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mercoledì 2 luglio 2014

Riprende ancora la conta dei morti e dei dispersi delle stragi di migranti mentre il Tribunale del riesame di Catania ridimensiona l'impianto accusatorio contro i presunti scafisti



Ancora "mercanti di morte", secondo qualche giornale. I primi mercanti di morte sono i politici che negano l'apertura di corridoi umanitari e non consentono la libera circolazione in Europa dei richiedenti asilo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/02/migranti-naufraga-gommone-70-dispersi-nel-canale-di-sicilia/1047071/

 Trasferiti da Pozzallo, via aeroporto di Comiso, a Milano centinaia di migranti "ospitati" nel CPSA. Per fare posto agli ultimi arrivati. E intanto rimangono trattenuti per esigenze di indagine centiaia di migranti sopravvissuti ai naufragi ma sotto interrogatori continui alla caccia di altri presunti scafisti.
L'ACNUR comunica dopo giorni dallo sbarco un naufragio con decine di dispersi.
Nessuno ha chiesto per tempo se ci fossero stati dispersi, e la notizia delle ultime 70 vittime è emersa soltanto quando gli operatori dell'ACNUR hanno potuto avere accesso ai naufraghi e raccogliere le loro testimonianze.
Confermato dunque che a bordo delle navi si svolgono soltanto indagini di polizia, con mediatori linguistico-culturali della polizia e con una valanga di domande sui trafficanti da parte degli agenti inviati dal ministero dell'interno. Anche lo screenning sanitario avviene  a bordo delle navi, probabilmente a vista, con modalità che andrebbero rese più efficaci a terra, con le apparecchiature necessarie, in strutture apposite e non sotto una tenda sulla banchina, dopo lo sbarco.
In un clima diverso, con operatori diversi, la verità viene fuori prima, e in qualche caso questo potrebbe anche fare la differenza tra la vita e la morte.

Non si possono impegnare navi militari preposte al salvataggio delle persone a trasferimenti tanto lunghi come quelli decisi dal ministero dell'interno verso Salerno e Taranto, già la rotta su Catania o su Trapani e Palermo fa perdere ore preziose nelle quali le unità di Mare Nostrum sono bloccate nei percorsi di rientro. Occorre supportare le navi militari con traghetti civili o con voli aerei verso tutte le regioni italiane per rendere più tempestivi i soccorsi e migliorare gli standard spesso penosi della cd. prima accoglienza.

I canali umanitari e l'accesso protetto in Europa, anche con il ricongiungimento familiare, sono l'unica alternativa alle organizzazioni criminali ed alle stragi in mare. Inutile piangere sui morti lacrime di coccodrillo, occorre farli partire prima possibile dalla Libia attraverso canali legali e farli arrivare vivi. Tutto il resto e' complicita' con gli assassini ed i torturatori.

http://www.radiortm.it/2014/07/02/la-polizia-giudiziaria-arresta-i-due-scafisti-responsabili-della-morte-di-45-migranti-estratti-dal-peschereccio-giunto-ieri-al-porto-di-pozzallo/ 

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca/2014/07/02/news/immigrazione_naufragio_gommone_circa_70_dispersi-90520831/?ref=m%7Chome%7Ccentro%7Cpos_1&mfil=1&op=VODAFONE&pu=56a2309a505ae36cc5913ec299e59189

http://ctzen.it/2014/07/02/migranti-in-70-dispersi-nel-canale-di-sicilia-torna-in-liberta-un-presunto-scafista/

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/MARE-NOSTRUM-NESSUN-RISCHIO-PER-LA-SALUTE-DEGLI-ITALIANI-9358bb3c-b0fd-4efd-8f5a-880f9eae3b50.html

Il punto di vista dei vertici della Marina Militare, i maliani potenziali terroristi ?

http://www.lastampa.it/2014/07/03/italia/cronache/salviamo-gli-immigrato-dalle-guerre-ma-anche-noi-dai-terroristi-DCjHBiYGme5Nt6ZBJVhdaJ/pagina.html

Ed intanto l'UNHCR sente  l'esigenza di precisare...

CORRIGENDUM
COMUNICATO STAMPA
Roma, 02 luglio 2014
DOLORE PER NUOVI MORTI NEL MEDITERRANEO.
OLTRE 500 NEL 2014
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime profondo dolore per le nuove tragedie nel Mar Mediterraneo che sono costate la vita ad almeno 45 persone. I superstiti di una massiccia operazione di soccorso condotta in queste ore dalla Marina Militare riferiscono però di almeno altri 80 dispersi.
Presumibilmente morti per asfissia, i corpi dei 45 uomini, tutti di origine subsahariana, sono stati rinvenuti nella stiva di un barcone sul quale viaggiavano altri 566 passeggeri, tutti tratti in salvo.
Alcuni migranti condotti in salvo a Porto Empedocle riferiscono di due morti e quattro dispersi. Contestualmente, un altro gruppo di 27 persone condotte in salvo dalle navi del dispositivo Mare Nostrum ieri mattina a Catania, riferisce che sul barcone su cui viaggiavano vi fossero altre 75 persone, che risulterebbero quindi disperse in mare.
L’UNHCR elogia l'operato della Marina Militare Italiana per l’incessante azione di soccorso che ha portato al salvataggio di oltre 5.000 persone in sole 48 ore e senza il cui prezioso intervento il numero delle vittime sarebbe indubbiamente maggiore.
Si stima siano circa 500 i migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2014. Nonostante gli enormi sforzi sostenuti delle autorità italiane e l’aiuto costante prestato dalle imbarcazioni private, centinaia di migranti e rifugiati innocenti continuano a perdere la vita alle frontiere d’Europa.
Queste ulteriori tragedie dimostrano che i rifugiati non hanno altra possibilità se non rischiare la vita nella traversata del Mediterraneo per cercare rifugio da guerre e persecuzioni.
L’Agenzia ONU per i rifugiati ribadisce la necessità che i governi forniscano urgentemente alternative legali ai pericolosi viaggi per mare, quali ad esempio il reinsediamento, l’ammissione per ragioni umanitarie e l’accesso agevolato al ricongiungimento familiare, garantendo alle persone disperate e bisognose di un rifugio la possibilità di cercare e trovare protezione e asilo.

http://www.theguardian.com/world/2014/jul/02/sicily-investigation-suspected-deaths-70-migrants-sea?CMP=twt_gu

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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