranti_7b364d62-da6f-4dc0-817c-ec4ea4e4e74c.html

0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro