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martedì 15 luglio 2014

Naufraga un gommone 40 miglia a nord della costa libica. Solo dodici i superstiti, decine di dispersi. Aumenta il caos in Libia.


Le avverse condizioni meteo di questa estate bizzarra non spiegano questo ennesimo naufragio. In inverno, in condizioni ancora peggiori, non si era verificata nessuna strage.  I primi interventi di soccorso (monitoraggio) sono stati operati da una nave commerciale turca la SEYIT ALI.

https://www.marinetraffic.com/it

https://www.marinetraffic.com/it/ais/home

Soltanto dodici i superstiti raccolti successivamente da Nave Sfinge della Marina Militare, si può presumere oltre cento dispersi... la portata dei gommoni supera di norma le cento persone. Persone, esseri umani, donne e bambini, tutte vittime predestinate dopo il rifiuto dell'Unione Europea e dell'Italia di aprire possibilità di ingresso legale protetto in Europa che andrebbero garantite a tutti coloro che fuggono da contesti di guerra e di violenza, come i Siriani, gli eritrei, i Somali, i Nigeriani, i Maliani ed i cittadini di altri paesi nei quali i diritti umani sono sistematicamente violati. In Libia i diritti di tutti i migranti, di tutte le nazionalità, nella situazione attuale di anarchia e di predominio delle bande, vengono sistematicamente violati.

 http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/07/15/immigrazione-marina-salva-12-naufraghi_41680574-6aa4-4b6a-8487-ce19b6fb1da5.html

http://www.asca.it/newsregioni

L'Italia non può limitarsi ad adempiere le obbligazioni di salvataggio della vita umana in mare. Evidentemente le navi di Mare Nostrum non possono arrivare ovunque quando dai porti libici vengono fatte partire contemporaneamente sette-otto gommoni. Nello stesso luogo, il 14 giugno scorso, erano annegate dopo un naufragio altre decine di persone. Alfano aveva tuonato...

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/2014/notizia/alfano-sbarchi-colpa-caos-in-libia-%3Cbr%3Egommone-si-capovolge-10-morti_2051259.shtml

http://www.agi.it/cronaca/notizie/201406141453-cro-rt10062-immigrati_naufraga_un_gommone_a_40_miglia_dalla_libia_10_morti

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/07/15/t_42_20140715_CRO_TN01_0071.html?ultimora

Nelle stesse ore del naufragio di ieri  salvati oltre millecinquecento migranti, non lo scrive nessuno, una censura indegna che tende sistematicamente a scollegare quanto succede in mare con il deterioramento delle condizioni di sopravvivenza dei migranti in Libia, dove ormai si spara sulle strade e molti vedono i migranti in transito come bersaglio o come carne umana da commerciare.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-violenti-combattimenti-a-Tripoli-aeroporto-nel-mirino-Almeno-15-morti-nel-paese-432d0ad7-6234-4385-a712-eb6fb2b5db13.html

Gli immigrati sbarcati ancora a Pozzallo e in altri porti. I centri di accoglienza allo sbando e le legittime proteste vengono già utilizzate per criminalizzare chi rivendica soltanto il riconoscimento dei propri diritti. Oltre un anno per il riconoscimento della protezione internazionale e mesi soltanto per accedere alla procedura. Uffici immigrazione delle questure e prefetture sempre più al collasso, spesso arroccate sulla richiesta di documentazione che blocca per mesi le procedure.

Giorno sedici luglio oltre 2000 profughi salvati dalle navi di Mare Nostrum sono stati sbarcati a Trapani ed a Reggio Calabria. Distribuiti in centri di prima accoglienza in Sicilia ed in altre regioni, fino al Veneto.

http://www.internazionale.it/news/immigrati/2014/07/16/in-arrivo-2-181-migranti-a-trapani-e-reggio-calabria/

Intanto l'Unione Europea e il governo italiano eludono ancora la richiesta di corridoi umanitari, di visti facilitati, di provvedimenti che pure si potrebbero adottare perchè previsti dalle Direttive dell'Unione Europea e da norme interne "in caso di afflusso massiccio di profughi". Un movimento di persone in fuga, disperate, che rischiano la vita pur di abbandonare la Libia, che muoino sempre più spesso in mare, vittime che vengono uccise un'altra volta dal silenzio complice dei grandi media. E si muore pure ai confini orientali della fortezza Europa. Come nel mare Egeo, l'ultima tragedia risale a venerdì scorso. Tra le vittime irakeni ed afghani, che avrebbero avuto diritto ad entrare in Europa come richiedenti asilo. Ma per i grandi giornali e per le principali reti televisive i migranti che soccombono durante il viaggio, ancora più di quelli che arrivano, non hanno storia, non hanno famiglie, non sono persone. Non esistono, basta cancellarli dalle notizie offerte all'opinione pubblica.

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/07/15/naufragio_egeo.html?ultimora

Non si deve fare sapere neppure da dove vengono. Le violenze impresse sulla pelle dei siro-palestinesi e degli eritrei, o dei nigeriani e di tanti altri migranti che provengono da aree geografiche ormai prive di confini certi, dove i diritti umani sono calpestati ogni giorno, sono frutto delle politiche militari ed economiche, sempre più spesso strettamente legate, che i paesi occidentali impongono ai paesi più poveri o strategicamente importanti per gli equilibri militari internazionali.

http://www.meltingpot.org/Mare-Nostrum-e-campi-profughi-in-Libia-L-ipocrisia-dell.html#.U8UrVUaKBsc

Eclissi totale delle Nazioni Unite e delle sue istituzioni di tutela, che non riescono neppure a difendere la vita delle persone nei paesi di transito. Ultima notizia: da ieri le Nazioni Unite hanno ritirato il proprio personale dalla Libia, che tra l'altro, non aderisce neppure alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

http://it.euronews.com/2014/07/15/libia-bersagliato-l-areoporto-di-tripoli-l-onu-ritira-il-personale/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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