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venerdì 1 agosto 2014

Migranti egiziani uccisi dalla polizia libica al confine con la Tunisia. Migliaia in fuga mentre la Tunisia sbarra la frontiera di Ras Jedir. Bengasi in mano ai jihadisti


Adesso ci sono anche le notizie sulle agenzie italiane, i primi migranti uccisi dalla polizia libica mentre tentavano di superare il confine per rifugiarsi in Tunisia, migliaia intrappolati proprio nei pressi del varco di frontiera e il governo di Tunisi che si permette di minacciare la chiusura delle frontiere con la Libia perchè la Tunisia non disporrebbe delle risorse economiche per assistere i rifugiati.
Sembra che la frontiera di Ras Jedir sia stata gia' chiusa.
                               
 http://www.aparchive.com/metadata/-Tunisia-Libya-2/0ad35b8033d267ab693f685fbe7a5327?query=tunisia&current=1&orderBy=NewestFirst&hits=3093&referrer=search&search=%2Fsearch%3Fquery%3Dtunisia%26startd%3D%26endd%3D%26orderBy%3DNewestfirst%26from%3D1%26allFilters%3D%26g2ItemId%3D&allFilters&productType=IncludedProducts&page=1&b=7a5327

Per capire qualcosa della crisi libica, quello che i giornali italiani non scrivono

http://www.mei.edu/content/at/rush-exits-libya

http://www.mei.edu/content/bad-neighbor-good-neighbor-libya-egypt-relations                 

Si ripete in peggio la stessa storia che portò nel 2011 alla creazione del campo di Coucha, gestito e finanziato dalle Nazioni Unite, con il confinamento di migliaia e migliaia di persone in un luogo nel quale non era loro riconosciuto alcuno status legale.

http://rightsinexile.tumblr.com/post/90488096622/dont-even-talk-to-them-tunisias-forgotten-refugees

Per la Tunisia, come del resto per la Libia, i migranti in fuga, profughi per necessità, sono sempre e soltanto migranti illegali, da contenere, da respingere, anche con le armi, e da detenere o confinare, semmai riescono a passare la linea di frontiera.                          

  http://www.tgla7.it/esteri/libia-nel-caos-avanzano-i-jihadisti-frontiere-prese-dassalto-01-08-2014-86116 

http://www.lastampa.it/2014/07/31/esteri/libia-mogherini-oltre-morti-a-tripoli-e-bengasi-KertFDWMWaE1AdWnbqcxYN/pagina.html                                              

 L'Europa continua ad assistere imperterrita a questa ennesima prova delle politiche violente dei paesi di transito contro i migranti in fuga e non decide l'unica possibile via d'uscita di questa ennesima crisi umanitaria: l'apertura di corridoi di evacuazione dalla Libia e di ingresso protetto in Europa con la concessione di visti di ingresso per motivi umanitari o di protezione temporanea, visti che dovrebbero essere rilasciati da tutte le rappresentanze diplomatiche dei paesi UE dislocate in Africa, e non solo in Egitto, in Libia o in Tunisia. Particolarmente grave la condizione dei profughi siriani e di tutti i migranti di fede cattolica, come gli eritrei, esposti ogni giorno di più alle violenze più atroci da parte delle bande paramilitari libiche, oltre che dei trafficanti che hanno subito rinnovato le loro reti organizzative. Il danaro cementa come sempre alleanze e collusioni, sulla pelle dei più deboli.

http://www.theguardian.com/world/2014/aug/01/libya-people-smuggle-provide-service?cmp=wp-plugin

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2014/08/01/libia-oltre-10mila-a-frontiera-tunisia-2-egiziani-uccisi_a021e739-71fd-45d1-8c53-214c60982870.html

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20140801/world/two-egyptians-shot-as-tunisia-threatens-to-close-libya-border-filipino-beheaded.530128

http://www.irinnews.org/report/92802/libya-tunisia-growing-frustration-in-choucha-transit-camp

http://www.unhcr.org/51d2a40e9.html

http://chouchaprotest.noblogs.org/








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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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