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giovedì 14 agosto 2014

In Libia abusi sempre più gravi ai danni dei migranti in partenza per l'Europa. I leghisti li vogliono morti, purchè rimangano lontano. Per Salvini e Co. vanno bene i respingimenti invece dei salvataggi.Nelle acque libiche si continua a morire.


Appena recuperati in mare altri centinaia di profughi  sud della Sicilia. Molti ormai partono dall'Egitto per il deterioramento della situazione in quel paese e per la impossibilità di attraversare la Libia senza essere stuprati e derubati di tutto. I trafficanti di terra più crudeli riescono persino a dividere le famiglie, per aumentare il loro potere di ricatto. Certo, esistono le navi madre... ma non sono quelle ipotizzate dalle procure italiane. Sono quelle che caricano in più giorni i migranti trasportati dalla riva in alto mare su imbarcazioni più piccole. Poi queste navi, più spesso barconi "madre" partono alla volta dell'Italia, pilotate da scafisti impreparati e scelti spesso tra gli stessi migranti. Se va bene incontrano le navi di Mare nostrum, o qualche nave commerciale che la Marina chiama per prestare i primi soccorsi.Se va male si annega o si vedono affogare figli, mogli, mariti, sorelle,fratelli.  Per chi rimane in Libia, torture quotidiane, e sulle donne, come su molti minori, stupri generalizzati. ma tutto quello che succede in Libia non deve disturbare l'opinione pubblica italiana. La fuga verso l'Europa è possibile solo verso l'Italia, gli altri paesi del sud non fanno i salvataggi e non rispettano neppure le Direttive dell'UE in materia di protezione internazionale. E praticano anche la detenzione dei minori non accompagnati, costretti a vivere in condizione indegne, quando non eseguono direttamente respingimenti collettivi.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/08/12/news/migranti-mentre-l-italia-li-salva-la-grecia-impone-il-rimpatrio-1.176818

Ieri in una trasmissione radiofonica qualcuno ha tentato di chiarire le dinamiche delle partenze e il business dei trafficanti che speculano sulla mancanza di canali umanitari e di qualunque possibilità di ingresso legale in Europa. Si sono subito dopo scatenate le polemiche con sms roventi, che addirittura criticavano il mancato uso del termine dispregiativo "clandestini", e che nella sostanza riproponevano la politica dei respingimenti praticata negli anni dei governi Berlusconi, con la punta registrata nel maggio del 2009 con i respingimenti collettvi poi condannati dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo. Ormai in Italia anche la cronaca giornalistica dovrebbe essere addomesticata, per compiacere le sorridenti facce di chi ci "sgoverna" oppure per fornire argomenti all'opposizione populista e xenofoba.

Raccontare le cose come stanno veramente diventa sempre più sovversivo. Noi continuiamo. Perchè crediamo comunque che nel nostro paese stanno nascendo movimenti di solidarietà dal basso che poco o nulla hanno a che fare con i partiti e le associazioni tradizionali. Ed anche perchè tra qualche anno si possa ricordare chi ha tentato di portare indietro la lancetta del tempo, rilanciando pratiche di esclusione sociale e di morte ai confini.

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/soccorsi-432-migranti-in-acque-libiche-e-maltesi/268029/

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/ancora-soccorsi-nel-canale-di-sicilia-in-arrivo-in-italia-727-migranti/268052/

La nave commerciale LEONARD TIDE che ha partecipato all'azione di salvataggio sta facendo rotta sul porto di Tripoli. E' vuota oppure trasporta a bordo migranti ? Ci sono già stati altri respingimenti collettivi verso i porti libici ?

http://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/576100000/vessel:LEONARD_TIDE

Questa la trasmissione radio di ieri con la testimonianza di Nancy Porsia, giornalista free-lance intervistata da Giampaolo Musumeci, che ha fatto scattare la reazione dei leghisti. Intanto sembra che davanti alla costa di Zuwara ci sia stata un'altra strage. 

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/luogo-lontano/index.php

About 20 corpses of migrants appeared on Farwa island, in front of Zuwara, main hub of smuggling people, on Monday.
People in Zuwara called for a demonstration against the smugglers' network ‪#‎Libya‬.
More details on my twitter account


https://twitter.com/nancyporsia

http://www.ilvelino.it/it/article/2014/08/13/immigrati-rondini-ln-mare-nostrum-business-per-scafisti-renzi-fermi-operazione/46ae91eb-4406-4610-aeca-773c764b967b/

Questi gli abusi che i cd. "clandestini" continuano a subire in Libia.

Ricevo e diffondo. Chi ha responsabilità e poteri e non agisce è complice. Tutti noi dobbiamo fare girare al massimo queste notizie e chiedere l'apertura di un canale umanitario con possibilità concreta di ingresso legale e protetto in Europa per tuttigli sfollati, come i pakistani, i profughi, come i siriani e gli eritrei, e tutti i potenziali richiedenti asilo intrappolati in Libia. Chi non si muove, chi lascia che questa situazione si aggravi ogni giorno di più, è soltanto complice.

 Urgente urgente urgente
A tutti i giornalisti, attivisti e organizzazioni umanitarie.
Succede in questi momenti:
Gli scafisti hanno stuprato, derubato, sparato a sui rifugiati che tentavano di salire nelle piccole imbarcazioni che le avrebbero portati verso la nave madre dove gia' componenti delle proprie famiglie sono a bordo da quasi una settimana.
Fonte: chiamata alle 5:00 da parte di una do...nna sul mio telefono..
La donna e' stata violentata e derubata si tutto quel che aveva..
La donna ha una bambina si 8 anni e in questi momenti lancia un appello insieme a tutte le persone che sono riuscite a scappare.
Appello:: salvateci... Vogliamo che il mondo Democratico ci aiuti e ci tratti solo come vengono trattati gli aninali... Non chiediamo altro...
Tutelateci come tutelati gli animali domestici.
Domani prendero' tutte le foto dei passaporti e cercherò di inoltrare una richiesta di asilo a tutte ambasciate europee.
Aiutatemi a prendere tutte le mail di tutte le ambasciate e tutte le organizzazioni umanitarie.
Al Rashid era solo l'inizio 
Agata Ronsivalle.
Sono riuscita a registrare la chiamata con la donna.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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