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domenica 17 agosto 2014

Le "navi madre" esistono davvero, ma sono quelle che arrivano dall'Egitto. Dalla Libia continuano a partire barconi fatiscenti ed è sempre alto il rischio di nuove tragedie. Lo scafista non"incassa due volte".




Basta vedere i video e le foto per comprendere le diverse modalità di trasferimento dei migranti, a seconda che partano dall'Egitto, in prevalenza Siriani ed Egiziani, oppure dalla Libia, in prevalenza subsahariani ed eritrei. Dall'Egitto si impiegano anche 8-10 giorni a bordo di pescherecci più grossi, che fanno la rotta diretta da Alessandria d'Egitto verso Malta e poi Pozzallo o Siracusa. E spesso arrivano in prossimità delle coste italiane. Talvolta questi mezzi vengono intercettati subito dalle navi di Mare Nostrum o avvistate dalle unità maltesi e lasciate proseguire, la rotta da Alessandria d'Egitto verso la Sicilia passa infatti vicino Malta e dunque l'intervento dei mezzi italiani e molto ritardato perchè, a parte casi di estrema urgenza e di cooperazione nelle operazioni SAR ( ricerca e soccorso), i mezzi di Mare Nostrum non possono "sconfinare" nelle acque territoriali maltesi. In alcune occasioni i grossi pescherecci che arrivano dall'Egitto mettono a mare imbarcazioni più piccole per ritornare indietro, altre volte sono intercettati direttamente da mezzi di "Mare Nostrum" subito dopo avere superato le acque maltesi.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/calabria/2013/notizia/immigrati-sequestrata-nave-madre_2003421.shtml

Dalla Libia invece si parte con mezzi più piccoli, che devono ( e possono ) affrontare il mare solo per qualche ora, al massimo per un giorno, prima di essere intercettati e soccorsi  dalle navi militari  di Mare Nostrum o dai cargo e dai rimorchiatori, se non dalle petroliere, che vengono allertate quando i mezzi militari italiani sono nei porti di Taranto, Napoli, Trapani, Siracusa, Reggio Calabria e Palermo per scaricare i naufraghi che hanno soccorso.



Queste cosiderazioni andrebbero approfondite per valutare le diverse responsabilità penali dei presunti "scafisti"  e soprattutto per predisporre un sistema di salvataggio che vada oltre la missione Mare Nostrum che il ministro Alfano vorrebbe interrompere ad ottobre, con il rischio di aumentare enormemente il numero delle vittime in mare. Vediamo se poi avrà il coraggio di ripresentarsi sui moli per commemorare i morti.

Quale che sia il possibile ruolo di contrasto dell'immigrazione "illegale" che Frontex svolgerà nelle acque del Mediterraneo centrale, operando interventi di soccorso solo nelle situazioni più urgenti, i migranti partiranno lo stesso e lo stesso arriveranno in Italia ed in Europa. La loro vita vale così poco, e sono tali gli abusi che subiscono, nei paesi di transito, che non esiteranno certo a metterla in gioco pur di partire verso nord. Quali che siano gli strumenti di repressione e gli apparati di polizia e di magistratura che vi si opporranno.

http://video.repubblica.it/le-inchieste/migranti-in-ostaggio-aspettando-il-saldo-della-traversata/143401/141935

Un fenomento così complesso e di tale portata umana non si governa certo con l'arresto di centinaia di scafisti, arresti che spesso non sono neppure seguiti da una condanna definitiva. Processi che, se si concludono con l'espulsione delle persone, come si è verificato, rimettono in circolo proprio quei trafficanti e quegli scafisti che si dovrebbero bloccare in un carcere italiano, con il rispetto di tutte le garanzie di difesa accordate dal codice penale e dal codice di procedura penale.

CHIEDIAMO CORRIDOI UMANITARI SUBITO CHE SIGNIFICA VISTI DI INGRESSO PER MOTIVI DI PROTEZIONE TEMPORANEA VALIDI PER TUTTA EUROPA E CANALI LEGALI DI INGRESSO PROTETTO ED ASSISTITO PER TUTTI COLORO CHE SONO COSTRETTI A FUGGIRE DALLA LIBIA E DALL'EGITTO....

Ecco come avvengono i trasbordi in mare dai mezzi più piccoli che partono dalla costa alle "navi madre". Si tratta in genere delle rotte seguite dai migranti che partono dall'Egitto, che sono più lunghe e richiedono mezzi più grossi e capaci di resistere al cambiamento delle condizioni meteo in viaggi che durano oltre una settimana.


DA NON CONFONDERE CON QUANTO SUCCEDE SULLA ROTTA DALLA LIBIA ALLA SICILIA, dove i mezzi sono più piccoli. .

In ogni caso ruolo e responsabilità degli scafisti cambiano molto, sulle rotte dall'Egitto, seguite prevalentemente dai siriani, oltre che dagli egiziani, e sulle rotte dalla Libia dove prevalgono cittadini di paesi dell'Africa subsahariana. Gli equipaggi, generalmente più numerosi, dei pescherecci d'altura che arrivano dall'Egitto sono composti da pescatori o da mozzi, talora anche minori, che non possono opporsi al comandante e che spesso neppure sanno quando partono dal porto in Egitto, di dovere trasportare migranti verso l'Italia.

Dalla Libia invece si parte anche con carrette di dieci metri, condotte da un paio di persone, se non da un unico "scafista", Si tratta di scafi aperti o di gommoni che possono ribaltarsi alla minima onda o al minimo spostamento di persone,  cariche all'inverosimile, e gli scafisti sanno che a sei o sette ore di navigazione ci sono le piattaforme petrolifere offshore dei campi petroliferi di Bouri Field, o le navi di Mare Nostrum. Su queste rotte più brevi e relativamente più semplici, ci sono anche scafisti improvvisati, reclutati tra gli stessi migranti, magari tra quelli a cui si risparmia il pagamento del passaggio e si promette una piccola somma di danaro (3000-5000 euro). Somma che magari viene raccolta a bordo durante la navigazione.

Non è lo scafista che "incassa due volte", sono pagamenti a persone diverse, che a terra ed a mare offrono "servizi" di trasferimento diversi. Oltre ai differenti tipi di business c'è da ricordare e questo i video non lo mostrano, che a bordo di queste imbarcazioni, rispetto al passato, è sempre più violento, con scontri anche tra diversi gruppi etnici e con regolamenti di conti che possono proseguire anche dopo lo sbarco a terra. E in qualche occasione ci sono stati anche morti, non vittime degli scafisti, ma per quanto risulta, uccisi da altri migranti, come comincia ad emergere da qualche racconto che i migranti si lasciano alle spalle prima di abbandonare i centri di prima accoglienza.








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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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