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venerdì 4 luglio 2014

Ad Augusta (Siracusa) proseguono sbarchi dalle navi di Mare Nostrum ed arresti di presunti scafisti, a Catania anche minori. Tanti sono nati il primo gennaio 1996.


Quanti presunti scafisti nascono il primo gennaio del 1996, in questo caso possono subire lo stesso trattamento riservato agli adulti. Ma a Catania sono in un carcere minorile dieci presunti scafisti minorenni. Anche quando si parla di adulti, spesso si tratta di minori, ma le prove di accertamento dell'età non vengono ripetute e riscontrate con altri elementi probatori più certi della radiografia del polso.Molti di questi scafisti per forza sono passeggeri ai quali è stato offerto un passaggio gratutito ed un piccolo compenso, un calcolo sbagliato per chi riteneva di potersi nascondere tra i naufraghi. Il destino di chi viene individuato come scafista, spesso aulla base di testimonianze dei profughi, è segnato già prima dello sbarco a terra. Segue regolarmente la gogna mediatica, con tanto di nomi, cognomi e date di nascita sui giornali, dati che potrebbero comportare conseguenze anche gravi sui parenti restati nei paesi di origine o di transito. Ma lo scafista è ormai il capro espiatorio perfetto per tacitare le coscienze e nascondere le vere responsabilità di chi manda a morire centinaia di persone. Ad esempio le responsabilità di chi non apre corridoi umanitari e di chi non decide di adottare le misure previste dall'Unione Europea e dall'art. 20 del T.U. in materia di immigrazione "in caso di afflusso massiccio" di profughi. Persino Maroni il 5 aprile 2011 aveva adottato un provvedimento specifico per fare fronte a quella che allora si definiva "Emergenza Nord-Africa", allora erano arrivati 30.000 migranti, oggi, dopo 60.000 arrivi, si pensa di farvi fronte con arresti di presunti scafisti, senza un sistema di prima accoglienza che sfugga alle logiche clientelari, e poi chiudendo gli occhi su coloro che giustamente pensano di fugire prima possibile dal nostro paese verso altri stati europei che garantiscono un'accoglienza più dignitosa e procedure più rapide e certe.

http://www.siracusanews.it/node/49363

Da questo tipo di comunicati emerge una realtà spesso nascosta degli sbarchi conseguenti alle azioni di salvataggio poste in essere dalle navi di Mare Nostrum. I processi poi, quando di svolgono, sono sempre a porte chiuse. Solo qualche avvocato riesce a svolgere una attività di difesa, molti altri fanno solo presenza.Le uniche notizie che filtrano sono quelle provenienti dalla polizia o dalla magistratura.
 In questo modo si combatte quella che si definisce immigrazione illegale, anche se è composta in prevalenza da potenziali richiedenti asilo che in qualunque paese europeo potrebbero ottenere un permesso di soggiorno. Che dovrebbero godere anzi di modalità di ingresso protetto in tutta Europa, attraverso canali umanitari, senza essere forzati a pagare gli intermediari per esercitare il proprio diritto alla sopravvivenza.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/immigrazione-sbarchi-scafisti-bambini-catania-f2defb01-c351-4789-8eff-b3d6b40621f2.html

Come ci vedono dall'estero... dove si danno notizie anche sulle inchieste per accertare i casi di affondamento sui quali si è taciuto per giorni

http://www.theguardian.com/world/2014/jul/02/sicily-investigation-suspected-deaths-70-migrants-sea


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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