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mercoledì 4 giugno 2014

Sussurri e grida dall'inferno libico, quello che i migranti non possono raccontare. Dietro gli arresti degli scafisti il dramma di migliaia di persone. UNHCR vorrebbe riaprire campi di raccolta in Tunisia.


Con questo paese, con questa Libia in preda ad un conflitto tra milizie, si vorrebbero stringere accordi di cooperazione di polizia, in questo paese l'UNHCR vorrebbe aprire campi di raccolta per i profughi, in questo paese tutte le contraddizioni delle politiche sicuritarie degli stati della fortezza Europa.  Arriva poi la smentita dell'UNHCR.  Ma i progetti ci sono, da anni.  Ma in realtà l'UNHCR, malgrado il fallimento del campo di Sousha in Tunisia, di fronte alla crisi libica ormai endemica, sta studiando di nuovo la possibilità di aprire campi di raccolta in Tunisia per i cittadini di paesi terzi che si trovino in Libia nella necessità di fuggire da questo paese nel quale sono continuamente esposti al rischio di essere uccisi.

http://www.libyaherald.com/2014/06/04/unhcr-considers-tunisian-camps-for-possible-libyan-influx/#axzz33fFsCfCM

Una testimonianza importante, di Giovanni Cobianchi, sulla quale riflettere per capire cosa si lasciano alle spalle i migranti in fuga dalla Libia, prima di imbarcarsi verso la Sicilia.

http://jereviens.org/2014/06/04/il-nuovo-giocattolo-libico/

http://www.newsnow.co.uk/h/World+News/Europe/Western/Malta

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/01/news/la_testimonianza_per_arrivare_in_italia_si_paga_due_volte-87817189/

  Ed intanto il capo del governo provvisorio libico, il generale Haftar, sfugge per un soffio  ad un attentato suicida.

http://www.lastampa.it/2014/06/04/esteri/libia-haftar-sfugge-a-un-attentato-uccisi-tre-dei-suoi-uomini-R27Rb1huzefxTn6GhCPmEL/pagina.html

http://www.reuters.com/article/2014/06/04/us-libya-grenade-idUSKBN0EF0SS20140604




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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