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domenica 20 luglio 2014

I parenti delle vittime della strage dell'11 ottobre 2013 tra Malta e Lampedusa accusano i ritardi nei soccorsi.


Mentre a Malta arriva sotto traino il barcone con 35 migranti asfissiati nella stiva, dopo un'azione di salvataggio coordinata dalle autorità maltesi, ma alla quale hanno preso part anche mezzi militari italiani,  uno dei parenti delle vittime della strage dell'11 ottobre 2013, tra Lampedusa e Malta, nella stessa zona nella quale adesso si è verificata questa ennesima tragedia, rilancia le sue accuse contro i ritardi negli interventi di soccorso.
La tragedia tra Malta e Lampedusa seguiva quella del 3 ottobre a Lampedusa e si verificava una settimana prima che partisse l'operazione militare-umanitaria Mare Nostrum. Una missione che ha avuto anche aspetti criticabili, soprattutto per le decisioni impartite dal ministero dell'interno a Roma, una missione che non basta più a salvare vite umane, ma quanto accaduto l'11 ottobre 2013 deve ricordare a tutti cosa può succedere quando ci sono ritardi negli interventi di soccorso. Comunque, sulla strage dell'11 ottobre dello scorso anno, tra Lampedusa e Malta, dovrà indagare la magistratura, dopo gli esposti che sono stati depositati. Intanto muore un bambino a bordo della petroliera che ha trasferito oltre 400 sopravvissuti a Messina. Non si poteva trasferire immediatamente dopo il soccorso, due giorni fa, in ospedale? Quali garanzie offrono le navi commerciali chiamate a svolgere interventi di salvataggio ? Daranno la colpa alla madre?

http://www.independent.com.mt/articles/2014-07-20/news/they-tried-to-help-us-and-made-a-big-mistake-but-i-forgive-them-5900992513/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/11/news/ecco-la-mappa-che-conferma-le-accuse-1.140560

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2013/11/28/news/lampedusa-il-naufragio-e-la-nave-italiana-cosi-abbiamo-lasciato-annegare-268-persone-1.143230

http://www.meltingpot.org/Naufragio-dell-11-ottobre-L-Italia-sapeva-e-non-e.html#.U8vwGUaKBsc


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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