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lunedì 4 agosto 2014

Aumenta il numero di migranti in fuga che tentano di attraversare la frontiera greco-turca. Nuove vittime della Fortezza Europa in vista.I trafficanti ringraziano.



Ancora migliaia di profughi in fuga verso l'Europa, adesso la "pressione migratoria" sale al confine tra Grecia e Turchia.  Presto potrebbero aumentare anche gli arrivi di potenziali richiedenti asilo dalla Grecia nei porti di Bari, Ancona e Venezia.  Vedremo se il governo italiano continuerà ad ordinare alla polizia di frontiera l'esecuzione delle attuali misure di respingimento collettivo "con affido" ai comandanti delle navi traghetto che arrivano e ripartono per la Grecia.

Non è "pressione migratoria" sono esseri umani privati di tutto per effetto di scelte politiche e di alleanze che stanno ben lontano dai loro territori. Territori  che però sono diventati terreno di sperimentazione di una nuova guerra globale, che in paesi occidentali hanno sottovalutato e che adesso cercano di nascondere all'opinione pubblica. Ma guerra è e guerra rimane.

Una conseguenza, questo aumento della "pressione migratoria", del deterioramento delle condizioni di sicurezza nei campi profughi nei paesi di prima accoglienza, Libano e Giordania, dove ogni giorno si verificano abusi e rapimenti, oltre che della irreversibilità della crisi siriana, con Assad ancora saldamente al potere, sostenuto dal consenso di Russia e Cina, che bloccano qualunque pur debole iniziativa a livello ONU.

Se la risposta sarà affidata alle solite misure repressive del Commissario UE di turno, magari un Commissario all'immigrazione, forse proprio un greco, potremo solo allungare la lista dei morti. Sul confine dell'Evros ed in mare le guardie di frontiera hanno sparato sui migranti in fuga.  Quando Frontex è intervenuta alle frontiere tra Grecia e Turchia si sono contate decine di vittime. Lo documentano rapporti incontestabili.

http://picum.org/picum.org/uploads/publication/Greece%20EP%20event%20report%20June%202014%20-%20FINAL.pdf

Occorre aprire canali umanitari anche dalla Turchia verso tutti i paesi europei, si eviterebbe a molte persone la morte nel Mediterraneo, e si ridurrebbero i profitti dei trafficanti che prosperano in Egitto ed in Libia proprio sulla totale chiusura delle frontiere da parte dei paesi Europei. Per battere le organizzazioni criminali l'unica arma rimane l'apertura di canali di ingresso legale e protetto nell'area Schengen, anche attraverso il corridoio balcanico e la Grecia.


http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2014/08/04/immigrazione-sale-la-pressione-al-confine-grecia-turchia_0706dbf1-b1e7-4aa0-8738-1ab25791aa6b.html

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2014/08/04/libano-anche-3-bambini-morti-in-violenze-nel-nord-est_449c08a2-5ad3-48a8-adb4-abee2ceb4ab1.html

http://infomigrante.wordpress.com/2012/12/07/crisi-e-gestione-dei-flussi-migratori-lodissea-dei-migranti-che-tentano-di-attraversare-la-grecia/

http://easo.europa.eu/wp-content/uploads/Interim-assessment-on-the-implementation-of-the-EASO-Operating-Plan-for-Greece.pdf

http://www.mediciperidirittiumani.org/respingimenti-di-minori-e-di-richiedenti-asilo-dallitalia-alla-grecia-audizione-di-medu-e-asgi-presso-la-commissione-diritti-umani-del-senato-presentato-un-ricorso-alla-corte-europea-dei-d/

http://nena-news.it/fuga-dalla-libia-fiamme/

http://www.middleeasteye.net/news/migrants-flee-libyas-new-civil-war-1361768166

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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