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lunedì 18 agosto 2014

Aumenta la dispersione dei minori stranieri non accompagnati. A Brindisi scompaiono nel nulla cinque bambini. Intermediari ed approfittatori i nuovi scafisti di terra. In Sicilia abusi e stato di abbandono.


La notizia è di quelle che non fanno dormire. Cinque bambini, probabilmente siriani, di età compresa tra i cinque e gli undici anni, sarebbero scomparsi nel nulla nei pressi della stazione ferroviaria di Brindisi, dopo essere stati sbarcati dalle navi di Mare Nostrum  e condotti in un centro di prima accoglienza dal quale sarebbero fuggiti. Una vicenda gravissima, anche perchè, prima di scomparire, sarebbero stati individuati per strada senza che nessunaa istituzione intervenisse. Solo l'aiuto di due volontari e poi di una autoambulanza.

Una vicenda che impone di accendere i riflettori ed organizzare interventi urgenti di monitoraggio ed assistenza nei pressi delle stazioni ferroviarie dalle quali i migranti, sempre più i minori soli, sbarcati dalle navi che li hanno soccorsi in mare, proseguono il loro viaggio verso nord.

Occorre prendere atto che i minori non accompagnati non sono tutti uguali, e magari non possono essere ammassati negli stessi centri, o peggio lasciati in promiscuità in strutture improvvisate come tendopoli, nelle quali si ritrovano con adulti. Se un MNA di sedici o diaciassette anni può continuare anche da solo il proprio viaggio se deve raggiungere parenti ed amici in altri paesi europei, un bambino o un ragazzino che abbia meno di quattordici anni rischia di finire preda degli "scafisti di terra". E già si è sparsa la voce che, in qualche caso, i bambini o i ragazzi più piccoli, sono stati sequestrati per estorcere altro danaro ai loro genitori che li aspettavano in Svezia o in Germania. Il business sulla pelle dei profughi in fuga fiorisce non solo in Libia, ma anche in Italia, terra di transito per molti di loro.

Come ha comunicato il ministro dell'interno Alfano nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, dei 100.000 migranti arrivati via mare quest'anno, oltre 35.000 sarebbero ripartiti verso altre destinazioni europee. La quasi totalità dei Siriani ha già lasciato l'Italia. Sono  numeri importanti sui quali ci sono interessi milionari, non solo per gli speculatori che offrono accoglienza senza garantire i servizi che sarebbero imposti dalle convenzioni stipulate con le prefetture, ma anche per gli intermediari che vedono nei migranti in transito una occasione di arricchimento personale. Se ciascuno dei  35.000 migranti che hanno abbandonato l'Italia avesse pagato agli "scafisti di terra" soltanto mille euro, per superare il confine italiano, e spesso se ne pagano molti di più, il giro di affari sarebbe di diverse decine di milioni di euro.

Sono oltre  2000 i minori stranieri non accompagnati che sarebbero scomparsi quest'anno dopo essere stati sbarcati a terra, a seguito di interventi di salvataggio in mare. Di questi, alcune centinaia sarebbero bambini con meno di 14 anni, mentre la maggior parte avrebbe età rientranti tra i 16 ed i 17 anni. Ma l'accertamento dell'età spesso avviene spesso "a vista" e non ci sono ancora procedure certe che forniscano garanzie ai minori, prima ancora che informazioni agli organi di pubblica sicurezza. Questi i dati incontestabili. Questi i dati ufficiali a maggio 2014, oggi siamo andati ancora oltre.

"Gli ultimi dati offerti dal Report nazionale sui Minori Stranieri Non Accompagnati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornati al 30 Maggio 2014, parlano di oltre 2155 minori scomparsi su 7.182 minorenni segnalati.
Lo stesso rapporto evidenzia che su 517 bambine e ragazze, 176 sono quelle scomparse che non possono più essere protette da abusi, violenze e sfruttamento".

http://www.infoans.org/1.asp?sez=1&sotsez=13&doc=11190&Lingua=1

Sono anni che questo fenomeno si aggrava e nessuno interviene davvero, questo avveniva nel 2011.

http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2011/11/684-minori-stranieri-non-accompagnati.html

http://www.cicam.it/pdf/dossier-accoglienza.pdf

http://www.lavoro.gov.it/AreaSociale/Immigrazione/minori_stranieri/Pages/Minori_stranieri_non_accompagnati.aspx
 
Avvoltoi, cani sciolti o legati ad organizzazioni più o meno legali, generalmente arabofone, che pullulano attorno alle stazioni ferroviarie o ai centri di accoglienza, cercando i migranti in transito per vendere a caro prezzo i loro servizi raddoppiando il prezzo dei biglietti, e che arrivano anche a minacciare, quando è sera e rimane poca gente in giro, i pochi volontari che si interpongono tra questi sfruttatori ed i migranti, per tentare di aiutare gratuitamente le persone che devono raggiungere altre città in Italia ed in Europa.

Una realtà che la magistratura dovrebbe indagare, piuttosto che concentrare tutte le sue atenzioni sugli scafisti arrestati dopo lo sbarco a terra, indagini di polizia giudiziaria che andrebbero condotte con discrezione per colpire gli approfittatori o gli intermediari veri e propri, e per dare maggiore sicurezza ai migranti ed ai volontari che, a rischio della propria persona, li assistono.

Rimane davvero da chiedersi cosa fanno e dove sono finiti gli operatori di quelle grandi organizzazioni umanitarie che sono convenzionate con il ministero dell'interno e che per questo riscuotono periodicamente i relativi compensi. Se non sono all'altezza della situazione, se non sono nelle condizioni di intervenire, se ci sono altri impedimenti, anzi "criticità"  come dicono nel loro gergo che lo denuncino, che non offrano più alibi al ministero dell'interno per sostenere che in Italia saremmo campioni di accoglienza. Sappiamo bene che il sistema italiano di accoglienza, anzi i vari sistemi paralleli di accoglienza,  sono composti da un vasto reticolo di enti locali, da tante associazioni, generalmente piccole e da molte persone, generalmente volontari, che fanno il possibile, soprattutto nel caso dei minori stranieri non accompagnati. Ma il dato inconfutabile della scomparsa di un numero crescente di bambini e di ragazzini, oltre la mancanza di accoglienza e di assistenza nei centri, che spesso ne è causa, non può continuare ad essere taciuto o nascosto dietro report di attività che riferiscono solo le "buone prassi", senza mai chiamare in causa le omissioni e le inadempienze degli enti istituzionali. Ai cittadini, ai volontari, non rimane che rimbocarsi le maniche ed aumentare da soli la presenza attorno ai luoghi di sbarco e di transito.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/08/14/news/sbarchi-93757624/

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/08/18/a-salerno-nave-militare-con-700-migranti_b2125008-f0aa-44ba-9cbc-5b4c57e94ea3.html


Ricevo e diffondo:

BRINDISI – Sono quasi le 3 della notte di ferragosto. In spiaggia e nei lidi che puntellano la costa si è nel pieno dei festeggiamenti e la musica si spande nell’aria che sa di estate, di mare, di vacanza. La città, al contrario, è silenziosa e quasi deserta. Brindisi non fa eccezione a questa regola e via Togliatti, zona sembra essere la strada di un paese abbandonato, tanto è vuota. I pochi rumori che si sentono vengono amplificati a dismisura e, grazie a questa eco, una coppia residente in un condominio lungo la strada si è accorta che il panorama non era proprio così desertico come poteva sembrare a una prima occhiata: quattro piccole figure si muovevano proprio sotto i loro occhi, cercando una posizione comoda per riposare e ritrovare le forze sul freddo e duro marciapiede, unico appoggio concessogli.

A un’occhiata un po’ più approfondita, i due si accorgono che quelli che si stringevano stretti uno all’altro erano solo dei bambini. Capita la situazione, la coppia immediatamente, si prodiga in un giro di chiamate che coinvolge la polizia, i carabinieri e i sanitari del 118. Gli unici a giungere sul posto, stando ai racconti dei pochi presenti, sono gli operatori del soccorso che, con pazienza e spirito paterno, cercano di verificare, prima di ogni cosa, le condizioni di salute dei piccoli. Una volta accertato che i quattro, il più grande dei quali ha detto di avere 11 anni e il più piccolo appena 5, stanno bene, i soccorritori cercano di capire cosa ci fanno in via Togliatti quattro ragazzini da soli, di notte.

Alla fine della difficile chiacchierata, complicata dal fatto che i piccoli non parlavano né italiano né inglese, si è capito che, con ogni probabilità, il gruppo era arrivato in Italia il giorno prima a bordo della nave fregata Scirocco della Marina Militare, tra i 750 migranti siriani soccorsi a largo delle coste egiziane, ed era scappato da qualche struttura d’accoglienza, anche perché tutti indossavano, sopra i loro vestiti sporchi e logori, alcuni indumenti nuovi e puliti. La loro prossima meta, sempre stando a quanto i bambini sono riusciti a comunicare al personale del 118, era la stazione di Brindisi, dalla quale avrebbero preso il treno per Milano o Torino, dove probabilmente, qualcuno già li aspettava.

Il più grande del gruppo ha esibito un biglietto scritto a mano sul quale compariva un indirizzo o un numero di telefono e, quando i presenti li hanno chiesto se avessero con loro i SOLDI per acquistare un biglietto del treno, contemporaneamente, i piccoli hanno indicato il posto in cui avrebbero, nascoste, banconote e monete, al fine di non venire rapinati. In tutto questo, la coppia dalla quale è partita la segnalazione della presenza dei minori, continuava a chiamare polizia e carabinieri che, pur garantendo l’invio di personale sul posto, fino alla fine, non si sono fatti vedere. Con ogni probabilità, il mancato arrivo delle forze dell’ordine è dovuto al fatto che il personale a disposizione, sempre più risicato, era impegnato a garantire la sicurezza di quanti si sono riversati nei luoghi dove si festeggiava, contemporaneamente, il ferragosto.
 

Il 118, intanto, cercava di capire cosa si potesse fare almeno per dare un tetto fino all’alba ai quattro ragazzini. Purtroppo, dopo più di due ore in cui medici e paramedici si sono presi cura, insieme alla coppia che li ha allertati, del gruppo di minori, non si è trovata una soluzione per poter togliere i piccoli dalla strada: in ospedale, stando, fortunatamente, bene, non ci potevano andare; le forze dell’ordine, secondo quanto riferito da chi ha sentito al telefono i referenti delle centrali operative, hanno comunicato che non potevano fare nulla per loro; la coppia che per prima ha avvertito che bisognava fare qualcosa per i piccoli ha potuto offrire solo la sua supervisione, anche per il timore di possibili conseguenze legali che sarebbero potute venire in coincidenza di iniziative prese sull’onda dell’emozione.

Fatto sta che i volontari del 118 non hanno potuto fare altro se non donare ai bambini alcune lenzuola per coprirsi, metterli nel giardino interno di un condominio lì vicino e spiegarli come si arriva in stazione, sperando che il gruppetto possa trovare la propria strada, non solo per raggiungere i treni. Al mattino, una volta sorto il sole, i quattro non c’erano più. Forse saranno arrivati alle loro destinazioni, oppure no, sicuramente, non scorderanno i volti amici che, nella notte di ferragosto del 2014, hanno teso loro una mano quando non avevano altro.
Maurizio Distante



QUESTO SUCCEDE INVECE A MESSINA

 COMUNICATO PUBBLICO.
Da un mese e mezzo venticinque ragazzini africani, tra i 15 ed i 17 anni, minori non accompagnati, si trovano “temporaneamente” all’interno della tendopoli del campo di baseball del PalaNebiolo, che ospita centinaia di migranti richiedenti asilo, perché non si trova loro una giusta sistemazione. Ciò in palese violazione di tutte le leggi in materia.
Ritengo dunque sia necessario ed urgente un intervento dei servizi sociali del Comune di Messina, perché provvedano ad una loro collocazione diversa.
I minori infatti, così come le donne, appartengono a categorie protette e pertanto per legge devono essere accolti presso comunità, associazioni o strutture anche emergenziali se è il caso.
Lo chiedo ufficialmente e con urgenza all'Assessore ai Servizi Sociali Mantineo e al Dirigente dell'omonimo Dipartimento del Comune di Messina Dottor Bruno.
In tal senso ho anche sollecitato il Presidente Morabito a fare analoga richiesta a nome di tutto il V Quartiere.

Firmato
Francesco Mucciardi, Consigliere V Circoscrizione
Messina, 14/08/2014
http://www.tempostretto.it/news/migranti-ancora-limbo-25-minori-palanebiolo-dal-bilancio-spariscono-fondi-dedicati.html 

A TRAPANI INVECE CHI HA AMMESSO (FORSE) DI AVERE ABUSATO DI GIOVANI STRANIERI VIENE PORTATO DAL CARCERE AGLI ARRESTI DOMICILIARI E CERCA DI SALVARE IL SUO IMPERO COSTITUITO DA UNA RETE DI ASSOCIAZIONI CHE MONOPOLIZZANO IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA IN MEZZA SICILIA.

Spesso chi fugge ha un programma e degli appuntamenti precisi, altre volte si fugge solo per fuggire, perchè le condizioni di accoglienza nei centri sono insopportabili. Se non si sa verso dove fuggono, qualche volta si comprende da cosa e da chi fuggono.

http://livesicilia.it/2014/08/02/don-sergio-librizzi-lascia-il-carcere-prime-ammissioni-concessi-i-domiciliari_524160/ 

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/02/news/trapani_arresti_domiciliari_per_don_librizzi-92991462/ 

http://www.grandangoloagrigento.it/arresti-domiciliari-per-don-sergio-librizzi-ex-direttore-della-caritas-di-trapani/ 

http://www.madoniepress.it/mp-don-librizzi-ammette-le-violenze-sessuali-ora-egrave;-agli-arresti-domiciliari-4322.asp 

http://www.madoniepress.it/mp-arresto-di-don-librizzi-a-castellana-scoppia-il-caso-politco-4109.asp 










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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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