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venerdì 29 agosto 2014

Da Mare Nostrum a Frontex Plus: si delineano i progetti di morte sulla frontiera mediterranea. Scoperti 15 cadaveri di migranti, probabilmente siriani, al largo della frontiera tra la Tunisia e la Libia. Ci sarebbero altri dispersi.




http://www.mosaiquefm.net/fr/index/a/ActuDetail/Element/41377-ben-guerdane-18-corps-d-emigres-clandestins-repeches#

LE VITTIME SONO POI DIVENTATE 40 E SI CERCANO ANCORA DISPERSI.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/30/t_01_2014-08-30_1301031433.html?ultimora

E poi ancora altri morti davanti alle coste algerine. Aumenta il contrasto di quella che definiscono immigrazione"illegale" con il coinvolgimento delle polizie di frontiera dei paesi di transito. Le rotte si allargano verso ovest, si cerca di partire anche dalla Tunisia e dall'Algeria, e diventano sempre più pericolose. I mezzi di controllo delle guardie costiere dei paesi africani non riescono a svolgere azioni di salvataggio in modo da garantire la vita dei migranti. Li chiamano ancora clandestini.

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Un barcone con a bordo 24 uomini che cercavano di raggiungere clandestinamente le coste italiane è affondato in acque algerine. Unità della Marina algerina sono intervenute per portare soccorso, salvando 19 clandestini mentre di altri cinque non ci sono notizie, dopo il naufragio del natante. E' accaduto, secondo un comunicato del Ministero della Difesa, nel tratto di mare a largo di Mostaganem. I 19 sopravvissuti sono stati soccorsi mentre erano aggrappati a delle camere d'aria di pneumatici, gettate in mare quando il piccolo natante ha cominciato a imbarcare acqua. Alle operazioni di ricerca dei dispersi, oltre a due guardacoste, partecipano anche due elicotteri.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/30/t_01_2014-08-30_1301026282.html?ultimora 

 Mentre Alfano è in giro per le capitali europee per sollecitare i governi a dare il loro contributo al rinforzo delle missioni Hermes in Mediterraneo, sotto l'impropria denominazione Frontex Plus, in realtà si taglia l'area di operatività delle missioni di salvataggio, ed a partire dal mese di novembre, le acque limitrofi alle acque territoriali libiche, per intenderci da 24 miglia dalla costa a circa sessanta- ottanta, cento miglia a sud di Lampedusa, non saranno più presidiate. Se ci saranno chiamate di soccorso da questa zona le centrali di comando della Marina e del ministero dell'interno potranno avvalersi soltanto di navi commerciali e pescherecci, come è previsto, anzi imposto, dalle Convenzioni internazionali.

http://www.lecourrierdelatlas.com/774029082014Migration-Frontex-plus-la-solution-au-controle-des-frontieres-en-Mediterranee.html

http://www.amnesty.fr/CP-Frontex-Plus-12419

Il risultato è certo, migliaia di morti sulla coscienza di chi sta prendendo queste decisioni, ma anche su quella di chi non si sta opponendo ed anche di chi trasmette informazioni fuorvianti, per convincere gli italiani che in questo modo potranno vedere ridurre il numero dei migranti che arrivano sulle nostre coste. Qualcuno addirittura conta sul cattivo tempo per ridurre le partenze, visto che la crisi politica e militare in Libia ha di fatto bloccato i progetti già avviati dall'Unione Europea con la missione EUBAM Libia, progetti nati anni fa, sui quali si è molto investito, per delegare alle autorità libiche, con i mezzi regalati da Maroni e dalla Cancellieri, con la formazione congiunta del personale, e con le missioni di agenti della guardia di finanza in Libia, il compito di fermare i migranti prima che potessero imbarcarsi.

 http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/index_en.htm

Tutti intonano cori contro i cattivi scafisti, i veri trafficanti di morte sono gli uomini di governo che assumo le decisioni di ridimensionare o ridurre del tutto le missioni di salvataggio in acque internazionale, un dovere, un obbligo giuridico che nessuno stato può eludere impunemente. E le denunce non mancheranno, promesso. Comunque le linee operative di Frontex Plus appaiono del tutto incompatibili con l'assolvimento dei più elementari doveri di salvataggio in acque internazionali. del resto in Europa non c'è ancora accordo sui mezzi da impiegare effettivamente, sulle regole di ingaggio in acque internazionali, sui luoghi di sbarco delle persone ( eventualmente ) soccorse, sulla collaborazione con i paesi di transito, e soprattutto sulla ripartizione delle spese di organizzazione delle missioni Frontex.

http://www.lastampa.it/2014/08/28/italia/cronache/stop-ai-controlli-davanti-alla-libia-arretra-la-linea-di-pattugliamento-XdhzF9eRY7YBRcoe7N0teL/pagina.htm

http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/sala_stampa/comunicati/comunicati_2014/2014_08_29_alfano_incontri_immigrazione.html?year=2014

Questo il lato oscuro dei progetti di Alfano e dell'Unione Europea , si chiama esternalizzazione dei controlli di frontiera, nell'ambito degli accordi di partenariato, significa trasferire sui poteri di transito mezzi e risorse economiche per bloccare e detenere i migranti prima che possano partire verso l'Europa, sostenendo anche operazioni di respingimento o di rimpatrio collettivo vietato dalle Convenzioni internazionali.  Quello che non possono fare gli stati europei, dopo la condanna dell'Italia da parte della Corte di Strasburgo, nel 2012 per i respingimenti collettivi decisi da Maroni ( 6 maggio 2009),  viene delegato, a caro prezzo, a paesi come l'Egitto, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco, e qualcuno attende ancora che la situazione si normalizzi in Libia, magari con un intervento armato "umanitario", per riprendere la collaborazione con le forze di polizia di quel paese, sempre a patto che sia ancora possibile individuare la milizia "giusta". Si tentano tutte le soluzioni per bloccare e detenere i migranti nei paesi di transito, neppure si prende in considerazione la possibilità di aprire canali legali di ingresso ( con regolare visto) e canali umanitari.

Sugli accordi Italia/Tunisia/UE, accordi che partono dagli accordi bilaterali negoziati nel luglio del 1998 da Napolitano, allora ministro dell'interno, con la Tunisia di Ben Ali...

http://www.storiemigranti.org/spip.php?article1074

 http://www.meltingpot.org/Ordinary-rendition-in-Tunisia-e-rapporti-con-la-Libia-il.html#.VADj9UYcRsc

 "Per quanto riguarda la migrazione irregolare, un comunicato Ue informa che «Oltre ad avviare i negoziati per un accordo di riammissione dei migranti irregolari, l’Ue e la Tunisia hanno assunto l’impegno di cooperare meglio per combattere la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, accrescere la sicurezza dei documenti di identità e di viaggio e migliorare la gestione delle frontiere. Nel quadro del partenariato la Tunisia e l’Ue lavoreranno gomito a gomito anche per sostenere l’istituzione e il potenziamento delle autorità tunisine cui sarà affidato il compito di identificare, fra i migranti presenti in Tunisia, i potenziali beneficiari di protezione internazionale, esaminare le domande di asilo, applicare il principio di “non refoulement! e prospettare soluzioni di protezione durature».

 http://www.greenreport.it/news/accordo-ue-tunisia-e-italia-su-partenariato-per-la-mobilita-delle-persone/ 

Con la Tunisia, i primi accordi di riammissione ed i primi centri di detenzione in quel paese furono concordati da Napolitano nel 1998, allora ministro dell'interno. Nel 2011 Maroni perfezionò quegli accordi, ed i risultati non mancarono, con centinaia di vittime e dispersi, i parenti cercano ancora oggi i loro familiari scomparsi in mare.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/11-febbraio-2011/barcone-immigrati-bloccato-motovedetta-tunisina-rivolta-181447449341.shtml

 Oggi si sta provando ancora a fare funzionare quegli accordi perfezionati nel tempo da Maroni e dalla Cancellieri con il governo Monti. In politica estera su questa materia continuità assoluta, e Napolitano ne è sempre garante.

 http://livesicilia.it/2014/07/03/napolitano-sui-migranti-affrontiamo-il-problema-insieme_512278/

"Bruxelles, 3 marzo 2014
Siglato tra UE e Tunisia un partenariato per la mobilità
La Tunisia e l'Unione europea hanno sancito oggi un partenariato per la mobilità con una dichiarazione congiunta firmata da Cecilia Malmström, Commissaria europea per gli Affari interni, da Tahar Cherif, Ambasciatore di Tunisia presso il Belgio e l'Unione europea, e dai ministri dei dieci Stati membri dell'UE che partecipano al partenariato: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia".

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-208_it.htm

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/757700/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h1_h12&spart=si

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-c924c152-a262-4351-85b2-12c34068a29c.html


  12 giugno 2014 – "Il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, ha compiuto una visita a Tunisi in occasione della XV Commissione mista Difesa italo-tunisina, la cui chiusura dei lavori essa ha presieduto insieme all’omologo Ghazi Jribi. Pianificate una serie di iniziative di formazione e previste esercitazioni congiunte in diversi ambiti, a testimonianza dell’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra i due Paesi nel settore militare. Il Ministro Pinotti ha avuto anche un cordiale incontro con il Primo Ministro Mehdi Jomaa. Nel corso della visita, Il Ministro Pinotti ha partecipato con il suo omologo alla cerimonia di consegna da parte dell’Italia di due pattugliatori “El Jala P203” e “Remada P204”, da ora in dotazione alla Marina Nazionale tunisina".

http://www.ambtunisi.esteri.it/Ambasciata_Tunisi/Archivio_News/Incontri+e+Visite+politiche+gennaio-marzo.htm

 Alcuni retroscena dell'incontro tra Alfano e la Malmstrom, emergono dalla riunione di "tecnici", il giorno prima a Roma.

(huffingtonpost.it) " Oggi a Roma si vedranno i tecnici del Viminale e quelli di Frontex (l’agenzia europea che si occupa delle frontiere europee e che ha sede a Varsavia), una riunione di sherpa preparativa per il tavolo vero, quello di domani tra Alfano e Malmstrom. Le riunioni in questi anni sono state tante, i risultati pochi. Il punto è cosa c’è sul tavolo che possa segnare una qualche differenza.
Michele Cercone, portavoce del commissario Malmstrom, lascia intendere che “potrebbero essere affidati a Frontex più uomini e più mezzi” (diventerebbe così Frontex plus) ma questo non significa in alcun modo, come invece ha chiesto Alfano, “sostituire Mare nostrum (il pattugliamento nel Mediterraneo tra Italia e Africa da parte della navi della Marina iniziato nell’ottobre 2013 dopo i 340 morti e che costa all’Italia 300 mila al giorno, 9 milioni al mese, ndr) con Frontex”. E’ semplicemente impossibile visto che il budget dell’agenzia è di 80 milioni l’anno di cui 20 se ne vanno per le spese di gestione dell’agenzia".

 " Ma la vera novità è un’altra. La svela la fonte di Bruxelles: “Dobbiamo lavorare per rinegoziare gli accordi di riammissione in paesi come Tunisia, Egitto e Marocco”. La esplicita la fonte del Viminale: “Dirottare le persone raccolte in mare in Tunisia e Egitto, non farle più arrivare in Italia a meno che non abbiano già avviato le procedure per lo status di rifugiati e quindi si siano già fatti identificare prima di imbarcarsi”. Anche l’Europa, come il Dipartimento della pubblica sicurezza, crede che “Mare nostrum sia una sorta di linea di traghetti informale tra Libia e Italia”. Di opinione contraria, la Marina militare che ha salvato e salva migliaia di vite ma ci costa 300 mila euro al giorno"

 http://www.huffingtonpost.it/2014/08/26/immigrati-dirottare_n_5713377.html?1409034779&utm_hp_ref=italy

E altri barconi affondano vicino alle coste tunisine

http://www.altroquotidiano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5001975%3Atragedia-al-largo-della-tunisia-disperso-barcone&catid=65%3A3&Itemid=79

E QUESTO QUANTO E' SUCCESSO OGGI, POCHE ORE FA, DIMOSTRAZIONE DI QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO I MEZZI DI SALVATAGGIO ITALIANO NON CI SONO ED I COMPITI DI SALVATAGGIO VENGONO ABBANDONATI NELLE MANI DEI COMANDI MILITARI DEI PAESI DI TRANSITO.

 Scoperti 15 cadaveri di migranti a largo Tunisia


Scoperti 15 cadaveri di migranti a largo TunisiaBen Guerdane, 29 ago. (TMNews) - I cadaveri di una quindicina di migranti sono stati rinvenuti dalla guardia costiera al largo della Tunisia. Lo si è appreso da testimoni. Le salme, fra cui quella di un bambino, sono state allineate su una spiaggia nei pressi di un porto della città di Ben Guerdane, alla frontiera con la Libia.
Il direttore generale dell'ospedale di Ben Guerdane, Abdelkarim Chafroud, ha spiegato all'Afp che "14 cadaveri sono stati ripescati e che ce ne sono ancora tre in mare". Secondo Chafroud, le vittime sono "probabilmente dei siriani" che tentavano di raggiungere l'Europa. I naufragi di imbarcazioni di migranti africani e arabi sono frequenti nella zona. (con fonte Afp)

https://it.notizie.yahoo.com/scoperti-15-cadaveri-di-migranti-largo-tunisia-182111575.html

Ben Guardane è vicino al campo profughi di Coucha (Shousha) ed è punto di arrivo in Tunisia per migliaia di migranti, siriani compresi, in fuga dalla Libia in fiamme.

http://www.rescue.org/news/irc-responds-growing-exodus-libya-10229

http://voiceofchoucha.wordpress.com/

http://old.terrelibere.org/4468-shousha-camp-profughi-nel-deserto-tunisino

http://thecaravan.org/node/3716

Non gli rimane, ad Alfano e soci, che continuare a truccare con le politiche e con i numeri, meglio con le percentuali, deve trovare una giustificazione per tutte le loro contraddizioni. Le domande di asilo sono aumentate più in Italia che in Germania, ma in Italia, rimangono sempre sotto il numero di quelle presentate in Germania...magari, oltre le percentuali, potevano indicare anche le cifre complessive ed il numero dei rifugiati già accolti in ciascun paese.

http://www.thejournal.ie/aslyum-applications-q1-2014-1562979-Jul2014/









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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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