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lunedì 7 luglio 2014

Oltre tremila profughi salvati dalle navi militari della missione Mare Nostrum. L'Europa resta a guardare ed a Roma non si decide.


Oltre tremila persone soccorse in alto mare, ma anche quasi davanti al porto di Lampedusa. Le azioni di salvataggio della Marina e della Guardia costiera per fortuna continuano e le navi si spostano anche a sud di Lampedusa, speriamo che i politici da Roma non ne ordinino l'arretramento come si è verificato a maggio, con conseguenze gravissime. In queste condizioni pensare di sostituire la missione Mare Nostrum con le operazioni di controllo e di respingimento targate FRONTEX significa mandare a morire migliaia di persone. Sullo sfondo i progetti di ristrutturazione della nostra marina militare.

http://www.linkiesta.it/tagli-marina-militare-italiana

I ministri UE ribadiscono la natura difensiva e di "protezione" delle frontiere, e non delle persone, di FRONTEX, ed Alfano farnetica che questa agenzia, preposta al "controllo delle frontiere esterne" sostituirà l'operazione Mare Nostrum. Altre stragi in vista, con il marchio dell'Unione Europea.

http://palermo.blogsicilia.it/frontex-ue-sostituira-mare-nostrum-insieme-contro-immigrazione-illegale/263590/

Intanto davanti alle coste libiche, in zone  SAR ( ricerca e soccorso) di competenza della Libia, è ripresa la conta dei morti. A darne notizia la guardia costiera libica che opera con le motovedette regalate dall'Italia. In Italia censura completa su queste nuove stragi. Da un recentissimo comunicato dell'UNHCR :

http://www.lastampa.it/2014/07/08/esteri/unhcr-dodici-morti-in-un-naufragio-al-largo-della-libia-NXg4ZVEkp3pMdSwWv0E83M/pagina.html

http://www.asca.it/news-Immigrati__Mare_nostrum__oltre_2600_salvati_nel_fine_settimana-1402055-CRO.html    

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/agrigento/dettaglio/articolo/gdsid/358118/

Arrivano anche imbarcazioni direttamente sulle coste del ragusano, eludendo la sorveglianza dei mezzi militari:

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/ragusa/dettaglio/articolo/gdsid/358012/ 

A Lampedusa è l'esercito dell'operazione "strade sicure" ad accogliere i migranti allo sbarco.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/07/07/migranti-a-lampedusaaccolti-da-esercito_cbd37225-1fda-473b-bf9a-c22b79ce5a0f.html                                      

E' evidente che in questi mesi estivi gli arrivi continueranno con questo ritmo. Non li fermeranno nè le sanzioni penali inflitte agli scafisti nè la paura di annegare o di morire soffocati in un barcone sovraccarico. Per quello che le persone si lasciano alle spalle, nel loro paese o in Libia, questi migranti sono tutti forzati ad imbarcarsi sui mezzi che le organizzazioni di trafficanti riescono a racimolare. Se ci sono dei rallentamenti è solo perchè si devono reperire le imbarcazioni, e spesso si tratta davvero di mezzi del tutto inadeguati ad affrontare una traversata.

A Bruxelles hanno sbattuto la porta in faccia alle richieste minime avanzate dal governo italiano, per il riconoscimento reciproco del diritto di asilo e la libertà di circolazione dei rifugiati nell'area Schengen, e non hanno neppure trovato le risorse per supportare l'operazione Mare Nostrum, continuando ad illudere gli elettori europei che la situazione si potesse normalizzare con l'ennesimo richiamo verbale al rinforzo delle missioni Frontex e con il miglioramento dei rapporti di collaborazione con i paesi di transito per bloccare le partenze.

http://www.euronomade.info/?p=2804

Una politica fallimentare che ha prodotto i disastri di fronte ai quali ci troviamo oggi. L'Unione Europea dovrebbe adottare misure straordinarie di protezione temporanea come era previsto già nella Direttiva 2001/55/CE e successive modificazioni, in caso di "afflusso massiccio di profughi".
E si dovrebbe rivedere subito il regolamento Dublino III per una condivisione effettiva degli oneri di accoglienza ed un mutuo riconoscimento delle decisioni in merito alle richieste di asilo. Occorre aprire poi corridoi umanitari con la consegna di visti di ingresso gia' nei paesi di transito per consentire un ingresso legale e protetto in Europa. Nesuno dovrebbe restare immobile a vedere tutte queste persone abusate nei paesi di transito ed abbandonate al loro destino quando salgono sui barconi

L'Italia di fronte a questa eclissi dell'Europa deve adottare scelte pesanti, senza presentarsi più con il cappello in mano a Bruxelles. Occorre riconoscere a tutti i profughi che arrivano dalla Libia e dall'Egitto un permesso di soggiorno per protezione temporanea senza ingolfare ulteriormente le commissioni territoriali, davanti alle quali occorre oltre un anno per il riconoscimento dello status.
Occorre un decreto del governo ex art. 20 del T.U. 286 del 1998 come si fece nel 1999 nel caso dell'arrivo dei profughi kosovari e poi come fece persino Maroni nel mese di aprile del 2011 a seguito della cosiddetta emergenza nordafrica. Va riattivato un ponte aereo da Lampedusa con la riapertura del Centro di prima accoglienza e soccorso ( max 72 ore), in modo da liberare al piu' presto le navi impegnte nelle operazioni SAR ( ricerca e soccorso).

Non si possono effettuare navi per i trasferimenti verso la Puglia, per i migranti soccorsi in alto mare sono giorni di calvario anche a bordo delle navi nella impossibilità di comunicare con i loro congiunti. Occorre riattivare un ponte aereo da Lampedusa, anche verso la Puglia.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/07/08/immigrazione-in-arrivo-1353-a-taranto_655fb32e-dfc3-4c1d-8a98-bc0f41ef52b1.html

Quello che succede oggi è una diretta conseguenza della sottovalutazione di quanto stava accadendo nei paesi di transito e della nuova emergenza indotta dai conflitti in Siria ed in Palestina, oltre che dal deterioramento delle condizioni di sopravvivenza dei migranti in Libia. Una sottovalutazione che ha caratterizzato i governi Berlusconi, Monti, Letta e che continua ancora oggi con il govero Renzi. Una sottovalutazione che non ha permesso di strutturare un sistema efficace di prima accoglienza, come se bastasse aumentare i posti nei centri SPRAR. Anche la situazione nei CARA è fortemente deteriorata a fronte delle attese non soddisfatte e dei tempi biblici per il riconoscimento dello status, con alcune questure, come quella di Palermo, che non hanno ben compreso di fronte a quale emergenza ci si trovi. Al punto da non rinnovare il permesso di soggiorno tempestivamente alle persone che hanno fatto già l'audizione in commissione.

Occorrono dunque misure urgenti e straordinarie, ancora una volta, dopo mesi di approssimazione ed impreparazione, ai vari livelli istituzionali, con la evidente impossibilità di coordinamento da parte delle prefetture, una situazione ormai fuori controllo che necessita di un commissario straordinario con pieni poteri, di un coordinamento regionale, di un monitoraggio indipendente e di rigorosi criteri di selezione del personale e dei gestori dei centri di accoglienza, una situazione che non potrà che aggravarsi con gli ultimi arrivi, e con quelli dei prossimi giorni. Si fa presto a dire che non si deve ricadere nell'emergenza, ma l'emergenza peggiore è quella creata da chi non tiene conto dell'entità dei fenomeni che ha davanti e li affronta con gli strumenti ordinari. Strumenti ordinari che andavano riprogrammati ( e rifinanziati) per tempo e che oggi stanno dando esiti fallimentari. Con uno spreco immenso di risorse trasferite alla speculazione privata, piuttosto che alle associazioni indipendenti che sarebbero in grado di gestire con le professionalità richieste questa fase tanto critica.

Anche a livello regionale si è di fronte ad un tentativo di negare l'evidenza e di scaricare su altri le responsabilità, dalla civilissima Lombardia di Maroni che rifiuta di accogliere un solo profugo in più alla sgangherata Sicilia di Crocetta che non è stato capace di muovere un dito, anzi un euro, di fronte a questa emergenza annunciata, mentre i cittadini siciliani e le chiese si stanno sobbarcando un onere enorme, ospitando migliaia di persone al di fuori del circuito clientelare delle convenzioni egemonizzate dai monopolisti dell'accoglienza, come nel caso delle tante associazioni che, non solo in provincia di Trapani, ma in tutta la Sicilia,  facevano capo a Don Librizzi, recentemente arrestato.

Questa la situazione di fronte all'arrivo di altre tremila persone, oggi e domani, persone che chiedono rispetto ed hanno diritto ad una accoglienza dignitosa.

 http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/07/07/centinaia-di-immigrati-a-ispica-natante-fugge.-proseguono-gli-sbarchi_543011a9-9c2e-4f00-9c92-1b81e317f194.html 

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/ragusa/dettaglio/articolo/gdsid/358090/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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