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domenica 27 luglio 2014

Rallentano gli sbarchi in Sicilia, dipende dalle condizioni meteo o dalla situazione di crescente instabilità nei paesi di transito ?


Secondo il TG 3 delle 19, in questa giornata, non ci sarebbero altre imbarcazioni in viaggio verso l'Italia. Però da Lampedusa sono uscite le motovedette in direzione sud-est. E' probabile che sia in corso qualche altra azione di salvataggio, ma le notizie su questo sono sempre più rare.
Rallentano comunque gli sbarchi in Sicilia, non sembra che dipenda solo dalle condizioni meteo, considerando che nei mesi scorsi i migranti partivano anche durante le burrasche. Comunque se ne deve parlare sempre meno.

Il rallentamento degli arrivi potrebbe dipendere da molti fattori, il ripetersi di casi di soffocamento di migranti stipati all'inverosimile nelle stive inferiori dei barconi potrebbe avere dissuaso molti dall'affidare sè stessi e la propria famiglia a intermediari che mandano le persone a morire. Da quanto succede nei centri di prima accoglienza emerge un crescente clima di ostilità tra siriani e subsahariani, un clima che potrebbe scaturire dalle diverse condizioni praticate dai trafficanti e dalla diversa "sistemazione" a bordo del barcone.

http://www.asca.it/news-Immigrati__Guardia_Costiera__da_ieri_salvati_358_nel_Canale

Il giorno dopo soltanto questo, e, forse, qualche piccolo sbarco a Lampedusa

http://agrigento.blogsicilia.it/immigrazione-soccorso-nella-notte-barcone-a-sud-di-lampedusa/266333/

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/avvistato-e-soccorso-peschereccio-sovraccarico-di-migranti/266457/

Ci sarebbe tempo per riorganizzare il sistema di prima accoglienza, ma non si vede ancora chi possa sottrarre al ministero dell'interno ed alle prefetture tutti i poteri di programmazione e di gestione degli sbarchi e dei successivi trasferimenti.

Nel frattempo, l'Italia e l'Unione Europea assistono indifferenti al deteriorrarsi della situazione in Libia ed in Egitto, in Libia per gli scontri continui tra gruppi autonomisti e truppe fedeli al governo di Tripoli, in Egitto per la sistematica persecuzione alla quale il regime di Al Sisi sottopone tutti coloro che sono semplicemente sospettati di simpatizzare per i fratelli musulmani, profughi siro-palestinesi compresi. La crescente instabilità nei paesi di transito potrebbe avere favorito in una prima fase le partenze, ma superando un certo limite di conflittualità e di scontri armati tra bande rivali, limite oltre il quale è a ancora più a rischio la vita dei migranti in transito, potrebbe avere l'effetto opposto di rallentare le partenze.

A Tripoli le ambasciate stanno attuando piani di evacuazione dei propri cittadini.

"Nella capitale 23 operai egiziani sono stati uccisi da un razzo sparato da milizie in lotta fra loro. Il razzo - come riportato dall'agenzia egiziana Mena - ha colpito l'edificio dove alloggiavano nella parte occidentale della città", da un articolo di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-27/libia-regno-unito-e-germania-invito-lasciare-paese-153854.shtml?uuid=ABpHOseB

 E poi qualcuno si domanda perchè aumentano i giovani egiziani che sui barconi cercano di raggiungere l'Italia. Egiziani che quando giungono nel nostro paese sono destinatari di provvedimenti di espulsione o di respingimento. Occorre dare a tutti i migranti in fuga dalla Libia un permesso di soggiorno per protezione temporanea o per motivi umanitari, come fu deciso persino da Maroni nel 2011, durante il conflitto libico.

In Italia le informazioni sono sempre più rarefatte al limite della censura, passano soltanto le notizie sul numero delle persone che arrivano, sulla loro nazionalità e sulla presenza di bambini, e poi le notizie degli immancabili arresti di scafisti. Sempre più spesso della stessa nazionalità dei migranti.

http://www.lasicilia.it/articolo/ennesimosbarco-pozzallo-manette-4-presunti-scafisti

http://www.radiortm.it/2014/07/28/pozzallo-sbarco

https://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/9305594/vessel:COSCO_YANTIAN

https://www.marinetraffic.com/it/ais/home/oldmmsi:240513000/olddate:2014-07-27%2009:18:00/zoom:9

http://www.tempostretto.it/videogallery?v=Strage_migranti._5_arresti_per_omicidio

 Nel caso della nave commerciale che è arrivata domenica, davanti al porto di Pozzallo, con il suo carico di migranti salvati in alto mare, la nave è rimasta ferma al largo non tanto per le sue dimensioni, come affermato dai notiziari e dalle gazzette, ma soprattutto per consentire indagini di polizia a bordo, una prassi che allunga i tempi dello sbarco costringendo centinaia di persone ad attendere la individuazione dei presunti scafisti, sulla base delle prime testimonianze raccolte a bordo tra gli stessi migranti.

http://www.radiortm.it/2014/07/27/pozzallo-sbarcati-299-migranti-donne-incinte/

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/07/27/299-immigrati-giunti-a-pozzallo_abf84204-da26-4f69-b1c7-1c2f2c1bd7f9.html

Intanto anche gli italiani "lasciano" la Libia dove si moltiplicano gli scontri e le violenze quotidiane, per loro il governo predispone un piano di rientro, ma non pensa per niente alle migliaia di migranti in transito che sono intrappolati in quel paese. Sono persone che se gungessero in Europa avrebbero diritto alla protezione internazionale, ma per le quali nessuno provvede ad aprire canali di ingresso protetto o il rilascio di visti per motivi umanitari.

http://www.lastampa.it/2014/07/27/esteri/gli-italiani-via-dalla-libia-ecco-il-piano-volontario-elaborato-da-palazzo-chigi-bSahHQhgu0MAAyMUxdJsxH/pagina.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/Libia

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/41650/libya_crisis_set_to_escalate_after_end_of_ramadan#.U9VJckYcRsc

http://www.repubblica.it/esteri/2014/07/27/news/libia_usa_ambasciata-92514960/

A Malta qualcuno si preoccupa, in Italia silenzio assoluto, solo qualche allarme sulle possibili "invasioni di clandestini" e poi basta, nessuna analisi, niente, la nostra politica estera appaltata a Finmeccanica ed Eni, che in Libia sono presenti e negoziano tutti i giorni la sicurezza dei loro investimenti e le condizioni di funzionalità dei loro impianti. Con tutti, con tutti quelli che controllano il territorio.

http://www.independent.com.mt/articles/2014-07-27/opinions/a-deeply-unsatisfying-debate-the-real-danger-of-libya-5983600642/

Il governo italiano intanto sceglie la strada della trattativa con i regimi di paesi di transito per bloccare le partenze e per "stabilizzare" la Libia.

 "Nella sua visita al Cairo della settimana scorsa, Mogherini ha ricordato che con l'Egitto "condividiamo uno spazio comune, che e' il Mediterraneo e che per noi e' una priorità-chiave", ma ci sono anche "minacce comuni".

In un colloquio con Sisi durato significativamente molto più del previsto, il ministro aveva discusso anche di come stabilizzare la situazione in Libia affinche' questo comune "vicino" possa meglio controllare i flussi migratori verso l'Italia che si concludono spesso in tragedie del mare".

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/analysis/2014/07/24/italia-egitto-si-prepara-visita-del-premier-renzia-al-cairo_6e5a6046-f37b-4533-8ea2-202969963bb2.html






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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